mercoledì 25 Marzo 2026

“Complessivamente costruttiva”: la Mediatrice UE analizzerà la replica della Commissione sui sospetti deficit procedurali

Omnibus I, Pac e norme sui migranti sono oggetto di indagini della Mediatrice europea Teresa Anjinho per presunta inadeguata adesione ai principi della better regulation. A febbraio l’ultima replica della Commissione

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

L’Unione europea ha norme per garantire che il processo legislativo sia basato su dati concreti, sia trasparente e inclusivo (better regulation) ma la Commissione potrebbe non averle rispettate. Come EconomiaCircolare.com ha raccontato, tre indagini condotte dalla Mediatrice europea Teresa Anjinho a partire da tre distinte denunce – relative alle norme sulla due diligence di sostenibilità delle imprese (Omnibus I), quelle sulla riforma della politica agricola comune (PAC) e sulla lotta al traffico di migranti – hanno rilevato una serie di carenze procedurali” nelle procedure d’urgenza.

A febbraio la Commissione ha risposto agli appunti e alle raccomandazioni della Mediatrice europea. La Mediatrice, che analizzerà in dettaglio la risposta, la ritiene comunque “complessivamente costruttiva”.

omnibus semplificazione
Foto: Canva

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Le risposte della Commissione

Partiamo allora della tre principali obiezioni della Mediatrice Teresa Anjinho per raccontare le repliche della Commissione.

Tempi di consultazione per l’Omnibus I. A proposto dell’aver ridotto il tempo di consultazione tra i servizi della Commissione a meno di 24 ore nel corso di un fine settimana (Omnibus I), la Commissione sostiene che le proprie regole consentano una procedura accelerata di consultazione interservizi per motivi di urgenza, purché tale urgenza sia giustificata. Normalmente i documenti devono essere disponibili almeno 48 ore prima della fine della consultazione, ma in casi eccezionali può essere autorizzato un periodo più breve. L’esecutivo, si legge nella replica, “provvederà affinché il servizio che richiede una procedura d’urgenza comprovi i motivi dell’urgenza e registri tali informazioni nel sistema ‘Decide’ al momento della richiesta di autorizzazione”.  E che anche eventuali deroghe sotto le 48 ore dovranno essere esplicitamente giustificate dal Segretariato generale.

Ritardi nella pubblicazione della valutazione d’impatto. Le denunce contro i comportamenti della Commissione ritenuti scorretti puntavano i riflettori sui tempi della pubblicazione delle valutazioni d’impatto (in ritardo nel caso della legislazione sul traffico di migranti; dopo che la legislazione era già stata approvata nel caso della PAC). Nella sua difesa la Commissione afferma che, secondo le linee guida sulla “better regulation”, in caso di urgenza è possibile pubblicare “un documento di lavoro dei servizi della Commissione (Staff Working Document) che presenti le prove analitiche a sostegno della proposta, in sostituzione della valutazione d’impatto completa. Poiché quest’ultima richiede molto tempo per essere preparata, in media oltre un anno”. Questo documento può essere pubblicato insieme alla proposta oppure entro tre mesi dalla sua adozione. La Commissione aggiunge che cercherà di rendere disponibili le prove il prima possibile, comunque non oltre il termine di tre mesi.

Valutazione di coerenza climatica. Quanto all’accusa di mancanza di registrazioni interne chiare di una valutazione della coerenza climatica (PAC e Omnibus I), la Commissione respinge l’accusa. Sostiene invece che il controllo di coerenza climatica sia stato effettivamente svolto in entrambi i casi, ma che le norme attuali non richiedono un formato specifico o la pubblicazione completa dell’analisi. “La Commissione ha effettuato una valutazione della coerenza climatica e ha sintetizzato le proprie conclusioni nel documento di lavoro dei servizi della Commissione e nella relazione illustrativa”, si legge. La Commissione riconosce tuttavia la necessità di maggiore trasparenza e annuncia che in futuro includerà esplicitamente il risultato della valutazione climatica nei Staff Working Documents e nei memorandum esplicativi.

Complessivamente, secondo la Commissione, il parere inviato alla Mediatrice “dimostra l’impegno a garantire che i principi di una migliore regolamentazione siano applicati in modo trasparente e responsabile, anche nei casi di urgenza”. La Commissione afferma di avere già affrontato molte delle questioni sollevate dalla Mediatrice “con istruzioni specifiche impartite dal Segretario generale”. Inoltre, si legge nelle conclusioni del documento, “nella prossima comunicazione sulla migliore regolamentazione, la Commissione rifletterà le azioni e le misure sopra descritte, al fine di garantire che le sue proposte siano sostenute da analisi di alto livello e proporzionate, sia in situazioni ordinarie che urgenti”.

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Dalla Commissione una “risposta costruttiva”, secondo la Mediatrice

Una risposta “complessivamente costruttiva” che Teresa Anjinho ha accolto con favore, si legge sulla pagina web della Mediatrice. Nella sua risposta, la Commissione “ha riconosciuto l’importanza di garantire che le deroghe alle sue norme politiche standard in caso di urgenza siano adeguatamente registrate e spiegate”, sottolinea la relatrice. Inoltre, nell’ambito dei piani di revisione delle norme interne, la Commissione ha indicato che “rifletterà sui modi per essere più trasparenti nelle sue valutazioni della necessità di agire con urgenza”.

La Mediatrice analizzerà ora in dettaglio la risposta della Commissione prima di trarre conclusioni definitive. La sua analisi terrà ovviamente conto anche “dei riscontri che si aspetta di ricevere dai denuncianti”.

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