venerdì, Febbraio 27, 2026

Cos’è il bisfenolo A e perché è vietato nelle lattine (ma lo troveremo ancora per anni)

Il Bisfenolo A (BPA) può danneggiare il sistema immunitario e quello endocrino. La messa al bando è arriva nel 2024 dopo l’allarme di diverse agenzie europee. Ma per dare alle imprese il tempo di adeguarsi, troveremo imballaggi contenenti questa sostanza fino al 2028

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

Da poco più di un mese (20 gennaio) sono entrate in vigore le attese norme restrittive all’uso del bisfenolo A. Con una legge approvata nel 2024 (Regolamento (UE) 2024/3190) l’Europa ha vietato questa molecola – che l’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha identificato come “estremamente preoccupante” a causa dei potenziali effetti di interferenza sul nostro sistema endocrino, quello che regola moltissime attività del nostro corpo – in tutti quei prodotti che vengono a contatto con gli alimenti. Nonostante la preoccupazione, sacrosanta, che emerge in questi giorni, con gli imballaggi che contengono bisfenolo avremo a che fare ancora per anni. Ma ricordo anche che non tuttI gli imballaggi sono interessati dal problema.

Nel frattempo, prima della norma europea di cui stiamo parlando, alti paesi hanno adottato contromisure per il bisfenolo . Come la Francia, che già dal 2012 lo ha vietato in tutti i materiali a contatto con gli alimenti.

Vediamo di cosa si tratta.

bisfenolo A imballaggi lattine
Foto: Canva

Cos’è il bisfenolo A e perché fa male

Il bisfenolo a (BPA, in sigla) è un nostro vecchio compagno di viaggio: lo usiamo dagli anni ’60. È una sostanza chimica industriale usata anche per produrre plastiche e resine. Queste plastiche e resine, e il loro BPA, vengono impiegata ad esempio per il rivestimento di lattine metalliche, nelle bottiglie di plastica riutilizzabili per bevande, nei contenitori per alimenti e negli utensili da cucina.

Ma perché la Commissione ha deciso di metterla al bando? Perché diverse agenzie europee si erano pronunciate sulla sua pericolosità. Come abbiamo accennato, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha identificato il BPA come “sostanza estremamente preoccupante” a causa dei potenziali effetti di interferenza sul nostro sistema endocrino. Anche l’EEA (Europea Environment Agency – Agenzia europea dell’ambiente) ne ha valutato la problematicità, arrivando a parlare di un “potenziale rischio per la salute di milioni di persone”.  E poi l’Agenzia per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha descritto chiaramente dove sta il problema: “Sostanze chimiche come il BPA utilizzato nei recipienti per alimenti possono migrare in quantità minime negli alimenti e bevande in essi contenuti”.

Uno studio che ha misurato la presenza di BPA e altre sostanze nei nostri corpi (il progetto europeo di biomonitoraggio HBM4EU) ricorda come “la principale via di esposizione umana sembra essere l’alimentazione, dove i bisfenoli possono essere migrati negli alimenti o nelle bevande dai contenitori per alimenti, imballaggi o dai biberon”.

E una volta migrato dagli imballaggi al cibo e poi al nostro corpo? Ancora l’EFSA: “Può danneggiare il sistema immunitario umano anche a dosi molto basse. Ciò si aggiunge a una serie di effetti nocivi sulla salute umana già scoperti in precedenza, come l’alterazione del sistema endocrino, la riduzione della fertilità e le reazioni allergiche della pelle”.

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Il calendario dei divieti

Abbiamo parlato del 20 gennaio. Ma forse non è questa la data più interessante. Vediamo allora un calendario delle scadenze che ci accompagneranno (a lungo) verso l’addio al bisfenolo A.

20 gennaio 2025. È appunto la data di entrata in vigore del divieto di utilizzo del BPA. Che però prevede un periodo transitorio necessario, recita la norma, “al fine di concedere tempo sufficiente per commercializzare le applicazioni relative a questi tipi di imballaggi ed evitare sprechi alimentari”. Insomma un limbo, di cui ci faremo carico noi consumatori e consumatrici, nel quale la sostanza vietata sarà ancora impiegata.

20 luglio 2025. L’articolo 11 e 12 del regolamento contengono appunto le disposizioni transitorie. Che prevedono che tutti gli oggetti monouso (appunto le lattine di tonno, di esempio) contenenti BPA e destinati a venire a contatto con alimenti potranno “essere immessi sul mercato fino al 20 luglio 2026”. Il motivo è quello citato sopra: dare tempo alle aziende di vendere i prodotti (con BPA) in magazzino.

20 gennaio 2028. Ma ci sono poi altri imballaggi monouso che secondo il legislatore meritano un’eccezione ulteriore rispetto all’eccezione precedente. Sono imballaggi più complessi per i quali la commercializzazione potrà avvenire fino al 20 gennaio 2028.

E poi 12 mesi  e poi l’esaurimento scorte. A queste eccezioni che riconoscono la necessità delle imprese di avere tempo per adeguarsi, si aggiunge (articolo 11, comma 3) un altro periodo per l’esaurimento scorte, che allunga la circolazione di tutti questi prodotti che vorremmo vedere scomparire oggi stesso. Anche dopo il 20 gennaio 2028 infatti, gli imballaggi monouso al bisfenolo (ormai “fuori corso”) potranno comunque “essere riempiti con prodotti alimentari e sigillati durante i 12 mesi successivi alla scadenza del periodo transitorio applicabile”. E poi, noterete come il divieto viene sempre più diluito, “i prodotti alimentari imballati che ne derivano possono essere immessi sul mercato fino ad esaurimento delle scorte”.

Buon appetito.

bisfenolo A imballaggi lattine
Foto: Canva

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20 gennaio 2029

 Se le scadenze indicate sopra fanno riferimento a prodotti usa e getta (le lattine di fagioli del supermarket, appunto), il regolamento fissa (articolo 12) date più in là nel tempo per la fine dell’immissione sul mercato di prodotti riutilizzabili a contatto con gli alimenti e le bevande: si tratta del 20 gennaio 2029.

 

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