Quando si parla di sostenibilità e della necessità di un’inversione di rotta, il tema spesso è come arrivare a più persone possibili? E come riuscire a interiorizzare concetti e buone pratiche che a molti possono apparire distanti?
La risposta, almeno per Marco Cardinaletti, Direttore artistico Green Loop Festival, è stata: attraverso l’arte. Nell’intervista registrata nel corso di Intelligenza Circolare, l’evento internazionale organizzato lo scorso ottobre a Roma da ISIA Roma Design e dal magazine EconomiaCircolare.com, Cardinaletti ci ha aiutato a disegnare i confini delle possibilità che l’arte può portare in questa missione.
Si tratta di un percorso, che per trovare una partecipazione attiva, soprattutto delle nuove generazioni necessita di fiducia, ma che con il tempo il GreenLoop Festival, − un evento artistico in cui si esplora con linguaggi culturali il tema dell’economia circolare − ha saputo conquistare, costruendo qualcosa di “sinergico e duraturo”.
“I primi anni è stato molto complesso − ammette − però poi abbiamo iniziato a mettere insieme ragazzi, giovani stakeholder, imprese, altri artisti e questo movimento ci è servito anche per produrre progettualità. Il festival è un movimento che ci consente di creare idee e di fare sinergia tra settori differenti quindi vedere lo scienziato, l’imprenditore e l’artista che si parlano e si raccontano, e arrivano a creare delle progettualità come traiettorie nuove da mettere a terra: per questo ci è servito del tempo ma ci stiamo piano piano riuscendo”.
L’arte e il patto intergenerazionale della sostenibilità
Cardinaletti ha quindi ricordato una mostra dello scorso anno, sempre nel contesto del Green Loop Festival, RigenerArt, che ha visto diverse generazioni muoversi attraversi gli strumenti di ascolto della musica: era stata data ai ragazzi la possibilità di ascoltare ciò che volevano ma con supporti analogici, come mangianastri.
“È successo − racconta − che i genitori hanno portato i figli a vedere come si ascoltava la musica un tempo. Dunque trovare alle cose una nuova vita, soprattutto a quelle che sono apparecchiature elettroniche, ha consentito di avere in un unico contesto sia ragazzi che genitori, per poter far comprendere l’importanza della gestione dei RAEE. Abbiamo quindi capito che attraverso l’arte possiamo rigenerare non solo le cose ma soprattutto le idee”.
Un’azione concreta che ha posto l’accento anche sul bisogno di una presa di coscienza e un lavoro intergenerazionale: “Il concetto di sostenibilità lega il patto intergenerazionale perché ti dice che se tu oggi ti appropri delle cose in maniera non sostenibile, stai prendendo qualcosa a chi verrà dopo di te, questo patto deve essere invece rispettato”, ha concluso Cardinaletti.
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intervista interessantissima!