Da consumatori osserviamo distratti l’evolversi dell’industria al tempo della digitalizzazione, ma cosa succede dall’altra parte? Lo abbiamo chiesto a Marco Taisch, presidente di MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile, nella video-intervista registrata nel corso di Intelligenza Circolare, l’evento internazionale organizzato lo scorso ottobre a Roma da ISIA Roma Design e dal magazine EconomiaCircolare.com.
Un approccio dell’industria italiana alla sostenibilità è legato alla riduzione del consumo energetico nelle fabbriche, ma non solo.
“Esiste − spiega − un’altra grande area che è quella dei prodotti: oggi da consumatori siamo abituati a utilizzare elettrodomestici, e il concetto della classe energetica dell’elettrodomestico è entrato nel processo di acquisto. Le tecnologie digitali e l’industria 4.0 è sicuramente un grandissimo abilitatore di sostenibilità, la possibilità di misurare con elevato dettaglio i consumi energetici, cosa che queste tecnologie digitali ci consentono di fare, è sicuramente il primo passo verso un nuovo modo di fare sostenibilità”.
L’evoluzione della ricerca
Secondo Taisch, l’evoluzione legata a questi temi va in due direzioni: “La ricerca di nuovi materiali non vuol dire solo conferire caratteristiche meccaniche diverse, per esempio di robustezza o di estensione del ciclo di vita, ma vuol dire anche avere un impatto sulla fabbricazione di questi materiali e dei prodotti che questi materiali in qualche modo abilitano”.
“Il secondo grande filone − aggiunge − è quello del controllo del prodotto quando il prodotto viene poi utilizzato dal consumatore, e quindi in qualche modo aiuta il consumatore sia in termini reali ma anche in termini di educazione ad effettuare un consumo più consapevole”.
Un esempio sono le app a supporto delle nuove lavatrici, che consentono di visualizzare il consumo mensile, un dettaglio che può avere un grande impatto: “Oltre ad avere un effetto immediato, ha anche un effetto di tipo educativo sul consumatore, aumenta l’attenzione e quindi la sensibilità sulla riduzione dei consumi e verso la sensibilità”.
Leggi anche: Speciale Nuovi consumi
I modelli di business del futuro
In questo scenario, tra nuove tecnologie e rinnovate esigenze di sostenibilità, anche i modelli di business potranno cambiare, e per Taisch, non c’è dubbio che la sharing economy sarà un elemento fondante di questo cambiamento. “Veniamo da qualche decina d’anni in cui il concetto di possesso di un bene era solo il modo di usufruire di un prodotto: si comprano le automobili, le moto, i computer. Questo sta in qualche modo cambiando perché i concetti di sharing economy o di noleggio di un bene, e quindi di servitizzazione, consentono di passare da un acquisto del bene a un acquisto del servizio che quel bene ha erogato senza l’acquisto di quel bene stesso”.
GUARDA L’INTERVISTA COMPLETA
Leggi anche: L’economia circolare? È anche una scelta economica: gli esiti del sondaggio Legacoop-Ipsos
© Riproduzione riservata



