RUBRICA

SPECIALE | Pubblicità fossili
S

Se la scienza ci ha detto che le fonti fossili di energia alimentano la crisi climatica – quella crisi che, ad esempio, scatena eventi climatici catastrofici con ingentissimi danni e inaccettabili perdite umane – perché dovremmo accettare che quelle stesse fonti fossili vengano promosse con la pubblicità? Se è stato vietato pubblicizzare il tabacco e il gioco d’azzardo, perché non fare lo stesso con i carburanti fossili o con le crociere e le compagnie aeree, responsabili della combustione di enormi quantità di questi propellenti nemici del clima e quindi della nostra vita sulla terra? Mentre viaggiamo sul bus, quando sfogliamo un quotidiano digitale o quando partecipiamo ad un evento, siamo spesso il target di campagne che non solo ci invitano a volare con la tal compagnia aerea o a fare il pieno con la tal altra compagnia, ma contribuiscono a normalizzare la presenza di questo tipo di consumi, ne alimentano l’accettabilità sociale. Lo spiega bene, parlando di un altro tema (il pregiudizio di genere), la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie (“Dovremmo essere tutti femministi”): “Se facciamo di continuo una cosa, diventa normale. Se vediamo di continuo una cosa, diventa normale”. Ma continuare a bruciare petrolio e gas pur sapendo che questo avrà conseguenze disastrose per tantissime donne, uomini, bambine e bambini non è normale. Oppure sì, come sostiene invece chi non vede niente di strano nel pubblicizzare un diesel?

Daniele Di Stefano

© Riproduzione riservata

spot_img

A Sanremo Eni ha già vinto (ma il pianeta no)

Mentre Sanremo continua il suo spettacolo, Eni, uno dei main sponsor della manifestazione, rende noti i numeri del 2025. I profitti sfiorano i 5 miliardi, grazie anche a un aumento della produzione di petrolio del 4%. E per il 2026 si prevede un'ulteriore crescita. Ma a Sanremo Eni parla di rinnovabili e mobilità

Eni e Costa crociere a Sanremo: “Cosa scegliamo di rendere desiderabile e accettabile nei luoghi simbolici della cultura?”

Parliamo della promozione delle imprese delle energie fossili con Andrea Mancuso, di Creatives for Climate. Con cui riflettiamo dell’opportunità di vedere le “pubblicità fossili” là dove si crea la cultura di massa. E dei divieti, come quello su cui si è pronunciato il Consiglio comunale Firenze

Amsterdam vieta gli “adv fossili”, e il “20% degli olandesi vive in città che limitano le pubblicità inquinanti”

A fine gennaio il voto che ne fa la prima capitale al mondo: un regolamento comunale vieta dal primo maggio di usare gli spazi pubblici per prodotti climalteranti come combustibili fossili, carne, crociere, auto diesel e benzina

A Firenze, prima città in Italia, il Consiglio chiede uno stop alle “pubblicità fossili”

Ieri sera il Consiglio comunale ha approvato una mozione presentata da AVS Ecolò e PD che chiede di limitare o bandire “prodotti e servizi a base di combustibili fossili” negli spazi pubblicitari del trasporto pubblico urbano