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La Commissione europea ha lanciato due nuove consultazioni pubbliche indirizzata a governi, imprese, operatori del riciclo e cittadini e focalizzate sull’economia circolare della plastica. La prima punta a raccogliere pareri e contributi su una delle questioni più delicate della transizione verso l’economia circolare, i criteri “end-of-waste” per i rifiuti di plastica; la seconda riguarda invece la Direttiva SUP (Single-Use Plastics Directive) che punta a ridurre i rifiuti di plastica e ad incentivare il riciclo di qualità.
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Consultazione su End-of-waste dei rifiuti in plastica
Come abbiamo raccontato, il 23 dicembre scorso la Commissione ha presentato un nuovo pacchetto di misure dedicate al riciclo della plastica. Il primo pilastro del pacchetto riguarda proprio i criteri “end-of-waste” (quando un rifiuto cessa di essere tale e può essere impiegato come materia prima da riciclo) finalmente armonizzati a livello comunitario. La Commissione ha presentato una proposta di atto di esecuzione per introdurre criteri armonizzati: non è una misura simbolica, ma un intervento che incide direttamente sul funzionamento del mercato. Secondo la Commissione, questo passaggio è indispensabile anche in vista dell’entrata in vigore del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), che imporrà percentuali crescenti di contenuto riciclato e requisiti di riciclabilità. Senza un quadro comune sulla fine della qualifica di rifiuto, avverte l’Esecutivo Ue, il rischio è che gli obblighi del PPWR vengano soddisfatti prevalentemente attraverso importazioni, aggravando ulteriormente la crisi dell’industria europea del riciclo.
La consultazione sulla bozza sarà aperta fino al 26 gennaio. “I commenti saranno presi in considerazione per la finalizzazione dell’iniziativa” scrive la Commissione. Potranno infatti aiutare Bruxelles a tarare meglio i criteri proposti, valutarne l’applicabilità pratica e identificare eventuali ostacoli normativi o tecnologici.
Consultazione sulla Direttiva SUP
“I prodotti di plastica monouso e gli attrezzi da pesca contenenti plastica sono una delle principali fonti di rifiuti marini, che minacciano gli ecosistemi marini, la biodiversità e la salute umana. Questi rifiuti danneggiano attività quali il turismo, la pesca e il trasporto marittimo”, ricorda la Commissione. Da questi problemi nasce la direttiva sulla plastica monouso. Adottata nel 2019 e in vigore dal 2021, rappresenta uno degli strumenti legislativi più ambiziosi dell’Unione per ridurre il peso dei rifiuti plastici nell’ambiente, e in particolare nelle acque europee.
A distanza di quattro anni dall’entrata in vigore dei divieti e delle restrizioni principali, la Commissione europea intende analizzare in profondità l’efficacia, l’efficienza, la pertinenza, la coerenza e il valore aggiunto di queste norme comunitarie. La valutazione dovrà essere completata entro luglio 2027, come previsto dal quadro legislativo e amministrativo dell’UE. I risultati potrebbero influenzare una possibile revisione del pacchetto normativo o l’introduzione di nuove misure più stringenti.
La consultazione, aperta fino al 17 marzo 2026, è rivolta a tutti gli stakeholder: dai produttori industriali agli operatori della pesca, dalle organizzazioni non governative per l’ambiente al mondo accademico e, non da ultimo, ai cittadini. Tramite un questionario online disponibile nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione, chiunque può contribuire con osservazioni, dati e valutazioni sull’impatto reale della direttiva.
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