Sta garantendo risultati molto importanti in 18 paesi europei (quando ad aprile si aggiungerà anche il Portogallo saranno 19), con enormi passi avanti verso gli obiettivi di raccolta e riciclo degli imballaggi monouso per bevande in plastica e metallo (bottiglie, lattine). In questo articolo vi raccontiamo che cos’è e come funziona il deposito su cauzione, quali sono i vantaggi che può garantire e cosa si muove nel Parlamento italiano su questo tema.
Che cos’è il deposito su cauzione?
Il deposito su cauzione (nella sigla inglese DRS – Deposit Return System) è un sistema di raccolta selettiva (cioè dedicata a tipologie specifiche di rifiuti) degli imballaggi per bevande monouso (bottiglie, lattine) che prevede il pagamento di una piccola cauzione al momento dell’acquisto di una bevanda.
La somma versata viene interamente restituita quando il consumatore riporta l’imballaggio vuoto presso un punto di raccolta generalmente presenti presso negozi e supermercati che vendono le bevande. La raccolta può essere di tipo manuale o automatizzata attraverso macchine chiamate Reverse vending machine (RVM).
Il principio è semplice:
- la bevanda si acquista, con un piccolo prezzo aggiuntivo, la cauzione;
- il contenuto si consuma;
- il contenitore non diventa un rifiuto “qualsiasi”;
- la possibilità di ricevere indietro la cauzione incentiva il conferimento corretto dell’imballaggio.
Il sistema riguarda in genere bottiglie in plastica (PET), lattine in alluminio e talvolta bottiglie in vetro monouso.
Deposito su cauzione: come faccio?
Dal punto di vista dell’utente, l’esperienza del deposito su cauzione è semplice e immediata: al momento dell’acquisto della bevanda si paga una piccola somma aggiuntiva che non è un costo, ma appunto una cauzione, in genere tra i 10 ed i 25 centesimi di euro. Dopo aver consumato il prodotto, si riportano bottiglie o lattine vuote in un punto vendita o presso una macchina automatica di raccolta (reverse vending machine). Il sistema riconosce l’imballaggio e restituisce l’importo versato, in contanti o sotto forma di buono spesa. Il gesto è rapido e diventa un’abitudine quotidiana, integrata nella normale routine di acquisto. In cambio, il cittadino contribuisce concretamente al riciclo di qualità e alla riduzione dei rifiuti dispersi nell’ambiente.
A cosa serve il deposito su cauzione?
Come spiega con chiarezza la campagna A Buon Rendere, il DRS è uno strumento pensato per:
- aumentare in modo significativo i tassi di raccolta degli imballaggi per bevande;
- migliorare la qualità del materiale raccolto, che risulta più pulito e più facilmente riciclabile rispetto a quello proveniente dalla raccolta differenziata tradizionale che intercetta diversi tipi di imballaggi;
- favorire il riciclo “bottle to bottle” e “can to can”, cioè la trasformazione di bottiglie e lattine – che sono imballaggi speciali perché possono contenere bevande – in nuovi contenitori dello stesso tipo, evitando il cosiddetto “downcycling”;
- ridurre la dispersione nell’ambiente (littering).
Il DRS non sostituisce la raccolta differenziata, ma la integra, intervenendo su una frazione specifica di imballaggi ad alto consumo (soprattutto da asporto, e quindi piu’ soggetta alla dispersione nell’ambiente) e ad alto impatto ambientale.
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Perché il deposito su cauzione è utile?
Diversi i vantaggi legati all’adozione di sistemi di deposito su cauzione:
Riduzione dell’inquinamento. La presenza di una cauzione economica riduce drasticamente l’abbandono di bottiglie e lattine nell’ambiente, nei parchi, lungo le strade;
Miglioramento della qualità del riciclo. Gli imballaggi raccolti tramite DRS sono meno contaminati e più omogenei, consentendo maggior recupero di materia e garantendo maggiore disponibilità di plastica e alluminio riciclati di alta qualità (necessari per raggiungere le quote di materia riciclata previste dalle norme europee (Direttiva sulla plastica monouso; Regolamento imballaggi).
Contributo agli obiettivi europei. Il sistema è considerato uno degli strumenti più efficaci per raggiungere i target europei di raccolta del 90% delle bottiglie per bevande. Tanto che il Regolamento imballaggi ne prevede l’adozione obbligatoria (con eccezioni: leggi più avanti).
Com’è organizzato un sistema di deposito su cauzione
Dal punto di vista organizzativo, un sistema di deposito su cauzione (DRS) è strutturato il più delle volte come un meccanismo centralizzato in cui i produttori di bevande e la distribuzione assumono il ruolo chiave nella gestione del programma. In molti Paesi europei, infatti, l’operatore del sistema è una entità no-profit responsabile della raccolta, del ritorno dei contenitori, della logistica e del riciclo, formata da rappresentanti dell’industria delle bevande e della distribuzione organizzata. Questo modello di “return to retail”, in cui i consumatori restituiscono gli imballaggi agli stessi punti vendita, è ritenuto il più semplice e conveniente per gli utenti.
Dal punto di vista finanziario, il DRS si regge su tre principali fonti:
– il contributo EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) versato dai produttori di bevande (come quello che viene già versato oggi per gestire il fine vita degli imballaggi);
– i proventi derivanti dalla vendita dei materiali raccolti;
– le cauzioni non riscattate dai consumatori che non restituiscono l’imballaggio. Nei modelli più consolidati, il sistema è considerato in grado di “finanziarsi da sé”, senza oneri diretti per le autorità pubbliche, perché i costi di implementazione e di gestione sono coperti principalmente da questi flussi.
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Le norme europee prevedono il deposito su cauzione?
Sul piano istituzionale, il DRS si colloca in un contesto di obblighi normativi europei sempre più stringenti: la Direttiva sulla plastica monouso (SUP) e il Regolamento europeo su imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR) spingono gli Stati membri a raggiungere livelli elevati di raccolta e riciclo. In particolare, il Regolamento su imballaggi prevede l’obbligo per gli stati membri di introdurre un sistema di deposito su cauzione (DRS) nel caso in cui non venga raggiunto l’obiettivo di raccolta del 90% delle bottiglie di plastica e delle lattine per bevande entro il 2029. Sono previste però esenzioni. Gli Stati membri che possono certificare il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata delle bottiglie in plastica e delle lattine entro il 2026, e che riescono a raggiungere il 90% di raccolta nel 2029 mantenendo tale raccolta stabile negli anni, sono esentati dall’introduzione di un sistema DRS. L’esenzione viene tuttavia rimossa, qualora per tre anni consecutivi non si consegua l’obiettivo del 90% (che si configura dunque come l’obiettivo fondamentale ed obbligatorio).
Il deposito su cauzione sostituisce la raccolta differenziata?
No. Se introdotto anche in Italia – come richiesto dalla società civile e da alcune proposte di legge, vedi oltre – il DRS non va a sostituire la raccolta differenziata municipale, ma la integra e la potenzia: oggi molte bottiglie di plastica finiscono nei rifiuti indifferenziati, negli inceneritori o nelle discariche. L’introduzione di un DRS consentirebbe di intercettare una quota molto più alta di imballaggi per bevande (come abbiamo visto), liberando risorse e capacità operative nella raccolta differenziata tradizionale per concentrarsi su altre frazioni di rifiuto, e consentendo così di raggiungere gli obiettivi di raccolta e riciclo con maggiore efficacia.
Che differenza c’è tra deposito su cauzione, vuoto e rendere e macchine mangiaplastica?
Non è facile orientarsi tra soluzioni in apparenza simili pensate per gestire i rifiuti da imballaggi monouso per bevande (bottiglie in vetro e plastica o lattine). Anche se spesso nel dibattito pubblico questi tre strumenti vengono confusi, non sono la stessa cosa, né funzionano allo stesso modo.
Ecco le differenze sostanziali tra deposito su cauzione, vuoto a rendere (per il riuso) ed ecocompattatori.
Deposito su cauzione (DRS). Il deposito su cauzione:
- è un sistema nazionale obbligatorio, stabile e strutturato;
- è regolato da una norma di legge nazionale;
- coinvolge produttori e distributori, viene finanziato dai produttori nell’ambito della responsabilita’ estesa del produttore (EPR);
- garantisce alte percentuali di raccolta di bottiglie e lattine con la finalità di avviarle e riciclo “bottle to bottle”.
- non è un incentivo occasionale;
Vuoto a rendere. Il vuoto a rendere è un sistema diverso e più antico:
- riguarda le bottiglie riutilizzabili in vetro, impiegate per lo piu’ da ristoratori e albergatori;
- favorisce il riuso: il contenitore non viene infatti riciclato, ma lavato e riutilizzato più volte;
- è un sistema volontario, istituito dai produttori di bevande.
Ecocompattatori (o “mangiaplastica”). Gli ecocompattatori, spesso chiamati anche macchine “mangiaplastica”:
- sono macchine installate da singoli Comuni o soggetti privati (come i consorzi che gestiscono gli imballaggi a fine vita) che raccolgono bottiglie in plastica;
- talvolta offrono piccoli premi o buoni;
- non sono parte di un sistema nazionale obbligatorio;
- hanno una diffusione limitata;
- non se ne conoscono gli impatti sulla raccolta degli imballaggi immessi al consumo.
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Quanti paesi hanno adottato sistemi di deposito su cauzione?
I sistemi DRS sono attivi in 57 giurisdizioni nel mondo. Solo in Europa sono 18 i paesi che lo hanno adottato per gli imballaggi monouso: Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Svezia, Ungheria.
Gli ultimi paesi in ordine di tempo ad adottare sistemi DRS sono stati Irlanda e Ungheria (attivi nel 2024) e poi Austria e Polonia (attivi nel 2025). Il Portogallo introdurrà il sistema ad aprile 2026.
Quali sono i risultati raggiunto dai paesi col DRS?
Il sito della campagna “A buon rendere” e quello dell’alleanza europea Reloop, riportano numerosi esempi di performance molto elevate.
I Paesi con i risultati migliori sono:
- Finlandia: tassi di raccolta del 99%
- Germania: tassi di raccolta fino al 98%;
- Danimarca: raccolta superiore al 90%;
- Slovacchia: 95%
Non tutti i sistemi di deposito cauzionale sono performanti allo stesso modo. Molto dipende da come tali sistemi sono strutturati, ovvero chi gestisce il sistema, la capillarità dell’infrastruttura di raccolta, ed il valore della cauzione, che deve essere sufficientemente incentivante per il consumatore.
I sistemi DRS presenti in Nord America (Stati Uniti e Canada) raggiungono target di raccolta molto modesti (intorno al 50%). Questo viene spiegato attraverso il valore del deposito troppo basso (in molti Stati di 0,05 centesimi di dollaro), che non incentiva la restituzione; e dal fatto che non ci sia un obbligo per la distribuzione al ritiro degli imballaggi.
Anche in Europa ci sono alcuni Paesi che non raggiungono performance così rilevanti, come ad esempio i Paesi Bassi, dove l’introduzione scaglionata nel tempo di una cauzione sulle diverse tipologie di imballaggi non ha favorito la chiarezza tra i consumatori.
Le differenze di performance sono dovute a diversi fattori, alcuni legati a come il sistema è progettato.
Che differenze ci sono tra i DRS dei diversi paesi?
Pur essendo l’applicazione dello stesso principio, come accennato poche righe su, i sistemi DRS possono variare in diversi aspetti:
- Modello organizzativo (centralizzato con un unico operatore, che è il modello prevalente in Europa; decentralizzato con più gestori);
- Valore della cauzione: differenti valori hanno differenti effetti sugli equilibri economici del sistema e sulle risposte dei consumatori e delle consumatrici;
- Tipologia di imballaggi inclusi;
- Densità dei punti di raccolta: più sono capillari i punti dove restituire gli imballaggi, più facile la restituzione più alte le performance.
Sostanzialmente, i sistemi con maggiore copertura, una rete capillare di punti di restituzione e un deposito adeguato tendono a ottenere i risultati migliori.
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Le proposte al Parlamento italiano
Anche in Italia qualcosa si muove. Alla Camera, infatti, ad oggi sono state presentate tre proposte di legge per l’istituzione di sistemi di deposito su cauzione, già assegnate alla Commissione ambiente. Una targata PD (“Istituzione di un sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso per bevande e delega al Governo per la disciplina della filiera di recupero”) presentata da Silvia Roggiani, Eleonora Evi e altri; una seconda presentata da Ilaria Fontana, Sergio Costa, Patty L’Abbate (M5S) (“Delega al Governo per l’istituzione di un sistema di deposito cauzionale e restituzione dei contenitori monouso per bevande”). Una terza (“Modifica dell’articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, concernente i sistemi di riutilizzo e di deposito cauzionale e restituzione per specifiche tipologie di imballaggi“) arriva dalla maggioranza e porta la firma di Massimo Milani e Fabio Rampelli (FdI).
La terza proposta interviene sul Testo Unico ambiente, le prime due propongono di delegare il governo ad adottare norme (decreti legislativi) per istituire un sistema nazionale di deposito cauzionale e restituzione dei contenitori monouso per bevande. La Commissione ambiente della Camera sarà il luogo dove inizierà il confronto tra deputati e deputate sulle diverse soluzioni proposte, accompagnato da eventuali audizioni dei portatori di interesse.
L’evento alla Camera dei deputati
Proprio due firmatati delle proposte di legge, i vicepresidenti della Camera dei deputati Sergio Costa e Fabio Rampelli, su sollecitazione della campagna “A Buon Rendere – molto più di un vuoto” stanno organizzando un momento di confronto istituzionale presso la Camera dei deputati: per “favorire un dialogo costruttivo tra forze politiche, amministrazioni competenti, industria e società civile, individuando le migliori soluzioni normative e operative per l’introduzione di un sistema di deposito efficace, equo e complementare al sistema di gestione degli imballaggi esistente”. L’evento si terrà il 20 maggio prossimo.
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