Ottawa, città laboratorio per passare dalla plastica usa e getta al riutilizzo

Il Reuse City Canada Project mette insieme produttori, retailer, cittadini e fondi pubblici per sperimentare nella capitale canadese il riuso su scala cittadina degli imballaggi di prodotti per la cura della casa e della persona

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Redazione EconomiaCircolare.com

La capitale canadese diventa banco di prova per cambiare il rapporto dei cittadini e delle cittadine con la plastica. È questa l’ambizione del Reuse City Canada Project, iniziativa annunciata dalla Plastic Waste Coalition (di cui fanno parte giganti produttori di beni di consumo, come Unilever, Procter & Gamble, L’Oréal, Nestlé) del Consumer Goods Forum (CGF) in collaborazione con la piattaforma Reposit.

Il progetto, che è stato preceduto da una sorta di pilota preparatorio (Reuse Ottawa), prenderà il via a Ottawa nel terzo trimestre di quest’anno: punta a rendere il riuso degli imballaggi una pratica quotidiana, semplice e accessibile. Non più solo riciclo, dunque, ma un sistema integrato che consenta di acquistare, restituire e riutilizzare i contenitori dei prodotti di uso comune.

Come funzionerà il sistema di deposito cauzionale per il riutilizzo

Il meccanismo è pensato per essere intuitivo. I consumatori potranno acquistare prodotti – in particolare per la cura della persona e della casa – in confezioni durevoli e riutilizzabili, pagando un piccolo deposito cauzionale.

Una volta terminato il prodotto, il contenitore potrà essere restituito nei punti vendita aderenti. Da lì, entrerà in un circuito strutturato: raccolta, sanificazione professionale e reimmissione sul mercato.

Il progetto, al cui infrastruttura è in avanzata fase di realizzazione, include punti di restituzione condivisi tra diversi retailer, logistica inversa per il recupero dei contenitori, infrastrutture per il lavaggio professionale, sistemi digitali integrati per il tracciamento. L’obiettivo è ridurre al minimo gli attriti per il consumatore, rendendo il riuso una scelta naturale e non un sacrificio.

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Un’alleanza tra giganti

A sostenere l’iniziativa c’è una rete ampia e trasversale di soggetti pubblici e privati: tra i partecipanti figurano colossi come L’Oréal, Procter & Gamble, Unilever e Walmart Canada, insieme a fornitori di soluzioni come Amcor, Avery Dennison e IBM. Il tutto finanziato in parte dal governo del Canada e dall’Handelens Miljofond, il fondo ambientale dei commercianti al dettaglio norvegesi, ed è realizzato con il sostegno del Canada Plastics Pact.

“Un ottimo esempio di come governi, imprese, organizzazioni senza scopo di lucro e comunità possano collaborare per creare nuove opportunità economiche e scelte sostenibili per i canadesi, che consentano di mantenere il valore delle nostre risorse all’interno dell’economia, evitando che finiscano nelle discariche e nell’ambiente”, ha commentato Julie Dabrusin, ministra dell’Ambiente, dei cambiamenti climatici e della natura canadese.

Il progetto non intende sostituire il riciclo, ma affiancarlo. Oggi, infatti, il packaging rappresenta una quota significativa dei rifiuti plastici globali, e il solo riciclo non basta a ridurne l’impatto. Il riuso si inserisce così come tassello fondamentale di un modello di economia circolare.

 “Cambiare il nostro rapporto collettivo con la plastica richiede collaborazione e nuovi approcci creativi – e Ottawa rappresenta un’entusiasmante svolta nell’ambito dell’azione collettiva”, ha detto Cédric Dever, direttore della Plastic Waste Coalition del CGF: “Questo progetto – prosegue Dever – dimostra come i rivenditori, i produttori e i fornitori di soluzioni tecnologiche possano unire le forze per promuovere il riutilizzo su scala urbana”.

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Fare scuola

“Grazie a questo tipo di collaborazioni, possiamo fornire prove concrete di ciò che funziona e offrire un modello scalabile per altri mercati in tutto il mondo”, afferma ancora Dever.

Uno degli obiettivi dichiarati del progetto è infatti generare dati e conoscenze concrete, da condividere con istituzioni e imprese per replicare il modello in altre città e mercati.

Anche il governo canadese, che cofinanzia il progetto, guarda con interesse all’iniziativa. La ministra dell’Ambiente Julie Dabrusin ha evidenziato come il focus su imballaggi riutilizzabili possa “ridurre drasticamente i rifiuti di plastica, l’inquinamento e il consumo di materiali”.

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