La preoccupazione è lecita: se elimino il gas, la bolletta elettrica schizzerà alle stelle? Questo timore nasce spesso dalla confusione tra due tipi di geotermia molto diversi.
La verità: bisogna distinguere tra geotermia ad alta entalpia (quella delle grandi centrali come a Larderello, che produce elettricità sfruttando anomalie geologiche con temperature altissime) ed a bassa entalpia (quella usata per climatizzare gli edifici). Quest’ultima si basa su una pompa di calore che, per funzionare, consuma energia elettrica. Tuttavia, il suo consumo è molto basso perché il suo compito non è “creare” calore, ma semplicemente “spostarlo” dal sottosuolo (che ha una temperatura costante tutto l’anno) all’edificio. L’efficienza è altissima. Ove possibile l’abbinamento con un impianto fotovoltaico risulta certamente una sinergia vincente per raggiungere l’autonomia energetica, ma non è un obbligo per evitare bollette insostenibili.
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