mercoledì, Gennaio 7, 2026

ZWE: “Ambienti contaminati intorno agli inceneritori in Spagna, Francia e Paesi Bassi”

Zero Waste Europe (ZWE) riporta l’esito dei biomonitoraggi realizzati da ToxicoWatch, su uova di galline da cortile, vegetazione, frutta e verdura, acqua e terreno. "Queste scoperte equivalgono a un fallimento sistemico dei controlli ambientali”

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Redazione EconomiaCircolare.com

Negli ambienti circostanti tre inceneritori di rifiuti in Spagna, Francia e Paesi Bassi sono stati riscontrati livelli preoccupanti di diossina, PFAS e metalli pesanti. La denuncia arriva da Zero Waste Europe (ZWE), che riporta l’esito dei biomonitoraggi realizzati da ToxicoWatch, organizzazione indipendente specializzata in report scientifici basati sull’analisi di biomarcatori come le uova di galline da cortile, la vegetazione, la frutta e verdura, l’acqua e il terreno.  “Queste scoperte equivalgono a un fallimento sistemico dei controlli ambientali” commenta Janek Vahk, Zero Pollution Manager di Zero Waste Europe, che ha supportato il monitoraggio intorno agli impianti di incenerimento. “Le comunità che vivono vicino agli inceneritori sono esposte a sostanze chimiche tossiche, in alcuni casi a livelli ben oltre quanto consentito dalla legge. Ciò dovrebbe far scattare immediatamente segnali di allarme in tutta l’UE”.

Francia: diossina nel muschio e nel terreno

Le indagini hanno riguardato in particolare gli impianti “waste to energy” di Zubieta in Spagna, di Parigi in Francia e di Harlingen nei Paesi Bassi. Tutti e tre i rilevamenti nelle vicinanze degli inceneritori hanno avuto come esito il superamento dei limiti UE per i livelli di diossina nel muschio, nel suolo e nelle uova di gallina da cortile. Nei dintorni dell’inceneritore francese Ivry Paris XIII (IPXIII), situato in parte nel 13° arrondissement di Parigi e in parte a Ivry-sur-Seine, diverse aree hanno mostrato livelli elevati di diossina nel terreno: “La più alta concentrazione di diossina nel muschio – recita lo studio di ToxicoWatch – è stata registrata in una scuola primaria a 780 metri a ovest dell’inceneritore, nonostante i bassi livelli di diossina nel terreno. Al contrario, una scuola primaria a 200 metri a sud dell’inceneritore ha mostrato una bassa contaminazione nel muschio ma alti livelli di diossina nel terreno”. Su sette scuole monitorate, soltanto in una le soglie di diossina nel muschio e nel terreno erano sotto controllo.

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Foto: Canva

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Paesi Bassi: PFAS 138 volte oltre soglia 

Ad Harlingen, le concentrazioni di PFAS nell’acqua raccolta in un punto nei dintorni dell’impianto REC (Reststoffen Energie Centrale, ovvero “Impianto di energia residua”) erano 138 volte la soglia legale olandese per l’acqua potabile. Il prelievo dei campioni è stato effettuato tra un pollaio da cortile e il terreno agricolo adiacente utilizzato per l’agricoltura e la produzione di bulbi da fiore in primavera.
“L’analisi del biotest DR CALUX per le diossine (PCDD/F/dl-PCB) nelle uova di gallina da cortile ha confermato una contaminazione continua – si legge nella parte di report che riguarda l’impianto olandese –, con concentrazioni misurate di 5,20 pg TEQ/g di grasso (unità di misura che indica il livello di tossicità di diossine e PCB-diossina simili in un campione di grasso, ndr), superiori al limite UE di 3,3 pg TEQ/g di grass”. Il rapporto aggiunge poi che “i congeneri specifici di PFAS rilevati nel 2023 erano paragonabili a quelli trovati vicino al principale impianto fluorochimico di Anversa, in Belgio. Ciò solleva una domanda critica: come possono verificarsi livelli così elevati di PFAS a Harlingen, un ambiente principalmente agricolo?”

In Spagna uova con livelli di diossina record

Passando al biomonitoraggio dell’impianto di incenerimento spagnolo di Zubieta, si registra un altro drammatico record. Un campione di uova da cortile nel villaggio di Hernani ha mostrato i livelli di diossina più alti rilevati dalla ToxicoWatch Foundation in Europa negli ultimi 13 anni. Metalli pesanti tra cui piombo, mercurio e arsenico sono stati rilevati anche in aree vicine a case, parchi e scuole. “Nel 2024, i PFAS sono stati rilevati anche in una fonte di acqua potabile situata su una collina vicino ad Andoain, un’area precedentemente considerata incontaminata” riporta lo studio. “La contaminazione da sostanze estremamente problematiche (SVHC) come diossine, PFAS e metalli pesanti non si limita alle uova o al muschio, ma riflette un problema più ampio di inquinanti organici persistenti nell’ambiente di Zubieta. Questa tendenza all’inquinamento in aumento sottolinea l’urgente necessità di un’indagine approfondita sui dati di misurazione semi-continua dei gas di combustione dell’inceneritore di Zubieta. Tale indagine è essenziale per determinare se l’impianto rispetta gli obblighi legali di eliminare o almeno ridurre al minimo le emissioni di sostanze pericolose, tra cui diossine (PCDD/F/dl-PCB), metalli pesanti e PFAS, nell’ambiente”.

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L’appello di Zero Waste Europe

Zero Waste Europe chiede alle istituzione dell’Unione Europea e ai governi nazionali di intervenire con urgenza, a partire dalla necessità di un monitoraggio obbligatorio in tempo reale delle emissioni di POP da tutti gli impianti waste to energy, “in particolare durante le operazioni non standard (OTNOC), che rimangono sottoregolamentate e sono spesso la fonte di picchi di emissioni”. La richiesta dell’organizzazione si estende poi al biomonitoraggio, da effettuare con regolarità anche nelle aree circostanti gli inceneritori, con particolare attenzione alle zone di produzione alimentare e alle popolazioni vulnerabili. Più in generale, conclude ZWE, i risultati rafforzano la necessità di una rapida transizione verso alternative non-burn e zero waste per proteggere la salute pubblica e l’ambiente.

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