Right to repair, il mercato della telefonia si muove ma dominano le resistenze delle big tech
Esce il nuovo modello cellulare Nokia, che si professa sostenibile, riparabile in 5 minuti e longevo. Ma a dispetto delle nuove iniziative produttive e degli sforzi del movimento right to repair, i modelli più venduti restano ancora poco riparabili
EPR tessili, Unirau: “Partire dalla sussidiarietà e dalla filiera esistente”
Le osservazioni allo schema di decreto sull’EPR tessili dell’associazione che raggruppa le aziende e le cooperative della raccolta e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani
Nella mappa europea delle nuove estrazioni minerarie c’è anche l’Ucraina. E l’Italia?
Dopo la proposta di legge della Commissione europea sulle materie prime critiche, è utile comprendere dove sono i giacimenti più promettenti. Sia in Europa che in Italia. Intanto uno studio ENEA sottolinea che “l’attenzione europea è rivolta al grande potenziale delle riserve ucraine ancora da esplorare”
Product as a Service, è giunto il momento di un nuovo modello di business
Un report svedese dedicato a economia circolare e servitizzazione individua nove punti critici per spiegare perché il Product-as-a-Service (PaaS) non abbia ancora conquistato il mercato e propone la sua ricetta per superarne gli ostacoli
La Francia si prepara a separare i rifiuti organici. Ecco cosa cambia nella raccolta differenziata
Dal 1° gennaio 2024 tutti i francesi dovranno iniziare a separare i propri rifiuti organici, che finora finivano nella raccolta dell’indifferenziato. Saranno poi i comuni a dover trovare le soluzioni più adatte ma quella del compostaggio è una pratica consolidata in Francia. Ecco cosa cambia
Città circolari, qualcosa si muove: le 40 virtuose del rapporto ICLEI
Il rapporto della piattaforma di amministrazioni locali impegnate nella sostenibilità urbana (ICLEI) evidenzia passi avanti e ostacoli nella transizione circolare delle città. Raccontando quaranta esempi virtuosi in Europa. Compresi due casi in Italia: Genova e La Spezia.
Basta greenwashing, l’Ue prepara la Direttiva (ma fa le cose a metà)
La nuova Direttiva vuole contrastare l’uso ingannevole e fuorviante che fanno molte aziende di dichiarazioni green nelle etichette e nelle pubblicità: dovranno provare la verità di ciò che affermano. Non sarà facile senza un sistema efficace di controlli: e già restano fuori tanti esempi di greenwashing. Mentre ci sono dubbi sull’effettività dei criteri di valutazione
Ecodesign, l’Unione europea vuole estenderlo a molti più prodotti
Non solo prodotti connessi all’energia, ma una nuova vasta gamma di settori merceologici. Gli imperativi della proposta di regolamento ESPR resteranno gli stessi. Efficienza energetica, impronta di carbonio, impronta idrica e sostenibilità: dalla durabilità alla riparabilità, fino al contenuto obbligatorio di materiali riciclati. Per sviluppare davvero l’economia circolare




