9. È vero che le centrali geotermiche occupano troppo terreno?

Quanto impattano le centrali geotermiche a livello paesaggistico e di consumo del suolo? Analizziamo i falsi miti più comuni sulla geotermia, smontandoli con dati e fatti concreti

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

L’obiezione riguarda l’impatto paesaggistico e il consumo del suolo.

La verità: la geotermia ha una delle impronte a terra più basse tra tutte le fonti energetiche, anche se paragonata ad altre rinnovabili. Una volta completata la fase di perforazione, l’impianto in superficie è molto compatto.

A differenza di un campo solare o eolico che si estende su vaste aree, una centrale geotermica concentra le sue operazioni in uno spazio relativamente piccolo. Come riporta Green Report, è l’impianto rinnovabile a minor consumo di suolo per potenza prodotta (5 volte in meno del fotovoltaico).

Leggi anche: È vero che la geotermia richiede grandi spazi e si può realizzare solo in aree rurali?

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