Contrordine sull’EPR tessili: non subito (come annunciato) ma entro l’anno

Lo ha fatto sapere la viceministra all’ambiente Vannia Gava. Gli attori della filiera chiedono di accelerare e pubblicare il decreto per l’EPR tessili entro l’estate

Daniele Di Stefano
Daniele Di Stefano
Giornalista ambientale, redattore di EconomiaCircolare.com e socio della cooperativa Editrice Circolare

Slitta l’arrivo dell’atteso decreto che dà il via anche in Italia ad un sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR) per i tessili. Annunciato per il primo trimestre 2026, ieri la viceministra all’ambiente Vannia Gava ha detto che arriverà entro l’anno. Raccogliendo mugugni tra gli attori della filiera.

“L’EPR tessile arriverà entro l’anno. È il risultato di un lavoro ampio e condiviso con tutti i soggetti coinvolti, perché solo provvedimenti costruiti insieme a chi li applica funzionano davvero”, ha detto ieri Gava partecipando all’incontro “Tessile e sostenibilità – Le novità del decreto EPR”, promosso alla Camera dei deputati dall’Intergruppo parlamentare per la conservazione della sartoria tradizionale italiana. “Il Governo fa questo: mette risorse, lavora su semplificazioni e si preoccupa di una legislazione moderna per sostenere imprese e competitività. Il dialogo con gli operatori resta centrale”, ha aggiunto.

Le reazioni della filiera – dai produttori di tessile e moda a chi raccoglie seleziona e ricicla rifiuti tessili fino ai consorzi nati per gestire la conformità con l’EPR – spesso non sono entusiastiche. A causa la crisi che aggredisce il settore, e perché dopo mesi di lavori e bozze, l’arrivo del decreto era stato annunciato per il primo trimestre di quest’anno.

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Le reazioni: accelerare e stanziare fondi prima dell’EPR

Mauro Chezzi, vicedirettore Confindustria moda e referente associativo del Consorzio retex.green, presente all’incontro alla Camera, sottolinea “l’urgenza della pubblicazione di un decreto lungamente atteso dalla filiera, che già da più di 5 anni ha iniziato ad investire e prepararsi all’introduzione dell’EPR tessile. E che nel frattempo si è vista superare da altri paesi che lo hanno già introdotto: pur essendo partiti dopo e avendo un’industria della moda per nulla comparabile a quella italiana (che è prima in UE)”. Quindi “ho quindi incoraggiato il MASE ad accelerare il più possibile i lavori nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni per garantire la pubblicazione del decreto entro la prossima estate”.

Sulla stessa linea Andrea Fluttero, presidente UNIRAU,  associazione che rappresenta i raccoglitori di abiti usati: “Mi auguro che sia possibile avere questo EPR entro l’estate. Tempo ne è stato dedicato molto ed ora risulta mancare solamente il passaggio con la Conferenza unificata ed il parere del Consiglio di Stato” dice a EconomiaCircolare.com. “Il testo del decreto non sarà perfetto, come è normale vista la complessità del settore, ma ora diventa importante iniziare il prima possibile perché mano a mano che partono sistemi in altri Paesi europei le nostre raccolte vanno fuori mercato e si rischia il blocco del sistema per mancanza di sbocchi”.

“Ascoltiamo con grande piacere le parole del viceministro Gava sulla possibile entrata in vigore dell’EPR entro l’anno. Perché il 2028 indicato dalle norme europee è veramente molto lontano. Bene quindi che l’appello della commissaria Jessica Roswall a cercare di anticipare i regimi EPR nazionali non resti inascoltato”, dice Raffaello De Salvo, presidente del Corertex, il consorzio pratese per il riuso ed il riciclo tessile. “Certo – precisa – vista la crisi del settore della raccolta riuso e riciclo tessile, prima verrà approvato meglio sarà”. E aggiunge: “Ricordo anche che a settembre, durante la riunione del tavolo di crisi, il ministero dell’ambiente aveva fatto sapere che avrebbe trovato risorse prima dell’entrata in vigore il decreto. Come d’altra parte ha fatto la Francia. Spero siano di parola, e spero che queste risorse vengano spalmate un po’ su tutta la filiera: sui raccoglitori ma anche su chi valorizza quanto raccolto. Quindi bene il decreto entro l’anno, ma servono anche risorse”.

“Accogliamo con grande favore le dichiarazioni del viceministro Gava sull’introduzione dell’EPR tessile entro l’anno, un passaggio atteso e fondamentale per dare piena attuazione ai principi dell’economia circolare nel nostro paese” riflette Michele Priori, direttore generale Cobat Tessile. “Si tratta – aggiunge – di un risultato che riconosce il valore del lavoro portato avanti finora insieme agli operatori della filiera, alle istituzioni e a tutti i soggetti coinvolti. In questi mesi abbiamo contribuito attivamente al confronto, mettendo a disposizione competenze tecniche e una visione concreta, orientata a costruire un sistema efficiente, sostenibile e realmente applicabile. Riteniamo infatti particolarmente importante l’approccio basato sul dialogo e sulla condivisione richiamato dal Governo: solo attraverso un coinvolgimento diretto degli attori della filiera è possibile sviluppare strumenti efficaci, capaci di coniugare obiettivi ambientali e competitività industriale”.

Secondo Giuseppe Finocchiaro, responsabile tecnico commerciale di VESTI SOLIDALE e Coordinatore RETE RIUSE (raccolta e selezione di indumenti usati), la gravità della situazione richiede tuttavia un passo ulteriore: “Sono necessarie garanzie che il nuovo sistema sia in grado di tenere rispetto alle difficoltà che si sono generate negli ultimi anni: sia per ottenere le condizioni idonee per effettuare la raccolta, sia per ottimizzare tutti i processi successivi, quali soprattutto il riciclo, che richiede investimenti”.

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Cosa manca ancora

Il testo del decreto ministeriale che istituisce il regime di responsabilità estesa del produttore dovrà passare ora per la Conferenza unificata, ricevere la bollinatura della Ragioneria Generale e poi l’ok del Consiglio di Stato e della presidenza del Consiglio dei ministri. Poi naturalmente, la Gazzetta ufficiale.

Spiega il ministero che “la Commissione Ue verrà informata secondo le modalità previste dalla direttiva quadro rifiuti, nei termini previsti per l’istituzione dei regimi per la responsabilità estesa del produttore”.

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