Quasi 1300 chilogrammi di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) raccolti in due mesi e mezzo grazie ai contenitori collocati in 5 supermarket lombardi. Sono i risultati, provvisori, del progetto pilota “Piccoli RAEE, grande COOP” promosso da Erion WEEE, INRES COOP e COOP Lombardia Società Cooperativa. Partito il 20 ottobre scorso in cinque punti vendita COOP in Lombardia, mira ad offrire ai consumatori nuove occasioni per consegnare piccoli RAEE come vecchi smartphone, caricabatterie non più utilizzati, radiosveglie, tablet, spazzolini elettrici, minipimer, joypad e cavi elettrici. Occasioni per non dimenticare nei cassetti quelle che sono fonti preziose di materiali per il sistema produttivo europeo e per la transizione verso modelli di economia e società più sostenibili.

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GDO e RAEE, un modello più accessibile e capillare
I negozi della grande distribuzione organizzata dove molti di noi fanno quotidianamente la spesa non sono obbligati a predisporre punti di raccolta per i rifiuti elettronici: ma proprio la frequentazione assidua dei consumatori li rende luoghi ideali per intercettare piccoli RAEE da conferire agevolmente senza dover cambiare i nostri percorsi e le abitudini quotidiane.
“Per i RAEE di piccole dimensioni, cioè inferiori ai 25 cm, i cittadini possono già usufruire gratuitamente del servizio Uno contro Zero presso i grandi negozi di elettronica, senza alcun obbligo di acquisto” ricorda Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE. Possono ma non lo fanno – non lo facciamo – così spesso: i risultati della raccolta nazionale, ampiamente inferiori agli obiettivi europei, lo testimoniano. Secondo l’Osservatorio realizzato da IPSOS per Erion WEEE, “il 49% degli italiani ignora l’esistenza di questa opportunità – sottolinea Arienti -. Per questo motivo – aggiunge Arienti – abbiamo deciso di sperimentare, grazie al supporto di Coop che ha deciso di sposare in modo volontario questa iniziativa, un nuovo modello che porta la raccolta direttamente nei punti vendita della grande distribuzione, rendendo il conferimento ancora più accessibile e capillare”.
Oltre 1.200 kg di piccoli rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE categoria R4) e 80 kg di sorgenti luminose (R5) sono stati raccolti tra il 20 ottobre e il 5 gennaio nell’Ipercoop di via Sorelle Ambrosetti 10 di Brescia; a Legnano, alla Coop di via Barbara Melzi 101; e poi alla Coop di Viale Pavia 102 di Lodi, alla Coop di Viale Campari 64 di Pavia e all’Ipercoop di Viale Montegrappa 31 a Treviglio.
Visibilità, semplicità, replicabilità
In ciascuno dei cinque negozi, dalle ore 9 alle 20, è presente un contenitore personalizzato per la raccolta dei piccoli RAEE e un punto informazioni, con personale dedicato, per supportare i cittadini. “I contenitori per la raccolta sono stati collocati in punti ben visibili dei negozi, soprattutto nelle aree di accesso e lungo i percorsi di spesa, per rendere la raccolta semplice e immediata”, spiega a EconomiaCircolare.com Bruno Ceccarelli, responsabile politiche sociali Coop Lombardia: “L’idea è stata quella di intercettare i clienti nella quotidianità, trasformando un gesto corretto dal punto di vista ambientale in un’abitudine facile”.
La risposta dei consumatori e delle consumatrici “è positiva”, aggiunge. “C’è attenzione, curiosità e una crescente consapevolezza sul tema dei RAEE. Molti clienti apprezzano la possibilità di smaltire correttamente i piccoli dispositivi elettronici mentre fanno la spesa, e l’iniziativa diventa spesso un’occasione di informazione e dialogo”.
E una buona pratica da ripetere. “Questo progetto con Coop rappresenta un modello replicabile che vogliamo testare per comprendere come l’aumento dei punti di conferimento a servizio dei cittadini influisca sulla raccolta dei piccoli RAEE”, fa sapere Arienti. “Da sempre il nostro consorzio sostiene l’importanza di mettere le persone nella condizione di effettuare in modo semplice la raccolta differenziata dei RAEE, ad esempio portando i punti di raccolta dentro i luoghi frequentati quotidianamente. «Piccoli RAEE, grande COOP» risponde esattamente a questa logica, perché permette a tutti coloro che si recano a fare la spesa di disfarsi in modo semplice e corretto di rifiuti che, nonostante i servizi gratuiti previsti dalla legge, è ancora scomodo conferire”.
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