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venerdì, Aprile 19, 2024

Bucato e risparmio energetico: i consigli per pesare meno in bolletta e sull’ambiente

Se il prezzo dell’energia si alza, ci sono delle buone pratiche che ci permettono di risparmiare energia e denaro. Da come lavare e stendere i panni, a quali elettrodomestici scegliere e a quali rinunciare: ecco una guida per fare un bucato a basso impatto

Ludovica Nati
Ludovica Nati
Social media manager, copywriter, blogger e fotografa paesaggista. Collabora con diverse realtà i cui ambiti spaziano dalla sostenibilità ambientale alla medicina, dalla promozione territoriale e turistica alle aziende di servizi o di trasporti. Digital strategy, gestione social, redazione di testi SEO, copywriting, consulenza 2.0 e creazione di contenuti fotografici e grafici sono i suoi principali ambiti di competenza. Fa parte del network di Eco Connection Media

In questo periodo di instabilità economica e aumento esponenziale dei prezzi dell’energia e del gas è importante cercare di limitare quanto più possibile i consumi in casa. Tra le attività più energivore all’interno dell’ambiente domestico vi sono tutte quelle legate ai cosiddetti “panni”. Dal lavaggio alla stiratura di vestiti, biancheria o altri tessuti da arredamento (strofinacci, copridivani, tende e così via), ecco una piccola guida per ridurre i nostri consumi sia in base alle scelte che facciamo sia con i comportamenti che decidiamo di mettere in atto.

I consigli di seguito riportati fanno riferimento a casi generali e non valgono per tutti i tipi di tessuti. Leggete sempre l’etichetta del capo che andrete a lavare per sapere se e come può essere lavato, stirato e asciugato.

Quanto consumano gli elettrodomestici dedicati al bucato

Di questi tempi è necessario prestare sempre più attenzione agli elettrodomestici che usiamo, a come li usiamo e quando. Una delle prime cose che possiamo fare per ridurre i consumi è quella di preferire l’acquisto di elettrodomestici di una classe energetica alta e, ove questo non sia possibile o la sostituzione non sia indispensabile, bisogna cercare di ottimizzare e usare in modo ancor più ponderato quelli che consumano maggiormente. Secondo la classifica degli elettrodomestici più energivori elaborata da Selectra, quelli dedicati al bucato occupano le posizioni 6, 7 e 11 della lista e sono, nell’ordine: l’asciugatrice, che ha un consumo orario medio di 1,2 kWh, il ferro da stiro, il cui consumo scende a 1 kWh, e la lavatrice che, pur essendo poco energivora (0,3 kWh), è un elettrodomestico spesso indispensabile e di uso quasi quotidiano che avrà, quindi, un peso non indifferente nella nostra bolletta se non scelta e utilizzata con la giusta attenzione. Nei paragrafi successivi troverete alcuni consigli dedicati proprio a questo.

Perché a volte laviamo i vestiti più spesso del dovuto e come evitarlo

Fermo restando che le lavatrici di nuova generazione sono, quasi tutte, progettate per consumare meno, lavare bene anche a basse temperature e utilizzare meno acqua – tutti dettagli che rendono più efficiente il nostro bucato – è possibile mettere in atto alcune buone pratiche per ridurne l’uso nel corso delle settimane.

Da uno studio congiunto tra il Center for Consumer Society Research dell’Università di Helsinki e l’Institute of Sociological Research dell’Università di Ginevra, incentrato soprattutto sull’uso più consapevole dell’energia, si evince come nella frequenza del lavaggio dei vestiti siamo influenzati dalla società e da fattori psicologici più che pratici. Per provare ciò, nell’autunno del 2018, i ricercatori hanno seguito 73 famiglie finlandesi e svizzere per quattro settimane istruendole su come poter diminuire l’utilizzo della lavatrice e del beneficio ambientale che ne sarebbe derivato. Ad esempio hanno lasciato, dopo ogni utilizzo, i vestiti all’aria aperta per togliere gli odori, in caso di piccole macchie le hanno pulite a mano, non lavando nuovamente tutto il capo, oppure hanno indossato un grembiule per effettuare le pulizie di casa o per cucinare, per evitare di sporcare i vestiti utilizzati nel quotidiano e permetterne un maggior utilizzo. Il risultato di questi piccoli accorgimenti ha fatto sì che le famiglie, al termine delle 4 settimane di test, abbiano fatto ricorso alla lavatrice, in media, solo 1,3 volte a settimana, contro le 3,7 volte dei finlandesi e le 2,9 volte degli svizzeri utilizzate, in media, prima del test.

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Quanto costa utilizzare il ferro da stiro e come limitarne l’uso

Stirare, oltre ad essere una tra le pratiche spesso meno piacevoli e che richiedono più tempo da dedicare, incide anche molto sulle nostre bollette. Come anticipato, secondo le stime di Selectra, un ferro da stiro richiede in media 1 kWh per funzionare, che, basandosi sulle tariffe del mercato libero dello scorso luglio (periodo in cui è stato effettuato lo studio), ci verrebbe a costare circa 0,45 euro all’ora. Il calcolo del costo ipotetico in bolletta risulta quindi facile: se ogni volta che attacchiamo il ferro da stiro impieghiamo più o meno 2 ore, vuol dire che ogni uso ci peserà in bolletta circa 1 euro. Questo vuol dire che se usiamo il ferro da stiro una volta a settimana, questo avrà un costo di minimo 52 euro all’anno, ovviamente, maggiore sarà l’utilizzo di questo elettrodomestico e maggiore sarà il costo finale in bolletta.

Limitarne o ridurne il tempo di utilizzo è, per fortuna, possibile e, a volte, anche molto facile, a partire da come stendiamo i panni. La prima cosa a cui possiamo provvedere è quella di sbattere bene i panni prima di metterli sullo stendino, con particolare attenzione per quelli che, una volta usciti dal lavaggio, hanno più pieghe da “stirare”. Altro accorgimento è quello di stendere i panni all’ombra, evitando la luce solare diretta che tende a seccarli e renderli anche più difficili da stirare, ove lo richiedessero. Attenzione anche a quali mollette usiamo, oggi ne esistono numerose tipologie con gommini che quasi non lasciano segni visibili (sì, parliamo di quelli antiestetici e quasi impossibili da eliminare in fase di stiratura), e dove le posizioniamo nello stendere il nostro capo. Anche ritirarli senza lasciarli stesi oltre il tempo necessario, stirarli con le mani e piegarli correttamente non appena ritirati, permetterà spesso di evitare in toto l’utilizzo del ferro.

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L’asciugatrice è un elettrodomestico indispensabile da possedere e utilizzare?

Nonostante molti la abbiano in casa, l’asciugatrice in realtà è uno di quegli elettrodomestici che nel nostro Paese potrebbe non essere indispensabile. Con il clima che abbiamo è infatti quasi sempre possibile asciugare i panni all’aria aperta, alleggerendo il peso sulle nostre tasche e aiutando l’ambiente.

Se d’estate o in primavera le temperature aumentano e ci vengono facilmente in aiuto, nelle stagioni più fredde è necessario pensare a qualche stratagemma per efficientare l’asciugatura del nostro bucato, come evitare di fare lavatrici nelle giornate piovose e umide e preferire, se possibile, rimandarle a quelle più soleggiate e secche, se ventose ancora meglio. Ad esempio, a Roma, quando tira il vento di tramontana è uno dei momenti più adatti per fare una lavatrice: i panni vi si asciugheranno in breve tempo e nella maggior parte dei casi il vento li stirerà per voi.

Come è ovvio che sia, se non avete la possibilità di stendere all’aperto o non avete spazio neppure per posizionare uno stendino dentro casa senza che l’umidità dei panni “contagi” anche tutto l’ambiente in cui si vive, l’asciugatrice diventa un valido aiuto. In tal caso è sempre buona regola sceglierne una che consumi di meno ed utilizzarla nelle fasce orarie in cui paghiamo meno la corrente.

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Ottimizzare l’utilizzo degli elettrodomestici da bucato: consigli sempreverdi

Finora vi abbiamo parlato con riferimento al singolo elettrodomestico ma, spesso, alcuni dei consigli dati valgono anche per tutti gli altri. Riassumendo, quindi:

  • Acquista elettrodomestici delle dimensioni adatte

Ad esempio, se si vive da soli o in coppia si potrà optare per l’acquisto di lavatrici che possiedono una capacità di carico minore rispetto a quella che potrebbe essere necessaria ad una famiglia.

  • Scegli elettrodomestici di classe energetica alta

E ricorda che da marzo 2021 le etichette energetiche sono cambiate e in Europa vige una nuova classificazione.

  • Metti in funzione gli elettrodomestici in base alle fasce orarie del tuo contratto di fornitura

Ogni contratto possiede una tariffa dedicata a seconda dell’orario in cui viene utilizzata l’energia e nel mercato odierno esistono tre diverse tipologie di tariffe: monoraria, bioraria e multioraria. Se vuoi scoprire che tipo di sistema tariffario tu abbia attualmente ti basterà consultare la bolletta. Se, ad esempio, sappiamo che dalle 19 di sera alle 7 del mattino paghiamo l’energia meno che nel resto della giornata, prediligiamo, ove possibile l’utilizzo degli elettrodomestici più o meno energivori in quelle fasce orarie.

  • Occupati periodicamente della manutenzione dei tuoi elettrodomestici

Ad esempio, pulire il filtro della lavatrice o dell’asciugatrice o svuotare il serbatoio del ferro da stiro prima di riporlo aiuterà a far sì che siano sempre al massimo livello di efficienza e ne prolungherà la vita.

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