Ogni occasione è buona per dare una svolta green alla nostra vita, anche a quella detta spesso “privata”. Non vogliamo invadere la vostra intimità, ma vogliamo delle alternative per rendere green i momenti più red del vostro quotidiano: quelli che si trascorrono (almeno comunemente) sotto le lenzuola. Pensate infatti che nel 2020, tra le conseguenze del lockdown, si segnala un aumento delle vendite di giochi erotici. Perché non sceglierli a prova di economia circolare?
Come scegliere un preservativo ecofriendly
Armi fondamentali contro la trasmissione di malattie o per evitare gravidanze non programmate, i profilattici sono presenti sul mercato in colori, formati, caratteristiche tecniche e addirittura gusti assai diversi tra loro. Come accade per molti oggetti di uso comune, i consumatori, nelle loro scelte di acquisto, hanno iniziato a rivolgere le loro attenzioni verso condom con caratteristiche green (e non parliamo del colore). L’attenzione alla sostenibilità dei preservativi riguarda innanzitutto i materiali usati nella lavorazione come la gomma naturale che, spesso, è anche vegan friendly.
L’origine vegetale del materiale impiegato non rende, però, il profilattico di per sé biodegradabile: vi sono infatti altri “ingredienti” da valutare (come i lubrificanti). È quindi importante prestare attenzione verificando la presenza di apposite certificazioni. I condom prodotti da Fair Squared, ad esempio, sono fatti di materiali naturali ed etici, essendo realizzati nel rispetto delle regole “fair trade” di tutela del territorio dal quale proviene il lattex e di rispetto delle condizioni dei lavoratori. Sono biodegradabili ma non compostabili e quindi vanno gettati nell’indifferenziato.
A un occhio attento poi non sfuggiranno le differenze sui materiali del packaging: attenzione a quelli rinnovabili e riciclabili.
Lubrificanti naturali ed ecologici
Esistono lubrificanti realizzati con ingredienti naturali e provenienti da agricoltura biologica? La risposta è positiva e, a fronte di una richiesta sempre più in crescita, l’offerta ecofriendly non manca: da quelli acquosi, ai gel passando per oli senza petrolati, parabeni sls, paraffine e altri ingredienti chimici non propriamente da “pallino verde” nell’Inci (ovvero nella composizione). Esistono poi numerosi esemplari certificati vegan.
Dove acquistare i lubrificanti naturali?
Sono spesso presenti nei negozi che vendono biocosmesi. Online si può accedere ad una grande selezione su BioVeganShop che offre prodotti letteralmente per tutti i gusti: dal cocco alla vaniglia, dal lampone alla fragola.
Abbigliamento intimo sexy e green
È cosa nota che l’abbigliamento giusto può accendere la passione, ma quella di un ecologista potrebbe smorzarsi di fronte ad un intimo non propriamente ecofriendly.
Ormai esistono tantissime linee di lingerie 100% ecosostenibili: sia per l’intimo maschile che per quello femminile si possono scegliere tessuti in cotone biologico, canapa, bambù, eucalipto o addirittura in faggio con ampia scelta di modelli e senza dover rinunciare ai pizzi.
Esistono anche filati che rappresentano vere e proprie applicazioni di economia circolare. CasaGin, ad esempio, è una maison italiana che utilizza solo fibre naturali biodegradabili, rinnovabili e addirittura circolari come i calzini realizzati utilizzando PET riciclato o favolosi costumi da bagno realizzati con l’econyl filato ricavato recuperando reti da pesca abbandonate nei mari. Sul loro portale è presente la scheda di ogni prodotto dove non solo viene descritto, in dettaglio, l’ecomateriale usato, ma viene addirittura quantificato il risparmio ambientale in termini di confronto di LCA rispetto a un capo “tradizionale”.
Quali sono i sex toys ecosostenibili
Esistono sex toys ecofriendly? Certamente e, anche in questo ambito, la scelta è ampia e variegata. Se partiamo dai materiali, troviamo diversi oggetti del desiderio realizzati in legno: manette, paddle e non potevano mancare i dildo. I vantaggi di questi oggetti? Non necessitano di ricarica o di batterie e non rischierete un calo di energia…nei momenti topici.
Fra i materiali ecologici va sicuramente annoverato il vetro, ma, in questo ambito è da maneggiare con estrema cura!
Vi chiedete se esistano esemplari di vibratori realizzati con bioplastiche? Gaia ha immesso in commercio un modello prodotto con bioplastiche (per l’esattezza PLA ovverosia acido polilattico) che, secondo la casa produttrice, è biodegradabile (una volta tolte le parti elettroniche, ci sentiamo di specificare).
In Brasile alcuni dildo sono stati realizzati impiegando la plastica recuperata dagli oceani coinvolgendo nella campagna di sensibilizzazione contro i rifiuti anche il canale MTV.
La ecosostenibilità di un oggetto, però, non si misura solo limitandosi a considerare il materiale impiegato per la sua realizzazione, ma va considerata anche la modalità di… ricarica. Oggigiorno, infatti, sono in commercio diversi sex-toys che si ricaricano grazie a pannelli solari, permettendo di dire addio alle batterie usa e getta.
Come organizzare una serata di San Valentino eco friendly
Concludiamo con alcuni consigli ideali per qualsiasi appuntamento galante, magari proprio per San Valentino che è alle porte.
Per una cena a due, ricordate che i cibi di stagione sono davvero afrodisiaci e sicuramente non temono il confronto con quelli esotici (parola di EconomiaCircolare.com!)
Con la scusa di risparmiare al Pianeta ulteriori sprechi di acqua e di gas potrebbe essere l’occasione per fare una doccia o un bagno in coppia.
Infine, la giusta atmosfera si può realizzare spegnendo la luce: annullerete il consumo di energia… per lo meno quella elettrica.
AGGIORNAMENTO DEL 13/02/2026
Dal cassetto al riciclo: la seconda vita (sostenibile) dei sex toys
Sempre più sex toys sono RAEE. Cosa succede quando un sex toy elettronico smette di funzionare? Complice un mercato in crescita e un’intimità sempre più tecnologica, questo oggetto si trasforma in uno dei “RAEE che non ti aspetti”. L’imbarazzo può spingere a gettarlo nell’indifferenziato, un gesto che però ha conseguenze ambientali significative. Questi dispositivi, infatti, sono a tutti gli effetti Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e, secondo la normativa italiana (D.Lgs. 49/2014), rientrano nel raggruppamento R4, quello dei piccoli elettrodomestici. Abbandonarli in discarica significa disperdere nell’ambiente sostanze potenzialmente tossiche come metalli pesanti, ftalati e PVC, oltre a sprecare materiali preziosi come rame e alluminio che potrebbero essere recuperati
Superare il riserbo è il primo passo verso un piacere davvero responsabile. Le soluzioni per un corretto smaltimento sono più semplici e discrete di quanto si pensi. La prima opzione è conferire gratuitamente il dispositivo non più funzionante presso i Centri di Raccolta Comunali (isole ecologiche). Una seconda via, ancora più comoda e anonima, è offerta dalla normativa “uno contro zero” (DM 121/2016). Questa regola obbliga i grandi distributori di elettronica, con superfici di vendita superiori ai 400 mq, a ritirare gratuitamente i piccoli RAEE (con dimensioni inferiori a 25 cm) senza alcun obbligo di acquisto per il consumatore. È quindi possibile lasciare il vecchio vibratore, magari in un sacchetto, negli appositi contenitori presenti in negozio, garantendone l’avvio a un corretto processo di riciclo.
Il futuro del settore, però, guarda già oltre, verso un nuovo paradigma definito “sextainability“, che unisce sessualità e sostenibilità. Numerosi brand, anche in Italia, stanno già progettando il piacere in ottica circolare, realizzando prodotti con materiali sicuri per il corpo e per l’ambiente, come silicone medicale, vetro, bioplastiche o TPE riciclabile. Questi nuovi sex toys sono spesso pensati per essere più facilmente disassemblabili a fine vita e, in alcuni casi, le aziende offrono programmi di ritiro per assicurare che ogni componente venga recuperato, chiudendo il cerchio. L’evoluzione in corso dimostra come l’economia circolare possa permeare ogni aspetto della nostra vita, trasformando una scelta intima in un gesto di consapevolezza e rispetto per il pianeta.
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