venerdì, Gennaio 30, 2026

EPR per i pneumatici fuori uso, il ministero raccoglie commenti sulla proposta di modifica

Si possono inviare fino al 12 febbraio. La viceministro Gava: “Migliorare l’efficacia contrastando inefficienze e distorsioni e rafforzando la legalità”

EconomiaCircolare.com
EconomiaCircolare.com
Redazione EconomiaCircolare.com

C’è tempo fino al 12 febbraio per inviare e proprie considerazioni sulla proposta di modifica delle norme italiane che regolano il fine vita dei pneumatici (il Decreto 19 novembre 2019, n. 182). Chiunque può inviare osservazioni “all’indirizzo di posta elettronica certificata ECB@pec.mase.gov.it e all’indirizzo di posta elettronica ordinaria VigilanzaPFU@mase.gov.it seguendo le indicazioni presenti nel documento recante le griglia per le osservazioni e indicando nell’oggetto della PEC la seguente dicitura: Consultazione pubblica D.M. n. 182/2019 “, spiega il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE). I documenti (la proposta di revisione, la proposta con testo a fronte, la griglia per le osservazioni) e le modalità di presentazione delle osservazioni sono indicati dal ministero in una pagina web dedicata.

“Contrastare inefficienze e distorsioni”

Lo schema di provvedimento che interviene sull’attuale gestione dei pneumatici fuori uso (PFU) “ha lo scopo di aggiornare la normativa vigente in virtù dell’evoluzione del settore e della normativa in materia di responsabilità estesa del produttore”, spiega il ministero. Commenta così la viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Vannia Gava: “La consultazione pubblica rappresenta uno strumento fondamentale per raccogliere il contributo degli operatori del settore e migliorare l’efficacia del sistema di gestione degli pneumatici fuori uso, contrastando inefficienze e distorsioni e rafforzando la legalità”. L’obiettivo, prosegue, “è sostenere un’economia circolare concreta, in grado di generare benefici ambientali e industriali”.

Leggi anche lo speciale EPR, oltre la gestione dei rifiuti

Le criticità dell’EPR italiano per i pneumatici fuori uso 

Un lavoro di Laboratorio REF Ricerche di qualche tempo fa evidenziava proprio le “inefficienze e distorsioni” cui accenna la viceministro.

L’applicazione del principio “chi-inquina-paga” – spiegavano Andrea Ballabio, Donato Berardi, Antonio Pergolizzi e Nicolò Valle – è stata oggetto negli anni di varie torsioni, che hanno messo a nudo alcuni risvolti problematici, non risultando indenne da pratiche border-line non contemplate dal Legislatore. A ciò, si aggiunga che ancora oggi – a 15 anni di applicazione concreta – non si conoscono alcuni dati fondamentali dello schema EPR nel caso degli PFU come, ad esempio, quanti sono in Italia i reali quantitativi di pneumatici nuovi immessi sul mercato (naturalmente, insieme a quelli importati usati e ricostruiti su carcasse estere) o quanti PFU vengono fittiziamente ritenuti riutilizzabili e re-inseriti nel mercato in qualità di pneumatici usati”.

Si cita, ad esempio, “l’emergenza che nasce dall’accumulo di PFU presso i gommisti. Quantitativi in eccesso rispetto ai target fissati anno dopo anno dai produttori/importatori”.

E poi una serie di anomalie, come quella cha riguarda la capacità di garantire la concorrenza e la parità di accesso: “Contrariamente allo spirito dell’EPR – secondo cui le società consortili nascono senza scopo di lucro – accade che alcuni attori interpretino la propria mission come quella di fornire servizi alle imprese (non solo di carattere preminentemente ambientale). Un comportamento che pone un tema di regola della concorrenza rispetto agli operatori che operano fuori dagli schemi EPR”. Oppure il fatto che uno dei capisaldi dell’economia circolare, il riutilizzo, venga ignorato: “Pur sostenendo l’intercettazione, i sistemi EPR non hanno incentivato il riutilizzo e le pratiche di prevenzione. A tendere, quindi, bisognerà trovare soluzioni in grado di passare da obiettivi di intercettazione a target di prevenzione e riutilizzo”, sottolinea REF.

pfu riciclo penumatici
Foto: Canva

Leggi anche: Il fine vita degli pneumatici: una responsabilità del produttore da rivedere

© Riproduzione riservata

spot_img

POTREBBE INTERESSARTI

Ultime notizie