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Alessandro Bernardini

53 ARTICOLI
Nella redazione del progetto di podcasting Sveja, ha scritto per la rivista di letteratura Arti & Mestieri Laspro e per la cooperativa editoriale Carta. Per il quotidiano online Giornalettismo ha tenuto una rubrica settimanale sul conflitto Palestina-Israele. Ha collaborato con Lettera Internazionale e lavorato in Medio Oriente come videomaker. Si occupa di comunicazione, educazione e formazione in ambito formale e non formale per il Terzo Settore. Fa parte dell’area Formazione di A Sud Ecologia e Cooperazione. Autore dei romanzi “La vodka è finita” (Ensemble) e ’“Nonostante febbraio. Morire di lavoro” (Red Star Press)

Dall’educazione naturalistica all’educazione ecologista, come migliorare il rapporto con l’ambiente delle nuove generazioni

Un articolo a firma dell’ecologa Seiran Summer parla di “estinzione dell’esperienza” in ambito formativo. Se è vero che nell’educazione ambientale manca spesso il rapporto con la natura, l’educazione ecologista può essere la chiave per raccontare la crisi climatica e colmare questo gap

Col turismo di lusso il greenwashing cambia pelle

Il turismo produce quasi il 9% delle emissioni globali, ma continua a raccontarsi attraverso borracce, riforestazioni e resort “rigenerativi”. Più che la fine delle promesse verdi, è in corso la loro trasformazione in un dispositivo più sofisticato, capace di nascondere la crescita dei voli, dei consumi e della pressione sui territori

La nuova frontiera delle microplastiche: guardare “dentro” il prodotto

Un report della Plastic Soup Foundation ricostruisce, a partire da oltre 350 studi, la diffusione delle microplastiche non solo come effetto di un rifiuto ma come qualcosa di insito nella produzione. Sanità, tessili, imballaggi e perfino alcune tecnologie climatiche possano trasformare la crisi della plastica in una questione di esposizione sistemica

Videogiochi, l’UE frena sulla legge mentre PlayStation archivia i dischi

La Commissione europea frena sulla proposta di mantenere giocabili i videogiochi dopo la cessazione della loro fornitura commerciale. Mentre uno dei nomi di punta del settore sceglie che dal 2028 non produrrà più supporti fisici. Segnali contrastanti che pongono il tema del “fine vita” digitale

Il Circular Economy Act non può scordare chi ripara, riusa e riduce

Nel parere del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) sul futuro Circular Economy Act c’è una richiesta che va oltre il mercato delle materie prime seconde: riconoscere le persone, le cooperative, le imprese sociali e le comunità locali come infrastruttura politica della transizione. Per un'economia circolare che sia anche sociale

Net zero: le imprese cambiano linguaggio. Resilienza come arroccamento strategico?

La congiuntura geopolitica, l’aumento dei costi energetici e l’economia di guerra rendono l’impegno delle imprese verso il Net Zero più tortuoso. Riforestare, proteggere ecosistemi e ripristinare suoli è necessario, ma non può diventare una licenza per continuare a estrarre petrolio, gas e carbone

Circular Economy Act, per TOMRA “servono regole armonizzate”

Dietro la nuova strategia europea sulla circolarità non c’è soltanto l’ambiente. Nell’epoca della scarsità accedere a materiali riciclati di alta qualità sarà un vantaggio economico per l'Unione Europea. “Il principale ostacolo resta la frammentazione “spiega Filippo Montalbetti, di TOMRA

La degradazione della plastica? Per una ricerca del MIT dipende dalla cooperazione ecologica

Una ricerca del MIT sui batteri marini mostra che la degradazione delle bioplastiche non è una proprietà automatica dei materiali, ma il risultato di relazioni ecologiche specifiche. Una buona notizia per la scienza, meno per il marketing del monouso “verde” che insiste sulla bioplastica come soluzione principale

Le città-deposito: perché gli stock materiali sono il vero tesoro nascosto dell’Europa

Edifici, strade, automobili e infrastrutture contengono enormi quantità di materie prime già estratte. Secondo l’European Environment Agency trasformare questi stock in risorse circolari sarà decisivo per ridurre dipendenze, emissioni e consumo di suolo. Ma esiste anche una dimensione sociale spesso trascurata

Troppe norme sulle imprese? Cosa dice la mappatura dell’OCSE sulla due diligence

Dalla direttiva europea Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) alle norme anti-deforestazione e sul lavoro forzato, cresce il mosaico normativo che obbliga le imprese a controllare impatti sociali e ambientali lungo tutta la catena del valore. Ma il rischio è una frammentazione normativa difficile da gestire