Quello tenuto ieri davanti al Parlamento europeo dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen è stato discorso sullo stato dell’unione fatto con l’elmetto (solo in parte metaforico). Nelle 25 pagine della trascrizione si trovano circa 60 occorrenze dirette o indirette di termini che fanno riferimento all’ambito semantico del conflitto, della lotta, della guerra. A partire dalle primissime parole: “L’Europa è impegnata in una lotta”. La stessa von der Leyen ammette la gravità del suo discorso. Una lotta per un’Europa che si trova precipitata in un “nuovo ordine mondiale basato sul potere” impiegato senza alcuno scrupolo. Una lotta che richiede unità: “L’appello che lancio oggi è quindi un appello all’unità”, ha detto. E un richiamo alla necessità di maggiore indipendenza, che è forse il coccetto cardine del discorso: “È ora che l’Europa di renda indipendente”.
Tanti, ovviamente, i temi trattati. Si parte con la difesa, la necessità di investimenti in armamenti, la guerra in Ucraina, ma anche l’annuncio di sanzioni contro Israele, la democrazia sotto attacco, la disinformazione, e poi intelligenza artificiale, alloggi popolari, migranti, social network, auto elettrica. E tanti gli annunci di nuove proposte normative.
Ci limiteremo qui ad una veloce panoramica dei temi toccati dalla presidente della Commissione che intrecciano le questioni ambientali (seguendo l’ordine del discorso di von der Leyen e segnalando anche, in calce al resoconto, cosa invece resta fuori). La sostenibilità ambientale non è tra i primi temi affrontati, ma nei programmi della Commissione resta (almeno a parole) una delle chiavi dell’innovazione e della competitività continentale.
INVESTIMENTI NEL DIGITALE E NELLE GREEN TECH. “Per essere indipendente l’Europa deve riuscire a competere nel periodo turbolento che stiamo attraversando. Qui in Europa abbiamo tutto il necessario per prosperare: dal mercato unico all’economia sociale di mercato, ma sentiamo il peso delle difficoltà economiche e geopolitiche cui siamo confrontati. E abbiamo visto come le dipendenze possono essere usate contro di noi. Per questo motivo investiremo massicciamente nelle tecnologie digitali e pulite”. È necessario, sottolinea, un “impegno a investire nella sovranità tecnologica dell’Europa” così nel digitale come “in relazione alle tecnologie pulite, dall’acciaio alle batterie. Il settore europeo delle tecnologie pulite deve restare in Europa – e dobbiamo agire con urgenza. Con il patto per l’industria pulita abbiano individuato i principali ostacoli che impastoiano questi settori. Ora dobbiamo accelerare l’attuazione”.
SEMPLIFICAZIONI. “Per proteggere i posti di lavoro dobbiamo agevolare l’attività imprenditoriale in Europa”. A questo, ha sottolineato la presidente della Commissione, servono le semplificazione: “I pacchetti Omnibus che abbiamo presentato finora faranno davvero la differenza: meno burocrazia, meno sovrapposizioni, meno norme complesse. Grazie alle nostre proposte, le imprese europee otterranno una riduzione dei costi burocratici per otto miliardi di euro all’anno”. E annuncia che “stiamo mettendo a punto altri pacchetti omnibus, come quelli per la mobilità militare e per il digitale”.
STIMOLARE I MERCATI GUIDA. L’azione del legislatore dev’essere incentrata su “mercati guida” per “innescare un circolo virtuoso nel quale la domanda e l’offerta crescono e i prezzi diminuiscono”. La presidente cita il caso delle batterie. “Sul versante dell’offerta, vareremo un pacchetto di sostegno per le batterie (Battery Booster). Il pacchetto metterà a disposizione 1,8 miliardi di € di equity per potenziare la produzione in Europa. Le batterie sono essenziali per altre tecnologie pulite, in particolare i veicoli elettrici. L’iniziativa rafforza quindi un caposaldo della nostra indipendenza”. Per stimolare invece la domanda, la Commissione punta sugli acquisti pubblici. “Sul versante della domanda, dobbiamo stimolare con urgenza la domanda di leadership industriale europea nelle tecnologie pulite. In quest’ottica introdurremo negli appalti pubblici un criterio relativo al ‘made in Europe’”. E aggiunge un ottimistico “ne sono certa: la tecnologia pulita di domani continuerà a essere prodotta in Europa”.
SPEDITI VERSO IL CIRCULAR ECONOMY ACT. Per rendere l’Ue protagonista nelle tecnologie verdi, “dobbiamo assicurarci che la nostra industria possa procurarsi i materiali qui in Europa. E l’unica soluzione è creare un’economia davvero circolare. Dobbiamo quindi avanzare più spediti con l’atto legislativo sull’economia circolare e procedere nei settori che sono pronti”. Allo scopo arriverà un altro strumento legislativo: “La Commissione proporrà pertanto un atto su un acceleratore industriale per i settori e le tecnologie chiave strategici”. Perché “sul fronte delle tecnologie digitali e pulite, dobbiamo essere più rapidi, più intelligenti, più europei”.
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INSISTERE COL GREEN DEAL. “Siamo decisamente sulla buona strada per centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Ecco che cosa è in grado di fare il Green Deal europeo. Dobbiamo mantenere la rotta verso i nostri obiettivi climatici e ambientali”. Von der Leyen sottolinea che “siamo leader mondiali per numero di brevetti di tecnologie pulite, davanti agli Stati Uniti e testa a testa con la Cina”. La trasformazione innescata dal Green Deal “è a tutti gli effetti cruciale per renderci indipendenti. Perché riduce le nostre dipendenze energetiche. Perché la produzione circolare limita le nostre dipendenze strategiche”. Ma porta anche competitività: “Perché crea industrie all’avanguardia che possono esportare soluzioni. E proprio di soluzioni è alla ricerca il Sud del mondo, dall’Africa all’India fino all’Asia centrale. Si tratta di mercati in rapida evoluzione; chi li dominerà è ancora tutto da vedere. Noi possiamo rispondere a questa domanda crescente di soluzioni, ma non è scontato”.
DIGNITÀ DEL LAVORO. “Se vogliamo un’economia competitiva – ha detto la presidente della Commissione – dobbiamo mettere i lavoratori nelle giuste condizioni. Proporremo quindi un atto legislativo sui posti di lavoro di qualità, per far sì che l’occupazione tenga il passo con l’economia di oggi”.
ENERGIA. Von der Leyen annuncia “una serie di pacchetti sull’accessibilità economica e il costo della vita”. Il primo sarà dedicato all’energia, per abbattere i costi e garantire l’affrancamento dal gas russo. “Sappiamo che cosa fa scendere i prezzi: l’energia pulita prodotta localmente. “Dobbiamo produrre più energia da fonti rinnovabili interne, affidandoci al nucleare per il carico di base. Ma dobbiamo anche investire con urgenza nelle infrastrutture e nelle interconnessioni e provvedere alla loro modernizzazione”. Per questo, annuncia “un nuovo pacchetto sulle reti per rinforzare l’infrastruttura di rete e accelerare l’iter autorizzativo. In aggiunta, oggi ho il piacere di annunciare una nuova iniziativa sulle autostrade energetiche”.
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AUTOMOBILI PICCOLE E A PREZZI CONTENUTI. Altro pacchetto sull’accessibilità economica annunciato è quello sulle automobili, “pilastro della nostra economia e della nostra industria, motivo di vanto per l’Europa”. Von der Leyen fa sapere che “per quanto riguarda la neutralità tecnologica, stiamo preparando il riesame del 2035”. Secondo la presidente “non ci sono dubbi: il futuro è elettrico e l’Europa ne farà parte”. E se è vero che milioni di europei vogliono comprare auto europee a prezzi ragionevoli “dobbiamo investire anche in veicoli piccoli e poco costosi, per andare incontro tanto al mercato europeo quanto all’impennata della domanda mondiale. Proporremo quindi all’industria di collaborare a un’iniziativa su auto di piccole dimensioni a prezzi contenuti” (Small Affordable Cars initiative). Secondo la presidente della Commissione “l’Europa dovrebbe avere la sua ‘e-car’. ‘E’ come ecologica: pulita, efficiente, leggera. ‘E’ come economica: alla portata di tutti. ‘E’ come europea: costruita in Europa, facendo affidamento su catene di approvvigionamento europee. Non possiamo lasciare il mercato in mano alla Cina e agli altri concorrenti”.
DAZI, NESSUNA CONCESSIONE DI SOVRANITÀ. Nel discorso sullo stato dell’Unione von der Leyen non poteva non affrontare la spinosa questione dei dazi statunitensi e le critiche ricevute per l’accordo firmato in Scozia. “In qualità di presidente della Commissione – ha detto – non metterò mai a repentaglio i posti di lavoro o i mezzi di sussistenza delle persone. Per questo motivo abbiamo concluso un accordo che ci permette di mantenere l’accesso delle nostre industrie al mercato. E abbiamo fatto in modo che l’accordo raggiunto dall’Europa fosse il migliore possibile. Abbiamo conferito un relativo vantaggio alle nostre imprese, perché alcuni dei nostri concorrenti diretti sono soggetti a dazi molto più elevati da parte degli Stati Uniti. È vero, partono forse da un’aliquota base inferiore. Ma se consideriamo le esenzioni che siamo riusciti a ottenere e le tariffe aggiuntive che sono state imposte ad altri, ci siamo assicurati l’accordo migliore. Senza ombra di dubbio”. E poi un chiarimento dedicato a chi ha parlato di cessione di sovranità. “E voglio essere assolutamente chiara su un punto: che si tratti di regolamentazioni ambientali o digitali, siamo noi a stabilire le nostre norme, siamo noi a stabilire le nostre regole. L’Europa deciderà sempre da sé”.
INCENDI. Dopo l’ennesima estate di roghi, che hanno “bruciato più di un milione di ettari, una superficie pari a circa un terzo del Belgio”, von der Leyen tocca anche questo argomento. “I cambiamenti climatici rendono le estati sempre più calde, difficili e pericolose. Dobbiamo perciò impegnarci sempre più e sempre più risolutamente puntando alla resilienza e all’adattamento ai cambiamenti climatici e a soluzioni basate sulla natura. Ma dobbiamo anche dotarci degli strumenti per rispondere. Per questo proporremo di creare un nuovo hub europeo per la lotta agli incendi (European firefighting hub) con sede a Cipro, che potrà sostenere anche i paesi nostri vicini”.
COSA MANCA. Ovviamente nel discorso sullo stato dell’Unione non ci può stare tutto. Come puro esercizio teorico, ecco alcuni temi ambientali ‘caldi’ che non hanno trovato posto nelle parole di von der Leyen: inquinamento, che siano pesticidi, prodotti chimici pericolosi, PFAS o polveri sottili da traffico; crisi della biodiversità (la biodiversità viene citata solo parlando del ruolo dell’agricoltura); crisi della plastica; salute dei suoli e delle acque.
AGIORNAMENTO 24/09/2025
Qui tutti i documenti presentati dalla Commissione in occasione del discorso.
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