lunedì, Gennaio 17, 2022
RUBRICA

IN CIRCOLO

TAVOLA ROTONDA

Si può fare a meno della crescita economica? Alternative e proposte a confronto
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crescita economicaC’è un dogma che, ancor di più dopo l’era pandemica, viene ritenuto intoccabile: quello della crescita economica, a tutti i costi, che fa rima con un’idea di progresso associato al Pil, il Prodotto Interno Lordo. Dove cioè la ricchezza coincide col benessere. Ma è davvero così?

Da anni economisti e studiosi si interrogano su un modello di sviluppo che ha portato alla crisi climatica in corso e che, più in generale, non ha ancora fatto i conti col fatto che le risorse naturali del Pianeta non sono infinite.

Con la rubrica In Circolo abbiamo scelto di affrontare di petto il tema, partendo dalla domanda che trovate nel titolo: si può fare a meno della crescita economica? Abbiamo posto questa domanda a esponenti di primo piano a livello internazionale, attraverso le nostre interviste costruttive, per capire se ci sono altri modi di stare al mondo che non comportino la fine dello stesso.

Come sempre, saremo ben lieti di accogliere spunti, suggerimenti e critiche, in una discussione che, auspichiamo, sia quanto più ampia e partecipata possibile. Buona lettura.

“Tutti i motivi per cui il Pil è una misura imperfetta”. Intervista a Jean-Paul Fitoussi

Secondo l’economista francese il Prodotto Interno Lordo non solo non riesce a misurare il benessere o le disuguaglianze all’interno di una società ma addirittura, nel calcolarlo, sono gli aspetti negativi di un sistema economico che contribuiscono a farlo crescere. È il caso di cercare altri indicatori?

Herman Daly: “Così l’economia di stato stazionario può proteggere l’ambiente e migliorare la società”

Uno dei più celebri economisti ecologici spiega cosa sia la sua teoria dell’economia di stato stazionario e come può essere utile per proteggere l’ambiente e migliorare la società. Salvando il nostro futuro

Per un’economia ecologica di pace

La crisi ecologica globale dovrebbe convincerci, una volta di più, della necessità di ripensare l’economia per metterne in discussione la centralità nella nostra vita e in quella del pianeta, partendo dalla considerazione che la “scienza economica” è, in realtà, una disciplina sociale, al servizio di altre discipline. E che è alla politica che andrebbe lasciato il compito di occuparsi della riorganizzazione della società

Tim Jackson, l’economista ecologista che critica il capitalismo

Dalle sue ricerche alle pubblicazioni ai TED: vi presentiamo Tim Jackson

Prosperità senza crescita: per Tim Jackson l’economia deve tornare ad occuparsi delle persone

Economista ecologista, professore di sviluppo sostenibile all’Università britannica del Surrey (Guildford), autore di numerosi saggi, ha criticato il sistema capitalista per aver dimenticato alcuni valori umani fondamentali, senza i quali una società non può definirsi davvero prospera

Herman Daly, un’economia di stato stazionario per salvare l’ambiente

Un’economia in cui la produzione e i consumi sono stabili. Che non cresce, ma non è neppure in recessione. Dove popolazione e occupazione sono costanti. Per Herman Daly è l’unico modo per impedire la distruzione degli ecosistemi. E abbandonare il totem del Pil

L’allarme di Berners-Lee: “Nemmeno le rinnovabili ci salveranno se non rallentiamo”

Riduzione del fabbisogno di energia, economia circolare, giustizia sociale: per il professore e saggista inglese sono le tre chiavi per chi ha a cuore il futuro del Pianeta. “Una cosa è certa: se i governi si affidano solo al Pil il disastro è assicurato. Serve un salto in avanti dal punto di vista culturale: capire che essere sostenibili è la cosa giusta da fare”

“La crescita fa male al Pianeta”. Dall’Eea al Nobel Parisi, il capitalismo non è più una certezza

Un documento dell’EEA mette in discussione la possibilità del disaccoppiamento tra crescita economica e impronta ambientale. Aprendo a tutta una serie di teorie economiche non mainstream – finora relegate ai margini del discorso economico, politico ma anche ambientale – per le quali la crescita non è un totem