Operativo dal febbraio di quest’anno, è stato uno dei più discussi provvedimenti della scorsa Commissione UE in cui – a forza di discutibili analisi LCA – si è vista in azione la forza delle lobby dei produttori e utilizzatori di gli imballaggi usa e getta.
Presentato dalla Commissione von der Leyen I il 30 novembre 2022, l’ambizioso testo iniziale intendeva riscrivere, migliorandole, le regole su produzione e utilizzo degli imballaggi e la gestione del loro fine vita, insieme a un policy framework sulle bioplastiche. Obiettivo principale la riduzione dei rifiuti da imballaggio, in continua crescita in Europa, anche attraverso il sostengo a quelli riutilizzabili, e poi la loro crescente riciclabilità.
“Le proposte di oggi – spiegava in quell’occasione l’allora vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans – riducono i rifiuti di imballaggio, promuovono il riutilizzo e la ricarica, aumentano l’uso della plastica riciclata e agevolano il riciclaggio degli imballaggi. I cittadini europei vogliono eliminare gli imballaggi eccessivi e quelli inutilmente voluminosi e le imprese sono pronte a rispondere con soluzioni e sistemi di imballaggio sostenibili e innovativi”. I cittadini, certo, ma non le imprese. E così è iniziato un progressivo alleggerimento della proposta della Commissione.
Le maggiori opposizioni a livello comunitario sono arrivate anche dall’Italia. I motivi li trovate in questo Speciale, curato dalla redazione di EconomiaCircolare.com. Che racconta passo passo l’iter, i confronti, fino alle recenti cause legali intentate da diverse imprese (soprattutto tedesche, ma anche italiane) contro il regolamento.
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AGGIORNAMENTO DEL 15 LUGLIO 2025
Daniele Di Stefano
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