mercoledì, Dicembre 10, 2025

Giorgio Arienti (Erion WEEE): “Per le imprese l’economia circolare è sopravvivenza, oltre che rispetto ambientale”

La digitalizzazione si muove veloce, ma il nostro sistema economico deve essere pronto a rispondere, su diversi fronti, per garantire che la transizione sia possibile, oltre che giusta e sostenibile. Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, ci racconta come in questa intervista video

Silvia Santucci
Silvia Santucci
Giornalista pubblicista, dal 2011 ha collaborato con diverse testate online della città dell’Aquila, seguendone le vicende post-sisma. Ha frequentato il Corso EuroMediterraneo di Giornalismo ambientale “Laura Conti”. Ha lavorato come ufficio stampa e social media manager di diversi progetti, tra cui il progetto “Foresta Modello” dell’International Model Forest Network. Nel 2019 le viene assegnata una menzione speciale dalla giuria del premio giornalistico “Guido Polidoro”. Dal 2021 lavora all'interno della squadra di EconomiaCircolare.com come redattrice. Da gennaio 2025 è socia della cooperativa Editrice Circolare

La filiera delle apparecchiature elettriche ed elettroniche ha bisogno di una spinta verso la circolarità: dal produttore al consumatore, passando per tutti gli attori coinvolti nella raccolta e nel riciclo, invertire la rotta verso il recupero e l’uso della materia prima seconda è una vera e propria necessità.

A ribadirlo ai microfoni di EconomiaCircolare.com è Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) domestici, nell’intervista registrata nel corso di Intelligenza Circolare, l’evento internazionale organizzato lo scorso ottobre a Roma da ISIA Roma Design e dal magazine EconomiaCircolare.com.

Le esigenze della digitalizzazione e dell’elettrificazione

“Il mondo del digitale − ha spiegato Arienti − è sempre più caratterizzato da materie prime particolari che sono essenziali affinché funzionino i sistemi di comunicazione, che sono essenziali affinché funzioni il mondo delle energie rinnovabili o della mobilità elettrica. Parliamo delle critical raw materials (CRM), cioè quelle materie prime critiche che la Comunità Europea da qualche anno ha messo sotto attenzione”.

L’Europa, povera dal punto di vista estrattivo, ha quindi necessità di puntare sul riciclo di RAEE e rifiuti di batterie, dove queste materie sono contenute altrimenti, avverte Arienti, “saremmo senza dispositivi di comunicazione, senza tv, senza energie rinnovabili, senza mobilità elettrica”. Il discorso si complica anche in ottica di dipendenza da altri Paesi, come la Cina, la Russia o alcune Repubbliche del Centro Africa.

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Gli step fondamentali

Oltre ad un regolamentazione ad hoc, un esempio chiave è l’European Critical Raw Materials Act che nei suoi obiettivi vuole garantire all’Unione Europe l’accesso a un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime essenziali, è fondamentale un cambio di paradigma, che sia prima di tutto culturale.

Secondo Arienti le imprese stanno iniziando a capire che si tratta di una questione di sopravvivenza, oltre che di rispetto ambientale.

“Nell’approvvigionamento di materiali, − spiega ancora − poter contare su risorse riciclate è certamente meglio che dover andare ad acquistare materie prime critiche su qualche mercato extra europeo, quindi le aziende stanno cominciando a capirne l’importanza: lavorano sull’ecodesign e cercano di introdurre materiale riciclati all’interno dei propri nuovi prodotti”.

Bisogna però che anche le politiche industriali siano a supporto di questa transizione, favorendo le materie prime riciclate: se le materie prime vergini importate, ad esempio dalla Cina o Centro Africa, costano meno delle materie prime riciclate, l’industria è tentata, se non costretta, ad andare a comprare le materie prime vergini.

In questo quadro complesso, anche cittadine e cittadini possono giocare un ruolo fondamentale, attraverso un corretto conferimento di questa tipologia di rifiuti, e non tenendoli chiusi in un cassetto in casa. “Purtroppo in Italia siamo fermi a quello che è un livello inaccettabile: riusciamo a gestire e a riciclare correttamente ogni anno circa 350mila tonnellate e la comunità europea ha fissato un target che è più o meno il doppio. Ci manca veramente tanto, e come possiamo arrivarci?”.

Arienti aggiunge infine che la comunicazione e la sensibilizzazione delle persone è un punto fondamentale: il tema deve andare oltre gli addetti al settore e diventare mainstream, − magari anche con una pubblicità progresso in tv − in modo che tutti sappiano cosa è un RAEE e ne comprendano il reale valore.

EconomiaCircolare si impegna da anni nell’informazione e nella promozione di buone pratiche rivolte in particolare a questo settore da molti sconosciuto o dimenticato e, dallo scorso giugno, anche attraverso “Fai la tua mossa”, la campagna di informazione e sensibilizzazione sui RAEE, promossa da EconomiaCircolare.com, Erion WEEE, Junker App e A Sud.

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