È una scena che si ripete in molte case dopo le feste, un compleanno o una ricorrenza speciale (matrimoni inclusi). In un angolo, appoggiato su una mensola o già riposto in un armadio, c’è lui: il regalo non gradito. Magari è un maglione di un colore che non ci dona, un libro che abbiamo già letto, un elettrodomestico doppio o semplicemente un oggetto che non incontra il nostro gusto.
La reazione iniziale è spesso un vago senso di colpa, seguito da un profondo imbarazzo al pensiero di “disfarsene”. Così, quell’oggetto finisce per diventare un fantasma, un abitante silenzioso di cassetti e scaffali, perdendo tutto il suo valore.
Ma se cambiassimo prospettiva? Nell’universo dell’economia circolare, un oggetto inutilizzato è una risorsa fuori posto e non esiste bon ton che tenga. Rimetterlo in circolo non è un gesto di scortesia verso chi ce l’ha donato, ma un atto di intelligenza, di rispetto per le risorse del pianeta e che in alcuni casi può accompagnarsi a un gesto di generosità. Liberarsi di un regalo non gradito non significa buttarlo, ma guidarlo verso una nuova casa dove potrà essere finalmente apprezzato e magari… utilizzato.
Il calore dello scambio: convivialità e baratto tra amici
Immagina una serata tra amici (a partire da quelli che non siamo riusciti a vedere prima delle feste), magari una cena organizzata qualche settimana dopo Natale. Oltre al buon cibo e alle chiacchiere, c’è un angolo della stanza dedicato a pacchetti anonimi. Ognuno ha portato quel regalo ricevuto, ma mai utilizzato, impacchettato con cura – con carta da riuso, fogli di giornale o magari fumetti – e possibilmente con un piccolo indizio scritto sopra: “Per amanti della lettura”, “Caldo e avvolgente”, “Tecnologia per la cucina”. Questa è la magia dello Swap Party, una festa dello scambio che trasforma l’imbarazzo in un gioco divertente e social.
La regola non scritta, ma fondamentale, è che ogni oggetto deve essere in condizioni perfette. Si può decidere di procedere con un baratto diretto, oppure rendere il tutto più eccitante prima con un sorteggio, lasciando poi alle persone di mercanteggiare ulteriori scambi. È un modo meraviglioso per assicurarsi che quel bellissimo foulard che a te non piace finisca al collo dell’amica a cui sta d’incanto, ricevendo in cambio magari quel set per il tè che desideravi da tempo.

L’universo a portata di click: il potere delle piattaforme digitali
Se l’idea di incontrare un po’ di persone non vi garba, magari potrà fare per voi quella di recuperare un po’ di valore economico o raggiungere un pubblico più vasto. In questo il mondo digitale è il più grande alleato. Piattaforme come Vinted e Depop sono diventate le regine del riuso per abbigliamento e accessori. Con pochi click, puoi fotografare quel vestito della taglia sbagliata, descriverlo onestamente e dargli una seconda chance nell’armadio di qualcun altro in Italia o in Europa. È un processo semplice, trasparente e incredibilmente efficace.
Per oggetti di altra natura, dall’elettronica ai mobili, Subito.it o il Marketplace di Facebook sono strumenti potentissimi, con il grande vantaggio di poter favorire lo scambio a mano nella propria città, azzerando l’impatto e i costi della spedizione. Ricordatevi di usare nick name o attivare le funzioni “anonime” se non volete essere “sgamati” da chi vi ha regalato ciò che starete facendo circolare.
Il digitale poi non è solo vendita. Esistono angoli del web dedicati al dono e allo scambio puro, il cuore pulsante dell’economia circolare. Cerca i gruppi Facebook locali “Te lo regalo se vieni a prenderlo”: qui potrai donare quell’oggetto che a te non serve a qualcuno che, invece, lo sta cercando. È una soluzione a impatto zero che genera felicità e risolve problemi su entrambi i fronti.
Ritorno al territorio: il fascino del riuso a km 0
Per chi ama il contatto umano e preferisce vedere le cose con i propri occhi, le soluzioni non mancano. In quasi ogni città esistono negozi dell’usato che operano in conto vendita. Il meccanismo è semplice: porti i tuoi oggetti (nuovi, in questo caso), loro li valutano, li espongono e, una volta venduti, ti riconoscono una percentuale. È la scelta ideale per chi non ha tempo o voglia di gestire la vendita online. È un servizio comodo che dà visibilità professionale ai tuoi articoli. Se l’oggetto al mercatino dell’usato dovesse rimanere invenduto? Solitamente i gestori li danno via per attività benefiche.
Se invece hai accumulato più di un regalo “scomodo” e ti senti intraprendente, perché non affittare uno spazio in un mercatino delle pulci o dell’hobbistica? Potrebbe trasformarsi in una giornata divertente, un’occasione per interagire con la comunità e raccontare la storia di quegli oggetti in cerca di una nuova vita. Da noi tutto ciò suona strano, invece all’estero in diversi Paesi è la normalità.

Il dono che vale doppio: la via della solidarietà intelligente
Se né un divertente swap party, né l’idea di recuperare qualche euro ti motivano, proviamo con la beneficenza. Donare è un gesto di grande cuore, ma per essere davvero trasformativo, deve essere un gesto “intelligente”. Un regalo nuovo e di qualità può rappresentare una risorsa inestimabile per molte organizzazioni, ma solo se risponde a un bisogno reale. Prima di portare una scatola di oggetti a un’associazione, fai una telefonata. Chiama la casa famiglia del tuo quartiere, un centro antiviolenza, un rifugio per senzatetto e chiedi: “Di cosa avete bisogno?”. Quel set da bagno che a te non piace potrebbe essere un piccolo lusso per una donna in un momento di difficoltà; quel paio di guanti nuovi, un bene prezioso per chi affronta il freddo dell’inverno.
Un’altra idea brillante è quella di donare gli oggetti come premi per le pesche di beneficenza, i mercatini solidali o le lotterie organizzate da parrocchie e ONLUS. In questo modo, il tuo regalo si trasforma direttamente in fondi per sostenere le loro attività. Infine, ci sono veri e proprio negozi solidali che rivendono oggetti donati per finanziare i loro progetti sociali e ambientali, creando un circolo virtuoso completo. Anche qui però scoprirete come non prendono tutto e questo può servire anche a noi da lezione per comprendere come effettivamente mettiamo più o meno tutti in circolo davvero troppi oggetti di scarsa utilità.
Navigare le acque sociali del “riciclo dei regali”
Per far sì che questo processo sia sempre positivo e mai imbarazzante, basta un po’ di buonsenso. La condizione dell’oggetto è sacra: deve essere nuovo, pulito e, se possibile, nella sua confezione. Poi, un piccolo lavoro da detective: assicurati di rimuovere ogni biglietto o dedica. Infine, la regola d’oro, quella da non infrangere mai, riguarda il cerchio sociale: salvo che non si stia agendo in maniera palese, non riciclare mai un regalo all’interno della stessa cerchia di amici, parenti o colleghi da cui proviene.
Un regalo non gradito, quindi, non è un vicolo cieco. È un bivio che ci invita a scegliere una strada più creativa, sostenibile e consapevole. È l’opportunità di trasformare un potenziale spreco in valore, che sia economico, sociale o relazionale.
La prossima volta che scarterai qualcosa che non fa per te, sorridi. Non hai tra le mani un problema, ma una nuova missione. Il miglior regalo che possiamo fare al pianeta è non sprecare quelli che abbiamo già ricevuto.
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