E se la transizione ecologica dell’Unione Europea passasse dalle città? La domanda è solo in apparenza semplice. Perché se i dati ci confermano sempre più che anche nel Vecchio Continente le città sono e saranno sempre più popolate, è chiaro che passa da questi contesti l’applicazione delle politiche ambientali e circolari. Ciò si evince dall’agenda dell’UE per le città, presentata negli scorsi giorni dalla Commissione europea e che mira a rafforzare la politica di sviluppo urbano.
“L’agenda per le città dell’UE – si legge nel comunicato stampa della Commissione – offre una visione strategica per responsabilizzare le città nell’affrontare le sfide locali che contribuiscono a raggiungere obiettivi più ampi dell’UE. Fornisce un quadro unificato per rafforzare le dimensioni territoriali e urbane delle politiche dell’UE e razionalizzare il sostegno esistente alle aree urbane. Inoltre chiede un maggiore dialogo con le autorità locali in merito alle loro esigenze ed esperienze per informare le future politiche e legislazioni dell’UE”.

Vale la pena ricordare che attualmente circa il 75% della popolazione dell’UE – cioè circa 340 milioni di persone – risiede nelle città e nelle aree urbane. Questo sottolinea il significato delle città come centri di talento, innovazione e investimenti. Tuttavia le città devono affrontare sfide significative come alloggi a prezzi accessibili, alti costi energetici, sicurezza, segregazione sociale e impatti climatici. Inoltre i cambiamenti demografici e la domanda di servizi pubblici richiedono strategie adattive per mantenere una forza lavoro che sia qualificata e rafforzare la coesione economica e sociale.
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Tre principali aree di azione per l’agenda dell’UE per le città
La Commissione sostiene lo sviluppo urbano sostenibile e integrato attraverso varie iniziative, con la politica di coesione che fornisce investimenti territoriali significativi. L’agenda dell’UE per le città mira a rafforzare questo approccio concentrando l’azione dell’UE sulla realizzazione delle priorità politiche chiave a livello locale. Si basa su quadri strategici esistenti come l’Agenda territoriale 2030.
L’agenda dell’UE per le città è il risultato di una consultazione che ha visto 193 contributi ricevuti dalle autorità locali, dai cittadini, dalla società civile e da altre parti interessate. Importanti poi sono stati anche diversi appuntamenti dal vivo: dal Forum delle città di Cracovia (17-19 giugno 2025) al dialogo di attuazione sullo sviluppo urbano sostenibile (24 giugno 2025) fino ad arrivare a numerosi scambi bilaterali con organizzazioni che rappresentano le autorità locali, regionali e nazionali, nonché le reti urbane europee.

In ogni caso sono tre le principali aree di azione definite nell’agenda dell’UE per le città, così come sono definite dalla Commissione:
- “dialogo continuo : stabilire dialoghi annuali ad alto livello a livello politico e tecnico con le città per discutere le politiche dell’UE che riguardano le aree urbane per comprendere meglio e tenere conto delle esigenze delle città;
- semplificazione e sviluppo delle capacità : una nuova piattaforma per le città dell’UE consoliderà e semplificherà il sostegno dell’UE alle aree urbane, evitando così la frammentazione. Un portale web delle città dell’UE offrirà un punto di ingresso unico per informazioni su attività, eventi, aggiornamenti politici, opportunità di finanziamento e iniziative di sviluppo urbano;
- investimenti: l’UE sta già fornendo un notevole sostegno alle città e alle aree urbane attraverso la politica di coesione, ma anche un’assistenza supplementare disponibile attraverso diverse politiche settoriali. La Commissione mira a sostenere ulteriormente le città. Ha proposto un ambizioso bilancio a lungo termine che offre l’opportunità di sostenere città come attraverso i piani di partenariato nazionali e regionali, il Fondo UE, il Fondo europeo per la competitività, l’Europa Horizon e l’Europa globale”.
L’agenda delinea infine anche le prossime opportunità per le città, tra cui l’apertura della consultazione per l’iniziativa urbana europea di azioni innovative all’inizio del 2026 e la produzione di un rapporto regolare sullo stato delle città europee. L’attuazione dell’agenda dell’UE per le città inizia nell’ambito dell’attuale quadro finanziario e proseguirà attraverso il prossimo periodo di programmazione.
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