Pubblicità fossili al bando: anche Genova si muove

Approvata ieri a larga maggiorana una mozione che impegna la sindaca a valutare restrizioni alle pubblicità di prodotti legati alle fonti fossili

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Redazione EconomiaCircolare.com

Se Firenze ha fatto da apripista, Genova ha confermato ieri che anche in Italia qualcosa si muove per mettere limiti – come ha chiesto anche il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres – alle pubblicità di prodotti fossili e con grande impatto sul clima. Il Consiglio comunale di Genova ha approvato una mozione sulla “adozione di restrizioni o divieti di pubblicità relative alle fonti fossili“.

Se estrazione e combustione di petrolio gas e carbone alimentano la crisi climatica, perché incentivarne il consumo attraverso la pubblicità? Perché non immaginare un divieto sul modello di quello sul tabacco? Parte da qui la mozione presentata dai consiglieri comunali di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) Francesca Ghio, Lorenzo Garzarelli e Massimo Romeo, e integrata da due emendamenti di Edoardo Marangoni del PD (PD). Una mozione che colloca il capoluogo ligure dentro un movimento globale – da Amsterdam a Edimburgo a Sidney a Firenze – che si muove per bloccare i meccanismi economici e psicologici che sostengono la normalità autodistruttiva del consumo di combustibili fossili. Una normalità che fa da trama a tante ingiustizie, sfruttamenti e violenze, oltre che alla crisi climatica.

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Cosa dice la mozione

La mozione è stata approvata con una netta maggioranza di 23 voti favorevoli e 14 contrari e impegna la sindaca Silvia Salis e la giunta a valutare l’introduzione di “restrizioni o divieti sulla pubblicità di prodotti e servizi basati su combustibili fossili con un’elevata impronta di carbonio, quali auto, voli, navi da crociera e qualsiasi altro servizio direttamente collegato alle fonti fossili”. Restrizioni e divieti interesseranno “spazi pubblicitari pubblici e privati”. Quindi luoghi sensibili come le fermate di autobus e tram e altri spazi pubblicitari legati al trasporto pubblico locale.

Con questa mozione, Genova si unisce a una campagna globale guidata da oltre 50 città, da Amsterdam a Sydney, fino a Firenze – ha detto Francesca Ghio, consigliera comunale di AVS e prima firmataria della mozione – La pubblicità gioca un ruolo cruciale nel plasmare la percezione pubblica e le abitudini di consumo. Sostenere questa mozione significa liberare i luoghi che incontriamo nella nostra vita quotidiana — come le fermate degli autobus e le stazioni ferroviarie — da inserzioni che normalizzano pratiche dannose per l’interesse pubblico, la salute delle persone e il clima. Dobbiamo offrire ai genovesi una visione urbana che dia priorità alla mobilità sostenibile e all’energia pulita, perché vogliamo che le nostre strade promuovano un futuro sostenibile”.

Liberare i nostri spazi pubblici dalla pubblicità dei combustibili fossili non è un mero gesto simbolico: è un passo vitale per promuovere modelli di vita coerenti con la sicurezza e il futuro a lungo termine della nostra comunità ha commentato Andrea Sbarbaro, presidente di Cittadini Sostenibili, associazione genovese attiva sul tema: Come cittadino genovese, sono orgoglioso della decisione approvata dalla mia città”.

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