Ve la ricordate la tassonomia dell’Unione Europea, cioè il sistema di classificazione per le attività economicamente sostenibili? Se ne era parlato molto durante la scorsa legislatura EU. Già lì, col senno di poi, si erano intravisti i segnali di quel che sarebbero diventati i nuovi mantra europei.
Proprio sulla tassonomia, infatti, la Commissione aveva cominciato a cedere agli interessi di imprese e lobby, inserendo ad esempio il nucleare e il gas tra le attività economicamente sostenibili, seppur con criteri rigorosi e definiti come transitori, per favorire il passaggio alla neutralità climatica entro il 2050. Dal 1° gennaio 2023 gli investimenti su nucleare e gas possono essere etichettati come “verdi” a determinate condizioni, nonostante il dibattito scientifico e politico che prosegue tutt’ora.

Durante questa legislatura la Commissione ha già modificato ulteriormente la tassonomia, anche attraverso l’ausilio di un pacchetto Omnibus ad hoc. In questi giorni la Commissione ha lanciato una nuova consultazione pubblica, chiedendo feedback su possibili revisioni dei criteri della tassonomia dell’UE.
”L’obiettivo della revisione è rendere il quadro più semplice e facile da usare” scrive la Commissione. Il periodo per inviare le osservazioni è aperto fino al 14 aprile. Mentre l’adozione della nuova revisione della tassonomia UE è prevista entro l’estate.
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Perché modificare la tassonomia UE?
La Commissione definisce il regolamento sulla tassonomia dell’UE come “una pietra angolare del quadro finanziario sostenibile dell’UE, che guida gli investimenti verso progetti sostenibili”. I suoi «criteri tecnici di screening» definiscono le condizioni che le attività economiche devono soddisfare per essere considerate sostenibili.
La revisione si basa su un ampio contributo, già ricevuto, da parte delle parti interessate e che è stato ottenuto tramite precedenti consultazioni, workshop e un invito a presentare prove. La nuova consultazione si basa quindi su una bozza di revisione proposta dalla Commissione: è a partire da questo documento che si dovranno inoltrare i propri feedback. In modo, scrive ancora la Commissione, di allineare i criteri della tassonomia con la legislazione UE che nel frattempo è stata ampiamente aggiornata, oltre a riflettere meglio i progressi tecnologici che nel frattempo sono avvenuti.

“L’obiettivo – scrive la Commissione – è quello di rafforzare l’adozione della tassonomia attraverso un uso più facile, migliorare l’accesso alla finanza verde nell’UE e migliorare la trasparenza del mercato attraverso divulgazioni più chiare. Le modifiche coprono la maggior parte delle attività previste dagli Atti delegati per il clima e l’ambiente , compresa la silvicoltura e la protezione dell’ambiente, la produzione, l’energia, il trasporto e l’edilizia, nonché per tutte le attività a cui si applica il principio DNSH (Do Not Significant Harm, cioè non danneggiare in modo significativo)”.
Come abbiamo accennato, nel febbraio 2025 col Pacchetto Omnibus I la Commissione ha introdotto alcune modifiche tecniche alla tassonomia dell’UE, concentrandosi principalmente sui criteri di screening tecnico. A seguito di ciò, la Commissione ha condotto una revisione più ampia di tutti i criteri di screening tecnico per tutto il 2025, che ha comportato la proposta di revisione sulla quale ci si potrà pronunciare fino a metà aprile.
“Gli obiettivi perseguiti nell’ambito di questa revisione sono gli stessi per il pacchetto Omnibus, vale a dire semplificare le regole e ridurre gli oneri” garantisce infine la Commissione. Insomma: anche la tassonomia si avvia all’ennesima deregolamentazione, come denunciato anche durante il festival Le Parole Giuste da Chiara Martinelli, direttrice di CAN Europe.
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