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Tassonomia Ue, nucleare e gas sempre più vicini alla patente “green”
Nell’ultima bozza della Commissione europea gas e nucleare entrano a far parte della Taxonomy Regulation, sebbene con alcuni distinguo. E le dichiarazioni di figure di spicco dell’Unione europea lasciano intravedere come andrà a finire. Una beffa per gli ambientalisti e le ong, proprio nei giorni della Cop26
Tassonomia green, perché i finanziamenti al nucleare dividono Francia e Germania
Comprendere o meno il nucleare tra le fonti di energia “verde” della taxonomy regulation è uno dei temi caldi nelle discussioni a livello comunitario. Con Francia e Germania alla guida di due opposte fazioni. E il gas pronto a inserirsi nella trattativa
Gas e nucleare? Non con i soldi del Recovery Fund. La Commissione approva il quadro di riferimento sui green bond
Nuovo passo in avanti dell’Unione europea sulla finanza sostenibile con l’approvazione del "NextGenerationEU Green Bond Framework". Si tratta delle obbligazioni verdi con le quali la Commissione intende finanziare la parte ambientale dei Piani nazionali di ripresa. Rimane però qualche dubbio
Nucleare, al via il Seminario sul Deposito nazionale
Partito ieri con una plenaria, prevede in tutto 9 incontri di cui 7 territoriali. Si discuterà delle caratteristiche dei luoghi indicati da Sogin come potenzialmente idonei ad ospitare il deposito. Per iscriversi a partecipare c’è tempo fino al 30 settembre prossimo
Sul nucleare Cingolani è impreciso e confusionario. Ecco perché
Fanfaluche quelle del ministro sul basso costo. Sicurezza? Bisognerebbe ripensare la fisica del reattore
Tassonomia green, l’Unione europea sceglie di non scegliere. Ancora resistenze sul nucleare e sul gas
La decisione, fa sapere la Commissione europea, è rimandata almeno a dopo l’estate con l’adozione di un nuovo atto delegato. Bruxelles tuttavia ha ribadito la necessità di fare presto con misure per favorire la finanza “verde” e gli investimenti sostenibili dei privati. Intanto arrivano gli standard sui green bond
Il nucleare? Fa rima con finanziamento pubblico e tenta ormai gli ultimi colpi di coda. Per fortuna in Italia ci ha pensato il popolo...
Dal giro d’Italia di 10 anni fa per la campagna referendaria agli ultimi colpi di coda in Francia alle recenti sortite di Cingolani sui mini reattori. Ecco perché quei 25 milioni di “sì” del 13 giugno 2011 sono stati una fortuna per l’Italia
10 anni fa il referendum che ha fermato, finora, il nucleare e provato ad estromettere privati e profitti dalla gestione dell’acqua
25 milioni di persone il 12 e 13 giugno 2011 votarono sì ai quattro referendum su acqua, nucleare, legittimo impedimento. Come andarono le cose? Cosa ne è oggi di quei voti?



