Elettrodomestici di casa a noleggio: a che punto siamo e quanto costerebbe

E se non acquistassimo più gli elettrodomestici che abbiamo in casa ma li noleggiassimo? Pagare cioè il servizio e non il prodotto: è il modello del “Product-as-a-Service (PaaS)” e rappresenta uno dei pilastri più promettenti dell’economia circolare. Ma in Italia siamo ancora agli albori

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

Una lavatrice che smette di funzionare dopo appena tre anni. Un frigorifero che si arrende proprio alla scadenza della garanzia. Scene di ordinaria frustrazione per milioni di consumatori, che si trovano di fronte ad un bivio: spendere centinaia di euro per una riparazione incerta o altrettanti per un nuovo acquisto, alimentando la montagna crescente di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE)? E se esistesse una terza via?

Una soluzione che ci consentisse di non acquistare più il prodotto, ma il servizio che esso offre: non la lavatrice, ma il “servizio di lavaggio”; non il frigorifero, ma il “servizio di refrigerazione”. Questo modello ha un nome “Product-as-a-Service (PaaS)” e rappresenta uno dei pilastri più promettenti dell’economia circolare. E’ già una realtà concreta per i cittadini? E, soprattutto… conviene?

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Dal possesso all’uso: cos’è il modello Product-as-a-Service (PaaS)

Il Product-as-a-Service, o “prodotto come servizio”, è un modello di business che scardina il concetto tradizionale di proprietà: invece di vendere un bene fisico, l’azienda produttrice o un intermediario ne mantiene la proprietà e offre al cliente l’accesso al suo utilizzo attraverso un canone periodico, solitamente mensile. Il canone non copre solo l’uso del bene, ma un pacchetto completo di servizi: installazione, manutenzione programmata, riparazioni in caso di guasto e, fondamentale, la sostituzione dell’apparecchio e il suo ritiro a fine vita.

Il consumatore passa dall’essere proprietario ad essere utente. Questo cambio di paradigma sposta l’intero focus del mercato: il successo del produttore non dipende più da quante unità vende (modello lineare “produci-vendi-dimentica”), ma da quanto a lungo (e in modo efficiente) riesce a far funzionare il proprio prodotto. L’obsolescenza programmata (o percepita) perde di senso e, al contrario, la durabilità, la modularità e la riparabilità diventano i veri motori del profitto.

Studio JRC elettrodomestici. Fonte: Canva

Questo modello di business è già attivo per alcune specifiche categorie di beni come, ad esempio, vedere film in streaming al posto di acquistare o noleggiare un dvd, sfruttare bici o auto in sharing al posto di acquistare un veicolo privato mentre sembra inattuabile se parliamo degli elettrodomestici di casa. 

Perché il noleggio fa bene al Pianeta: i vantaggi per l’economia circolare

Applicato agli elettrodomestici, il modello PaaS è astrattamente un catalizzatore di circolarità con benefici tangibili lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Vediamone alcuni.

  1. Progettazione per la durabilità e la riparazione (Eco-design): se il produttore rimane proprietario della lavatrice per 10 o 15 anni, ha tutto l’interesse a progettarla affinchè duri il più a lungo possibile. Sarà quindi incentivato ad usare materiali più robusti, a renderla facilmente smontabile per sostituire solo i componenti usurati (modularità) ed a garantire la disponibilità di pezzi di ricambio. Questo contrasta direttamente il modello attuale, dove spesso riparare costa più che ricomprare;
  2. Manutenzione predittiva e ottimizzazione: il canone di noleggio include la manutenzione. L’azienda può monitorare da remoto le performance dell’elettrodomestico (con sensori IoT, ad esempio) ed intervenire prima che si verifichi un guasto, prolungandone la vita operativa e garantendo sempre la massima efficienza energetica;
  3. Gestione virtuosa del fine vita: quando l’elettrodomestico non serve più potrà essere revisionato magari rigenerato e poi rimesso in circolo con il noleggio stesso. Se non è più riparabile o diventa obsoleto, l’apparecchio una volta ritirato, potrebbe essere smontato per recuperare componenti funzionanti da destinare al mercato della rigenerazione (ricondizionamento) e, solo alla fine della sua vita utile, si procede al conferimento controllato dell’elettrodomestico chiudendo il cerchio con la virtuosa filiera di recupero dei RAEE;
  4. Riduzione dell’impronta ecologica: meno elettrodomestici prodotti ex-novo significherebbe un minor prelievo di materie prime vergini, un minor consumo di energia e acqua nei processi produttivi e una drastica riduzione dei rifiuti elettronici, una delle categorie di rifiuti a più rapida crescita a livello globale.

Il noleggio B2C, oggetto di studi e ricerche: una nicchia promettente ma complessa

La validità del modello “prodotto come servizio” trova un’importante conferma anche nella più recente letteratura scientifica internazionale. Ad esempio una pubblicazione del 2024 sulla rivista CIRP Annals – Manufacturing Technology riportata da ScienzeDirect.org (Autori: Sakao et al., 2024) lo definisce come uno dei modelli di business più promettenti per aumentare l’efficienza delle risorse. Il principio cardine, sottolineano i ricercatori, è che mantenendo la proprietà del bene, il produttore ha tutto l’interesse a massimizzarne il ciclo di vita tecnico, garantendone la funzionalità attraverso manutenzione, riparazione e rigenerazione.

Tuttavia, lo studio evidenzia una netta differenza tra il mercato business-to-business (B2B), dove il noleggio di apparecchiature è una prassi consolidata e il mercato rivolto ai consumatori privati (B2C). In quest’ultimo ambito, gli esempi di noleggio sono ancora “meno comuni e su scala ridotta”. La ragione principale, secondo gli autori, risiede nella maggiore complessità del mercato consumer, caratterizzato da gruppi di clienti molto eterogenei e da una domanda meno prevedibile, che rendono più difficili la logistica e la pianificazione.

Per superare queste barriere, la ricerca indica due leve fondamentali: la digitalizzazione e le piattaforme online, considerate strumenti cruciali per facilitare l’incontro tra domanda e offerta e gestire in modo efficiente il servizio. Nonostante il modello PaaS per i privati sia ancora considerato una nicchia, lo studio cita esempi concreti già attivi per aspirapolvere robot di Electrolux, le pompe di calore di Panasonic e la gamma di elettrodomestici di BSH (con il progetto BlueMovement), confermando che la strada verso un consumo più circolare, anche per le famiglie, è già stata intrapresa.

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Noleggiare elettrodomestici in Italia: chi lo fa e come funziona

Se, in teoria, i vantaggi sono evidenti, in pratica, in Italia è ancora un mercato di nicchia, soprattutto per i consumatori privati (B2C). Se, nel settore business (B2B) il noleggio operativo (o leasing) di stampanti, computer e macchinari vari è una prassi consolidata, per lavatrici e frigoriferi domestici l’offerta è ancora limitata.

Se all’estero – ad esempio negli Stati Uniti – abbiamo trovato portali che noleggiano anche a privati, in Italia solitamente gli attori specializzati nel cosiddetto “renting” si rivolgono – oltre che ad aziende – a titolari di partita iva o ad associazione. In Italia possiamo prendere a prestito i costi riportati per i portali dedicati alle partite iva per poter spiegare il funzionamento. 

bonus elettrodomestici

Il modello è semplice e trasparente: dal sito si sceglie l’elettrodomestico (lavatrici, asciugatrici, lavasciuga, frigoriferi), si seleziona la durata del contratto (solitamente con un minimo di 24 mesi) e si paga un canone mensile. Il prezzo solitamente include consegna al piano, installazione, manutenzione, riparazione o sostituzione gratuita in caso di guasto e ritiro dell’usato. Il costo, c’è da dirlo, scende moltissimo se si allunga il periodo di utilizzo. 

Alcuni grandi retailer di elettronica hanno poi timidamente esplorato formule di noleggio a lungo termine, spesso però più focalizzate su prodotti ad alta tecnologia come smartphone, TV e PC, dove il ciclo di innovazione è più rapido e rivolgendosi per lo più a partite iva. Per i grandi “bianchi”, l’idea stenta a decollare su larga scala, frenata da complessità logistiche e da una cultura del possesso ancora molto radicata.

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Il noleggio potrebbe convenire ? Un confronto tra acquisto e canone mensile

Ove il servizio fosse aperto anche ai cittadini, la domanda cruciale rimarrebbe: “ma il noleggio dal punto di vista economico, conviene?”. Ad oggi la risposta molto probabilmente è negativa. 

Abbiamo preso ad esempio diversi “bianchi” e riportiamo a titolo di esempio il confronto riguardante un modello di frigorifero disponibile sia a noleggio che in vendita confrontando i prezzi. 

Acquisto frigorifero combinato di marca

  • Costo iniziale: un buon frigorifero integrato di nota marca in classe energetica D può costare circa 1.199 euro a cui vanno aggiunti altri 30 euro per consegna e costi di allaccio;
  • Garanzia: per legge è di 2 anni (essendo in questo caso B2C);
  • Costi imprevisti: ipotizziamo un guasto importante al quarto anno (fuori garanzia). Il costo medio di un intervento tecnico (uscita + manodopera + pezzo di ricambio) si aggira sui 150-200 €. In alternativa è possibile una estensione di garanzia a scelta di 3 anni o cinque dopo quella legale. Per rimanere in linea con i costi imprevisti portiamo a casa quella quinquennale per circa 140 euro rimanendo così coperti fino al settimo anno; 
  • Durata di vita media: circa 8 anni (96 mesi); 
  • Costo totale di proprietà (su 8 anni): 1.199 € (acquisto) + 30 € (Consegna e allaccio) 140 € (riparazione ipotetica o estensione garanzia ) = 1.369 €.
  • Costo “mensilizzato”: 1.369 € / 96 mesi = circa 14,26 €/mese.

Noleggio frigorifero di marca con freezer integrato

  • Costo iniziale: 0 €;
  • Canone mensile: per il medesimo frigorifero, il canone (iva inclusa, spesso indicata a parte) si aggira sui 39-70 €/mese a seconda che si preveda un noleggio di 24,36 o 48 mesi;
  • Garanzia e servizi: “All-inclusive” per tutta la durata del contratto anche per voci quali incendio e danneggiamento accidentale (non previste solitamente nell’estensione di garanzia). Questa voce però può avere un costo a parte di almeno 4 euro al mese
  • Costo totale su 8 anni (96 mesi) dell’offerta più conveniente: 43 €/mese * 96 mesi = 4.128 €.

Ad una prima analisi, il confronto economico sembra impietoso: l’acquisto è nettamente più conveniente sul lungo periodo. Tuttavia, questo calcolo puramente numerico non tiene conto di alcuni fattori che è bene esplicitare. 

  • Accessibilità: il noleggio azzera la barriera dell’investimento iniziale. È una soluzione ideale per studenti, giovani lavoratori, famiglie a basso reddito o chiunque si trovi in una situazione abitativa temporanea (affitti brevi, trasferimenti). Su questo c’è anche da dire però che spesso anche l’acquisto è rateizzabile attraverso finanziarie che spalmano in uno o più anni il costo. L’altro elemento da considerare è che se avessi bisogno di un elettrodomestico per un limitato periodo di tempo, potrei anche pensare di acquistarlo usato e poi rivenderlo;
  • Certezza dei costi: con il noleggio non esistono spese impreviste. Il canone è fisso e onnicomprensivo, permettendo una pianificazione finanziaria senza sorprese. Il valore della “tranquillità” ha un prezzo considerato che le garanzie ulteriori coprono anche eventi accidentali;
  • Qualità del servizio: il tempo è denaro. Non doversi preoccupare di cercare un tecnico affidabile, contrattare sul prezzo della riparazione o gestire lo smaltimento del vecchio apparecchio è un vantaggio in alcuni casi non trascurabile;
  • Flessibilità: se le esigenze cambiano (es. la famiglia si allarga), con il noleggio è potenzialmente più semplice passare a un modello più capiente, senza dover “perdere” il valore dell’elettrodomestico acquistato;
  • Vantaggi fiscali: i titolari di partita iva (una società o una associazione) possono avere una convenienza fiscale a ricorrere al noleggio e vantaggi di gestione pratica nell’avere chi cura la eventuale manutenzione, sostituzione o smaltimento. Inoltre un altro aspetto è legato al fatto che, scaduto il noleggio, si può sempre prorogarlo (come nell’esempio ipotizzato) ma anche chiedere la valutazione per il riscatto, ovvero l’acquisto del bene.

Difficoltà e opportunità: il futuro del noleggio di elettrodomestici

Il percorso del Product-as-a-Service per gli elettrodomestici è ancora in salita, ma le opportunità potrebbero superare le difficoltà. Sicuramente parlarne è fondamentale, ad esempio, per superare la cultura del possesso, l’idea di pagare per qualcosa che non sarà mai “proprio” è ancora difficile da accettare per molti, specialmente per le generazioni più adulte. Come visto, in merito ai costi, il confronto diretto sul lungo periodo gioca a sfavore del noleggio, se non si valorizzano i servizi inclusi. C’è da chiedersi – nel caso il servizio lavorasse su larga scala – se i costi potrebbero essere inferiori. Una domanda che rimane quanto mai aperta al giorno d’oggi alla luce del fatto che molti servizi di car sharing – che, fino a ieri, sembravano l’esempio virtuoso da seguire – stanno rivedendo drasticamente i servizi offerti alla luce dei crescenti costi di manutenzione dello sharing. 

Vi è poi da non sottovalutare il fatto che, per le aziende, gestire un parco di elettrodomestici distribuiti sul territorio, garantendo consegne, installazioni e riparazioni tempestive, sia un’operazione logisticamente ed economicamente impegnativa se strutturata per il mercato B2C. 

Anche se il noleggio di elettrodomestici di casa non appare ancora l’alternativa economicamente più vantaggiosa all’acquisto, rimane aperta l’idea che possa un domani non troppo lontano rappresentare una opportunità concreta quale incarnazione di un’economia che premia la durata anziché l’usa e getta, il servizio anziché il possesso, la responsabilità del produttore anziché l’onere per il consumatore e per l’ambiente. Oggi può essere una soluzione per specifiche nicchie di mercato, ma domani, con una maggiore consapevolezza, un’offerta più competitiva, una regolamentazione europea che premi la cultura dell’uso e non del possesso, potrebbe diventare la normalità per un consumo davvero critico e circolare.

Leggi anche: I numeri e le proposte della filiera degli elettrodomestici

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