mercoledì, Gennaio 28, 2026

Nei Paesi UE eolico e solare hanno generato più elettricità delle fossili

Il sorpasso è avvenuto: nel 2025 nei 27 Stati membri dell’Unione Europea l’elettricità generata da vento e sole ha superato quella generata da carbone, petrolio e gas. Il report del think tank Ember fornisce indicazioni anche per l’Italia. Michele Governatori, ECCO: “Il governo smetta di insistere su gas e nucleare”

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Redazione EconomiaCircolare.com

La ricerca delle buone notizie può diventare artificiosa se è pretestuosa ma, quando le good news ci sono, è particolarmente piacevole diffonderle: per cui segnaliamo con piacere che nel 2025 eolico e solare hanno generato più elettricità nell’Unione Europea (UE) dei fossili per la prima volta (30% contro 29%).

É quel che emerge dalla European Electricity Review, diffusa dal think tank globale Ember e pubblicata oggi. La ricerca fornisce la prima panoramica completa del sistema elettrico dell’Unione Europea nel 2025, analizzando i dati relativi alla produzione e al consumo di elettricità per tutti i 27 Paesi per valutare il progresso nella transizione dai fossili all’elettricità rinnovabili. “Questo storico sorpasso mostra quanto velocemente l’Unione Europea si sta muovendo verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento», dice l’autrice Beatrice Petrovich. “Proprio mentre la dipendenza dai fossili contribuisce all’instabilità geopolitica, la posta in gioco della transizione verso l’energia pulita è più chiara che mai”.

Una buona notizia soprattutto per l’Italia. Proprio mentre il governo Meloni continua a spingere sul gas come combustibile primario per i consumi domestici e il trasporto, e mentre il Paese continua ad essere afflitto dai costi alti di questa scelta, gli esiti del report di Ember dimostrano che la strada da perseguire è invece un’altra, ed è già tracciata.

In questo senso il commento di Michele Governatori, esperto senior energia ad ECCO, il think tank italiano sul clima, è netto. “Nonostante le molte criticità burocratiche, nel 2025 l’Italia ha generato circa 10 terawattora in più di elettricità da fotovoltaico – ha osservato Governatori – Accelerare questa crescita è l’unico modo per ridurre i prezzi dell’energia in modo strutturale. Al contrario, il governo italiano sembra più propenso a tenere aperte le centrali a carbone e a fantasticare sul nucleare, mentre la storica dipendenza dal gas fa dell’Italia uno dei mercati energetici meno accessibili dell’Unione europea. Le rinnovabili, insieme ai sistemi di stoccaggio, a maggiore flessibilità e a una più rapida elettrificazione dei consumi energetici, sono gli strumenti migliori per garantire un’energia pulita e sicura. Le rinnovabili sono già più economiche dei combustibili fossili e del nucleare”.

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Le rinnovabili coprono quasi metà dell’elettricità UE, trainate dal boom del solare

Il sorpasso di eolico e solare sui fossili nel 2025 è dovuto soprattutto al solare, cresciuto più di un quinto (+20,1%) per il quarto anno consecutivo e balzato al 13% della produzione di elettricità UE nel 2025, un nuovo record positivo, superando carbone e idroelettrico. La trasformazione del settore elettrico interessa tutti i paesi dell’Unione, e l’Italia non fa eccezione. Nel 2025 la produzione elettrica da solare è cresciuta in ogni paese dell’UE rispetto al 2024 grazie soprattutto a nuove installazioni. Il solare ha fornito oltre un quinto dell’elettricità prodotta in Ungheria, Cipro, Grecia, Spagna e Paesi Bassi. In Italia la generazione solare è cresciuta del 24% nel 2025 rispetto al 2024, raggiungendo il 17% della produzione elettrica.

Le rinnovabili hanno generato il 48% dell’elettricità UE nonostante condizioni meteo atipiche che hanno causato un calo dell’idroelettrico del 12% e dell’eolico del 2%, ma hanno favorito il solare. L’eolico resta la seconda fonte elettrica UE al 17%, e ha prodotto più elettricità del gas. Segni di un cambiamento strutturale sono chiari in tutta l’UE: nel 2025 eolico e solare hanno superato i fossili in 14 dei 27 Paesi. In cinque anni la loro quota nella produzione elettrica UE è cresciuta dal 20% (2020) al 30% (2025), mentre i fossili sono scesi dal 37% al 29%. Idroelettrico e nucleare sono rimasti stabili o in lieve calo.

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Italia e Germania pagano il conto più salato per le importazioni di gas

La produzione di elettricità da gas in UE è cresciuta dell’8% nel 2025, principalmente per il calo della generazione idroelettrica, ma resta in declino strutturale, 18% sotto il recente picco del 2019. I costi delle importazioni di gas per la produzione di elettricità in UE hanno raggiunto i 32 miliardi di euro (+16% rispetto al 2024). È il primo incremento dalla crisi energetica del 2022, con Italia e Germania a pagare di più per l’import di gas ai fini della generazione elettrica. Le ore in cui si è fatto maggior uso di centrali termoelettriche a gas per soddisfare i consumi elettrici hanno spinto in alto i prezzi medi dell’elettricità in UE dell’11% rispetto al 2024.

ets2

“La prossima priorità per il settore elettrico dell’UE dovrebbe essere quella di ridurre la dipendenza dal gas”, avverte Beatrice Petrovich. “La dipendenza dal gas non solo rende l’UE più vulnerabile al ricatto dei Paesi esportatori di combustibili fossili, ma fa anche aumentare i prezzi dell’elettricità. Nel 2025 in Italia abbiamo visto i primi segnali concreti di un maggiore utilizzo delle batterie per stoccare energia rinnovabile e utilizzarla alle ore serali. Con l’accelerazione di questa tendenza, si potrebbe limitare l’uso delle costose centrali termoelettriche a gas, stabilizzando i prezzi e limitando le importazioni di gas”.

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Italia come la California per le batterie?

L’Italia è uno dei leader nell’Unione Europea per diffusione delle batterie e detiene il 20% della capacità operativa totale di accumuli di grandi dimensioni dell’UE. Nel 2025 le batterie italiane hanno contribuito a soddisfare la domanda durante le ore serali, una tendenza che potrebbe accelerare alla luce dell’attesa espansione. In Italia la capacità delle batterie di grande scala potrebbe crescere rapidamente e di quasi sei volte rispetto al 2025.

gigafactory batterie

“La California offre un caso di studio di ciò che potrebbe verificarsi in Italia – scrive Ember – Partendo da una capacità di batterie simile a quella italiana odierna, la California è passata rapidamente a coprire circa un quinto dei suoi consumi serali di elettricità con le batterie, caricate con l’abbondante produzione solare durante il giorno. Questo ha ridotto drasticamente l’uso delle centrali termoelettriche a gas durante i picchi serali di consumo di elettricità. Seguendo questa traiettoria, l’Italia potrebbe stabilizzare prezzi e limitare il gas importato”.

Un consiglio molto dritto, preciso, e soprattutto immediato. Chissà se il governo Meloni saprà, e vorrà, recepirlo.

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AGGIORNAMENTO DEL 26 GENNAIO 2026

In un’epoca di scarse buone notizie, è raro che in un articolo se ne possano sommare due. Invece è ciò che accade qui. Perché il sorpasso delle rinnovabili sulle fossili ha un enorme beneficio, immediato, cioè la riduzione delle emissioni di gas serra. Non a caso i dati Eurostat, diffusi in questi giorni, segnalano che l’Unione Europea ha fatto registrare nel settore energetico una riduzione del 49% di emissioni di gas serra in 11 anni, dal 2013 al 2024.

Una performance significativa che, appunto, fa ben sperare sugli sforzi da incentivare ulteriormente e che mostra come la transizione energetica dovrebbe considerarsi irriversibile e da rafforzare, invece che da frenare.

emissioni

“Nel 2024 – scrive Eurostat in una nota – le emissioni di gas a effetto serra dell’economia dell’UE per attività economiche e le famiglie hanno totalizzato 3,3 miliardi di tonnellate di CO 2 equivalenti. Questo rappresenta una diminuzione dell’1% rispetto al 2023 e una riduzione del 20% rispetto al 2013. Tra il 2013 e il 2024, il settore energetico (fornitura di elettricità, gas, vapore e aria condizionata) ha raggiunto il più forte tasso di calo e la più grande diminuzione complessiva, con un calo del 49% (-512 milioni di tonnellate di CO 2 equivalenti). Nello stesso periodo, anche altre 3 attività economiche hanno registrato riduzioni a due cifre: miniere e cave (-37%, -25 milioni di tonnellate di CO 2 equivalenti), manifatturiero (-18%, -146 milioni di tonnellate) e servizi (-14%, -36 milioni di tonnellate). Le uniche due attività economiche con un aumento delle emissioni sono state il trasporto e lo stoccaggio (14%, +57 milioni di tonnellate di CO 2 equivalenti) e la costruzione (+6%, +3 milioni di tonnellate)”.

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