sabato 14 Marzo 2026

Lessmore, quando l’ecodesign fa anche informazione sul cambiamento climatico

Proseguono le interviste di EconomiaCircolare alle imprese che da tempo lavorano in questo settore. Oggi è il turno dell'azienda varesina che realizza oggetti d'uso quotidiano e arredi dall'elegante design e dalla forte ecosostenibilità

Andrea Turco
Andrea Turco
Giornalista glocal, ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche siciliane per poi specializzarsi su ambiente, energia ed economia circolare. Redattore di EconomiaCircolare.com. Per l'associazione A Sud cura l'Osservatorio Eni

Si possono creare oggetti d’uso quotidiani che siano belli da vedere ed ecosostenibili? E’ la sfida che anima Lessmore, l’azienda di Varese che propone arredi e complementi dall’elegante design e realizzati secondo canoni di sostenibilità, flessibilità, trasformabilità e durabilità. Si usano diversi materiali, primo fra tutti il cartone al cento per cento riciclabile, ma anche il legno e il metacrilato, che vengono combinati tra loro per dare vita a prodotti resistenti e molto duraturi. I materiali impiegati sono spesso già riciclati; inoltre la maggior parte degli elementi usati sono combinati tra loro a incastro oppure avvitati o incollati per produrre monomateriale. Questo rende più facile eseguire la manutenzione e riparazione nel tempo, per allungare il loro ciclo di vita in maniera considerevole e far fronte al concetto di obsolescenza pianificata di breve periodo.

Come scrivevamo già nell‘atlante dell’economia circolare, “Lessmore è un’azienda veramente innovativa. Ha ideato un concetto dove vengono sostituite solo le finiture e i colori dei prodotti, senza sostituire il prodotto intero, ma solo la “pelle” esterna. In tal modo i materiali possono essere successivamente scomposti, disassemblati e riciclati per poi essere reinseriti in un ciclo produttivo diverso”. Tutti gli arredi e i complementi della linea sono disegnati dall’architetto Giorgio Caporaso e sono ispirati al design modulare e componibile. Ed è a lui che abbiamo rivolto le nostre domande, per saperne di più su un’azienda che, nata nel 2008 e riconvertita nel 2015, continua a crescere. Nonostante la crisi. Segno che l’economia circolare conviene, anche alle imprese e non solo all’ambiente.

Che tipo di filiera è quella di Lessmore? A chi vi rivolgete per la scelta dei materiali e quali criteri utilizzate?

La filiera produttiva di Lessmore è organizzata tramite una rete di artigiani e fornitori di prossimità che realizzano, ognuno per la propria specifica competenza, i semilavorati che vengono poi assemblati per realizzare il prodotto finito. Abbiamo strutturato questa una rete per fare in modo che sia la più corta possibile e vicina. Per i materiali utilizzando principalmente noi il cartone e il legno chiediamo che la materia prima sia proveniente da foreste certificate.

La vostra azienda si distingue per l’infaticabile partecipazione a eventi e incontri che si occupano non solo di design ma anche di economia circolare e più in generale di ambiente. Anche nella vostra pagina Fb postate spesso articoli di informazione, come quelli sul cambiamento climatico. Qual è dunque per voi il ruolo dell’impresa in questi tempi?

Pensiamo che le sfide ambientali e climatiche che l’umanità dovrà affrontare siano fondamentali e soprattutto urgenti. Anche il nostro percorso lo riteniamo sempre una evoluzione continua, anzi come una partenza nonostante gli sforzi fatti verso un continuo cammino di sempre maggiore informazione sulle scoperte e le innovazioni che vengono presentate e sui temi di attualità legati alle sfide ambientali che come umanità siamo obbligati ad affrontare. E quindi ci fa piacere condividere alcune delle informazioni di cui veniamo a conoscenza sui nostri canali aziendali, come sensibilizzazione e informazione diffusa, anche se non parlano a volte prettamente dei nostri prodotti.

Quali sono i rapporti con gli enti istituzionali? Può esistere a vostro avviso una felice sinergia pubblico-privato?

Non abbiamo grandi rapporti con enti istituzionali e lavoriamo prettamente in ambito privato. Ci piace però seguire e, se possibile, partecipare agli eventi istituzionali che vengono creati sui temi ambientali, dell’economia circolare e dei cambiamenti climatici, anche perché sono temi che riteniamo fondamentali e urgenti. Crediamo che si possa creare una felice sinergia pubblico-privato, con una condivisione di visioni e un percorso in cui ognuno potrebbe apportare il proprio contributo, e riteniamo quello pubblico molto importante.

Chi sono i vostri clienti più “affezionati”? Vendete più in Italia o all’estero?

Tendenzialmente il nostro target di clienti da cui arrivano maggiormente le richieste non è il privato ma sono aziende, negozi, allestimenti e locali pubblici. Le vendite sono prettamente in Italia.

Quali sono i prossimi obiettivi di Lessmore?

Siamo affezionati ai nostri prodotti, non li riteniamo solo del materiale commerciale, siamo felici quando vengono scelti dai vari clienti e desideriamo continuare nella nostra ricerca, anche se è autonoma, e continuare a dedicarci alla nostra linea di produzione. Gli obiettivi sono di procedere sempre di più nel miglioramento dei prodotti, nel coinvolgimento sempre maggiore dei fornitori nel processo di miglioramento degli stessi,  e nell’ampliamento della gamma e dell’offerta del nostro catalogo. Anche se la nostra collezione è abbastanza ampia stiamo studiando nuovi prodotti. Un altro aspetto fondamentale per noi è porre l’attenzione sulle nuove scoperte e innovazioni “green” ed ecosostenibili, magari come materiali e tessuti  riciclabili o riciclati come materia prima seconda, in modo da approfondirne le caratteristiche e valutarne sempre le possibilità di utilizzo nella nostra linea, sia per i prodotti a catalogo esistenti sia per la nascita di nuovi prodotti.

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