lunedì, Gennaio 5, 2026

L’Olanda dà l’addio ai fuochi d’artificio (e dovremmo farlo anche noi)

Dall'Aia arriva un segnale forte: la tradizione non può più giustificare l'insostenibilità. Tra costi sanitari, inquinamento da metalli pesanti e stress per la fauna, il "modello pirotecnico" è in crisi. Analisi di una possibile svolta storica e delle alternative tecnologiche, dai droni ai laser, che promettono spettacoli a impatto (quasi) zero

Valeria Morelli
Valeria Morelli
Content Manager e storyteller 2.0. Fa parte del network di Eco Connection Media. Si occupa di strategie di comunicazione web, gestione social, consulenza 2.0 e redazione news e testi SEO. Per Green Factor, all’interno dell’ufficio stampa, si occupa delle relazioni istituzionali.

L’Olanda potrebbe presto diventare il primo Paese al mondo a vietare la vendita di fuochi d’artificio, inclusi botti e petardi, ai consumatori privati. Non si tratta di una semplice ordinanza locale, ma di un movimento politico e sociale che sta scuotendo le fondamenta di una “tradizione” ormai considerata da molti obsoleta e pericolosa.

La notizia, rilanciata in Italia  qualche tempo fa dall’esperta di economia circolare Silvia Ricci, è stata ripresa anche sui giornali italiani, complice il voto al senato olandese grazie al quale il divieto entrerà in vigore con l’anno nuovo: se quindi il governo varerà il regolamento applicativo in tempo, questo Capodanno sarà l’ultimo anno in cui i cittadini olandesi potranno legalmente accendere i fuochi, seguendo le restrizioni già esistenti.

Tutto ciò apre (o almeno dovrebbe) un dibattito necessario anche nel nostro Paese: quanto ci costa, in termini economici ed ecologici, festeggiare bruciando sostanze chimiche? E quali sono le alternative per un’industria dell’intrattenimento che sia davvero circolare?

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Il caso Olanda: la politica cambia rotta sulla sicurezza

Lo spiraglio legislativo è stato aperto da un attore inaspettato: il VVD (Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia), formazione di centro-destra attualmente nella coalizione di governo. Storicamente difensore della libertà individuale e della “tradizione olandese” dei botti di fine anno, il VVD ha compiuto una virata decisiva appoggiando la proposta di legge denominata “Capodanno sicuro”.

fuochi olanda 2

Come riportato dai media olandesi (qui la notizia su NOS), la proposta ha previsto un potenziale divieto totale sulla vendita di fuochi d’artificio, con un focus specifico su botti e petardi. La ratio non è ideologica, ma pragmatica: il sindacato di polizia e gli enti locali chiedono da tempo un bando a causa dell’escalation di violenza contro agenti e soccorritori durante la notte di San Silvestro. Sebbene gli eccessi non siano causati solo dai fuochi, l’uso improprio di materiale esplosivo è diventato un catalizzatore di disordini ingestibili.

I sindaci potrebbero concedere esenzioni solo ad associazioni locali per spettacoli “amatoriali” controllati, ma comunque anche in tal caso verrebbe spostato il focus dall’uso privato incontrollato agli spettacoli pubblici professionali.

L’assurdità economica: privatizzare i profitti, socializzare i danni

Uno degli aspetti più interessanti per chi si occupa di economia circolare e sostenibilità è l’analisi costi-benefici. Il dibattito olandese ha fatto emergere cifre che smascherano l’insostenibilità economica del settore pirotecnico tradizionale.

L’industria del settore, di fronte alla minaccia del bando, ha chiesto un risarcimento di 895 milioni di euro dichiarando che questo è quanto sia stato investito. Una cifra che appare sproporzionata tant’è che i risarcimenti stimati si aggirano intorno ad un massimo di 150 milioni di euro. Ma se dobbiamo parlare di cifre, il vero dato allarmante è il costo che la collettività sostiene per rimediare ai danni di una singola notte di festeggiamenti.

Basta fare un elenco delle tipologie di danni e costi per rendersene conto: vi sono quelli a beni (case, auto, arredo urbano), danni ambientali e naturali diretti (bonifiche, stress fauna), non vanno poi dimenticati quelli sanitari (feriti, problemi respiratori). Dopodiché è importante ricordarsi di registrare le spese come quelle per l’impiego straordinario di forze dell’ordine e soccorsi e quelle a carico dei Comuni per pulizia e prevenzione.

fuochi olanda 1

L’impatto ambientale: una “bomba” chimica e di rifiuti

Al di là della sicurezza, il problema dei fuochi d’artificio è intrinsecamente ecologico. Anche in Italia, i dati sono impietosi.

  1. Polveri sottili (PM10 e PM2.5): la notte di Capodanno registra regolarmente picchi annuali di particolato. Le concentrazioni di polveri sottili nelle prime ore del 1° gennaio possono superare enormemente i limiti di legge, vanificando mesi di blocchi del traffico.
  2. Metalli pesanti: per ottenere i colori vivaci, si utilizzano sali metallici. Il rosso deriva dallo stronzio, il verde dal bario, il blu dal rame. Questi metalli, una volta esplosi, ricadono al suolo e nelle acque. Uno studio pubblicato su Nature ha evidenziato come l’inquinamento da fuochi d’artificio persista nell’aria molto più a lungo di quanto creduto.
  3. Fauna: l’impatto sulla fauna selvatica è devastante. Associazioni come il WWF e la LIPU denunciano ogni anno la morte di migliaia di uccelli per collisioni o infarti causati dal panico.

Le alternative: l’ascesa dei droni (drone light shows)

Se il bando olandese dovesse fare scuola, quale futuro attende i cieli delle nostre feste? Vi abbiamo già raccontato come giochi di luce, bolle di sapone e spettacoli luminosi possano essere valide alternative. Ma se siete in cerca di qualcosa di maestoso e che lasci senza fiato, magari per i grandi festeggiamenti (come quelli organizzati direttamente dai comuni), la risposta più promettente arriva dalla tecnologia dei Drone Light Shows, una soluzione che sta guadagnando terreno anche in grandi eventi internazionali.

Se vi state chiedendo come funzionano, è presto spiegato. Centinaia di quadricotteri dotati di LED volano in formazione coordinata. Esempi celebri come la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Tokyo o lo spettacolo per la candidatura del Comune di Roma alle Olimpiadi hanno dimostrato che l’impatto visivo può superare quello della pirotecnica tradizionale.

Possiamo ritenere che i droni rappresentino l’alternativa “circolare” per eccellenza? Di certo a differenza del fuoco d’artificio, che si distrugge nell’uso, una flotta di droni può essere utilizzata per centinaia di spettacoli. Nessun fumo, nessun odore, nessun rifiuto fisico rimarrà a terra. Non producono esplosioni traumatiche e anche se sono degli AEE, grazie al riutilizzo prolungato, l’impatto per singolo evento è drasticamente inferiore rispetto alla pirotecnica, specialmente se ricaricati con energia rinnovabile. 

Per concludere, come sottolinea Silvia Ricci, il problema spesso non è la mancanza di alternative o di leggi (molti Comuni italiani hanno già divieti sulla carta, spesso inefficaci come riportato dalle cronache locali), ma la capacità di controllo. Se l’Olanda riuscirà a implementare questo bando, dimostrerà che un “Capodanno sicuro” e pulito è possibile, offrendo un modello replicabile per tutti i paesi europei che ogni 1° gennaio si svegliano avvolti nello smog.

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