6. È vero che la geotermia causa terremoti? Non facciamo confusione

Quando si parla di geotermia, una preoccupazione riguarda gli eventi sismici che ne potrebbero derivare, ma è necessario fare una distinzione. Analizziamo insieme alcuni dei falsi miti più comuni legati alla geotermia, smontandoli con dati e fatti concreti

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

La paura che le attività geotermiche possano innescare eventi sismici significativi è una preoccupazione diffusa.

La spiegazione: la questione è complessa e richiede una distinzione fondamentale tra geotermia convenzionale e sistemi geotermici avanzati (EGS – Enhanced Geothermal Systems). Come evidenziato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), le attività umane nel sottosuolo possono effettivamente indurre sismicità ma i sistemi geotermici italiani non ricorrono all’idrofratturazione. Facciamo un passo indietro.

Nei sistemi EGS che mirano ad aumentare la permeabilità di rocce calde e secche iniettando fluidi ad alta pressione, la creazione di nuove micro-fratture genera eventi sismici di magnitudo generalmente molto bassa (M < 2), non avvertibili. Tuttavia, il rischio aumenta quando questi fluidi pressurizzati interagiscono con faglie preesistenti. In questi casi, la riduzione della coesione lungo la faglia può innescare terremoti di energia superiore, chiaramente avvertibili e potenzialmente dannosi.

La cronaca scientifica riporta diversi esempi significativi legati a progetti EGS:

  • Pohang (Corea del Sud, 2017): un terremoto di magnitudo Mw 5.5 – l’evento più energetico finora attribuito a queste attività – ha causato danni diffusi e decine di feriti;
  • Strasburgo (Francia, 2020-2021): eventi sismici fino a magnitudo ML 3.9 hanno portato alla sospensione definitiva delle attività del sito geotermico locale;
  • Basilea (Svizzera, 2006): un terremoto di magnitudo 3.4 si è verificato poche ore dopo l’interruzione dei test di iniezione, portando all’abbandono del progetto.

È importante sottolineare che i principali campi geotermici italiani, come Larderello e Amiata, sono di tipo “convenzionale” quindi NON EGS. Essi sfruttano una circolazione idrotermale già presente in natura e, come specifica l’INGV, non utilizzano la tecnica dell’idrofratturazione (non autorizzata in Italia). In queste aree, l’energia sismica rilasciata rimane di norma al di sotto della soglia del danno. La ricerca scientifica è costantemente al lavoro per studiare e mitigare questi rischi, con l’obiettivo di rendere lo sfruttamento della risorsa geotermica sempre più sicuro ed efficiente.

Leggi anche: 5. Falso: “La geotermia è pericolosa”

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