I comuni marittimi si alleano contro l’inquinamento da plastica

È nata l’”Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare contro la plastica monouso”. Ce ne parla Franco Borgogno, APS Basta Plastica in Mare Network

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

Per affrontare la crisi globale dell’inquinamento da plastica non possiamo attendere che arrivi, e speriamo che arrivi, il trattato globale voluto dall’ONU. Il programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) ricorda spesso il ruolo delle comunità locali nell’affrontare sfide globali come questa. Si muove in questo solco l’Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare contro la plastica monouso: “Comuni costieri, associazioni e mondo scientifico insieme per la tutela dell’ambiente marino e della salute umana” spiega la nota stampa.

Promossa da enti del terzo settore e associazionismo non profit nell’ambito del progetto “Naturalità dell’ambiente per la salute umana, e non solo”, l’Alleanza ha tra i primi protagonisti e aderenti i comuni di Rimini e Vasto. Ce ne parla Franco Borgogno, APS Basta Plastica in Mare Network, nel comitato scientifico del progetto.

 

Un’alleanza del basso per provare a ridurre i danni della plastica monouso alla salute e all’ambiente. Supplenza o sussidiarietà rispetto ai piani della politica?

Nessuna delle due, direi; è un progetto d’azione – le comunità di mare che si autoregolamentano, dandosi un decalogo e proponendo le azioni per rispettarlo – che intende essere di stimolo e di supporto all’adozione di politiche di settore. Un fare la propria parte, adottando comportamenti consapevoli e cercando di diffondere il più possibile buone pratiche a livello locale, capaci di anticipare, e poi accompagnare e consolidare, quel cambiamento che, dal canto loro, le politiche promuovono e regolamentano. L’Alleanza si muove dalla decisione comune di condividere fattivamente, con azioni precise, la consapevolezza che l’inquinamento da plastica non è un tema relativo all’estetica delle nostre spiagge, ma una questione strettamente connessa alla qualità della nostra vita, sotto ogni punto di vista: dalla salute all’economia.

Obiettivo ambizioso.

Il progetto è ambizioso ma necessario, proprio perché il problema è globale e pervasivo. Non esiste e non esisterà mai una unica soluzione planetaria, trattandosi di una dinamica che tocca e coinvolge moltissimi aspetti diversi dei sistemi umani. L’azione locale – unita alle giuste politiche – è fondamentale per arginare un ulteriore dilagare di particelle di plastica negli ecosistemi. Non pretendiamo di risolvere il problema, ma vogliamo accendere tanti piccoli riflettori che lo mettano sotto gli occhi di tutti, costantemente, aumentando la consapevolezza delle persone. I consumatori siamo noi; le nostre scelte possono fare molto nell’orientare il mercato, se siamo tanti.

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Il vostro punto di partenza è la ricerca scientifica, giusto?

Sì, e non a caso l’associazione ISDE Medici per l’Ambiente è tra i promotori del progetto. In particolare, si stanno rilevando anche importanti effetti patologici per l’uomo dovuti alle micro e nanoplastiche: particelle, rispettivamente di dimensioni inferiori a 5 millimetri e 0,1 micrometri, native o che derivano o dalla lavorazione dei prodotti o dalla degradazione delle macroplastiche. Facilmente assimilate dagli organismi viventi per ingestione, inalazione e anche attraverso la cute, raggiungono tutti gli organi e i tessuti, interferendo anche con il sistema immunitario e ormonale. I potenziali danni, in continua fase di studio, appaiono rilevanti. Le correlazioni con malattie oncologiche, neurodegenerative e cardiache sono sempre più frequenti nelle pubblicazioni internazionali.

Chi sono gli attori coinvolti?

Gli organismi promotori sono APS Basta Plastica in Mare Network, ISDE Medici per l’Ambiente, Marevivo onlus, Zero Waste Italy, il Comune di Rimini e quello di Vasto. Gli altri attori coinvolti sono, al momento, Campagna Spesa Sballata, Tuscany Environment Foundation, Centro Studi Cetacei, Pescatori a Tavola, Coordinamento Italiano per la Tutela degli Ambienti Naturali dai Grandi Eventi, Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea, AssoCEA Messina, Fondazione Piano Strategico, Visit Romagna, Amir, Romagna Acque Società delle Fonti, Amir Spa.

Come intendete promuovere l’iniziativa?

Stiamo contattando Comuni, enti, associazioni che agiscono localmente nei vari territori costieri italiani, cerchiamo di fare rete e di sviluppare quella che già c’è. Ciò che proponiamo è divulgare, grazie alle amministrazioni comunali aderenti, una comunicazione utile e finalizzata a indirizzare le scelte dei cittadini verso alimenti sani e contenitori riutilizzabili, perché, nonostante l’UE abbia messo il tema in agenda con recenti direttive e regolamenti, l’abuso del monouso di derivati dal petrolio cresce in Italia più che in altri Paesi d’Europa.

Plastica solubile in acqua
Credit: Canva

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Altri comuni si stanno unendo?

La campagna vuol essere contaminante. È stata lanciata insieme da Rimini e Vasto e poco dopo, restando sul territorio del riminese, si sono uniti due comuni, il primo a nord e l’altro a sud di Rimini, Bellaria Igea Marina e Riccione. A dimostrazione dell’interesse per l’ambiente di un territorio che sul mare ha la sua maggior risorsa, naturale ed economica. Stiamo andando avanti per vicinanza ideale, conoscenza, affinità e interesse alla vera sostenibilità, non parlata. A poco a poco tanti comuni che noi promotori intercettiamo stanno formalizzando la delibera di adesione che è propedeutica alle azioni comuni che “l’Alleanza” progetta e finanzia.

E ora cosa farete? Cosa avete in agenda? 

La prima cosa è la redazione di un decalogo illustrato a fumetti (facile, immediato, tradotto) che non resterà sulla carta. E poiché “il marketing siamo noi” (consumatori) attraverso gli Ordini dei medici sarà esposto nelle sale d’attesa dei medici di famiglia, ambulatori e ospedali e insieme alle amministrazioni comunali nei luoghi pubblici naturali, per esempio le torrette dei bagnini di salvataggio di fronte al mare. Conterrà un messaggio chiaro: ridurre i consumi di plastica monouso… per esempio non acquistare più l’acqua imbottigliata nella plastica. Un richiamo all’attenzione che la salute merita, individuale e collettiva. E via via si stanno ideando tante altre azioni grazie alla sinergia tra ente pubblico e associazionismo non profit in tutta l’Italia intorno al mare.

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