11. È vero che il caro bollette dipende dal fotovoltaico?

Quando si parla di fotovoltaico può capitare di sentire molte fake news che ne minano la fattibilità: analizziamo le più comuni, punto per punto, con un approccio scientifico e basato sui fatti

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

La battaglia contro i falsi miti che circondano il fotovoltaico e le rinnovabili è tutt’altro che vinta. Anzi, in un contesto geopolitico ed energetico sempre più complesso, diventa cruciale armarsi di dati e analisi rigorose per contrastare una narrazione distorta che rischia di rallentare la transizione ecologica. Un quadro di luci e ombre è emerso con chiarezza durante l’evento “Good news, bad news, fake news” organizzato da Italy for Climate al Key-The Energy Transition Expo di Rimini nel marzo 2026. Da un lato, le buone notizie: il 2025 ha visto le fonti rinnovabili coprire circa il 48% della produzione elettrica nazionale, con il fotovoltaico protagonista di una performance da record, capace di generare quasi 9 TWh di elettricità in più in soli dodici mesi.

Dall’altro, però, le cattive notizie: la corsa all’installazione di nuova potenza ha subito una battuta d’arresto, con 7,2 GW di nuovi impianti contro i 7,5 dell’anno precedente. Un rallentamento preoccupante, che ci allontana dal passo necessario per raggiungere gli obiettivi del PNIEC. Per centrare il target al 2030, infatti, dovremmo installare nei prossimi 5 anni ben 55 GW di nuove rinnovabili, più del doppio di quanto fatto negli ultimi cinque. Ma cosa frena questa corsa? Non solo le lentezze burocratiche o l’incertezza dei sistemi di incentivazione, ma anche e soprattutto un’informazione poco accurata che alimenta pregiudizi e opposizioni locali.

caro bollette fotovoltaico

Cosa dicono i dati

Il grande falso mito da smontare, oggi più attuale che mai, è quello che vede le rinnovabili come causa del caro bollette. I dati, come sottolineato durante l’evento, dicono esattamente il contrario. Le recenti crisi internazionali, dalla guerra in Ucraina a quella in Iran, hanno dimostrato come la nostra dipendenza dai combustibili fossili sia la vera causa della volatilità dei prezzi.

Al contrario, eolico e fotovoltaico si confermano la leva strategica per ridurre i costi e la dipendenza energetica. Secondo la IEA, nel 2024 il loro costo medio si attestava tra i 50 e i 75 dollari per MWh, contro gli oltre 200 dollari di gas e carbone. Come ha evidenziato Chiara Montanini, Senior Analyst di Italy for Climate, anche la percezione delle rinnovabili come “minaccia per il paesaggio” è un pregiudizio diffuso che va affrontato con dati scientifici e processi di coinvolgimento attivo dei territori. La transizione, come ogni grande cambiamento tecnologico, porterà a un nuovo paesaggio energetico, la cui pianificazione responsabile è la vera sfida.

La strada, come ha ricordato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è tracciata: accelerare su PPA, aste, Comunità Energetiche e, soprattutto, investire in reti e accumuli. Un percorso che, come ribadito da Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA, non si può basare su slogan, ma richiede trasparenza, dati verificabili e una comunicazione chiara per costruire un consenso informato. La lotta alle fake news è una condizione necessaria per liberare il potenziale del sole e accelerare verso un futuro energetico davvero sostenibile.

Leggi anche: SPECIALE | Debunking fotovoltaico

 

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