giovedì 26 Marzo 2026

Che cos’è e come funziona il Veganuary: per scoprire le bontà di un’alimentazione vegetale e sostenibile

Si chiude domani Veganuary, una delle iniziative più importanti al mondo per sperimentare un’alimentazione 100% vegetale e sostenibile. Una challenge che dura tutto il mese di gennaio, ma che si può iniziare quando si vuole

Lorenzo Bertolesi
Lorenzo Bertolesi
Autore e attivista con base a Milano. Ha una laurea in filosofia con una tesi (vincitrice di una borsa di studio) nell'ambito "Human-animals studies". Lavora nella comunicazione digitale da anni, principalmente per diverse ONG come ufficio stampa, copywriter e occupandosi della gestione dei social. Ora è un freelance che, insieme al collettivo Biquette, si occupa di comunicazione digitale per progetti ad impatto sociale. Addicted di Guinness e concerti (soprattutto punk), nel tempo libero viaggia con il suo furgoncino hippie camperizzato insieme alla cagnolina Polly

Quanto è difficile mettere in pratica i buoni propositi? Ci sono due momenti all’anno dove questa difficoltà la sentiamo di più: gennaio e settembre (cioè quando in teoria inizia la scuola, anche se l’abbiamo finita da un po’). E tra i vari possibili buoni propositi, mangiare sano e sostenibile è sicuramente uno dei più importanti, sia per se stessi che per l’ambiente. Ma c’è sempre il rischio che questa voglia di cambiamento si incagli: modificare la nostra alimentazione, che è un aspetto così quotidiano e routinario, è difficile.

Però! C’è un modo più semplice di farlo e si chiama Veganuary. Alcuni di voi lo conosceranno già e magari nei giorni scorsi vi avranno preso parte. Veganuary, che si chiude domani, è la più grande iniziativa al mondo che aiuta milioni di persone a iniziare questo cambiamento. Se non ci avete ancora provato, vi racconto cos’è e come funziona, per arrivare pronti il prossimo anno (o iniziare da subito l’avventura di un’alimentazione che fa bene a voi e al pianeta).

Cos’è Veganuary e come funziona 

Facciamo un po’ di storia. Veganuary formalmente è un’organizzazione no profit nata nel 2014 nel Regno Unito. Bisogna immaginarla come una campagna di sensibilizzazione il cui obiettivo è rendere più accessibile l’alimentazione vegetale per il grande pubblico.

Di innovativo questa campagna ha l’aspetto della sfida: chi partecipa accetta di provare a mangiare vegetale per tutto il mese di gennaio. Da qui il nome: “Vegan” e “January” che, contratti, diventano Veganuary. Un po’ come il Dry January, l’iniziativa mondiale per non bere alcolici a gennaio.

Veganuary per chi partecipa è una sorta di esperimento, dove l’approccio è giocoso e non performativo: non succede niente di grave se per un giorno non ci riesci o se incappi in un “vegan-fail” (ovvero se mangi accidentalmente qualcosa che contiene derivati animali). È un test, perché l’obiettivo è provare per un mese e vedere cosa succede. Insomma, l’importante è partecipare e provarci.

Ma nel concreto come funziona? È molto semplice. Basta iscriversi gratuitamente all’iniziativa per ricevere ricettari, piani alimentari e kit con consigli e informazioni. Dopodiché ogni giorno, per un mese dal momento dell’iscrizione, arriverà una mail con consigli nutrizionali, spunti in cucina e approfondimenti sui benefici di un’alimentazione vegetale.

Se state pensando che si tratti di una sorta di “lavaggio del cervello”, sappiate che non è affatto così: Veganuary è semplicemente un invito a muovere i primi passi verso un nuovo modo di mangiare — che resta un grande cambiamento di vita — aiutando a fare chiarezza e combattere la disinformazione (spesso diffusa anche dall’industria della carne).

veganuary

Il successo di Veganuary negli anni 

La comunicazione scelta ogni anno punta a essere coinvolgente e stimolante, allontanandosi dai toni giudicanti o colpevolizzanti che a volte si incontrano quando si parla di scelta vegana. Dalla prima edizione a oggi molte cose sono cambiate e la campagna è cresciuta moltissimo, arrivando a coinvolgere persone da tutto il mondo e raccogliendo una community online molto attiva e affezionata. Affrontare un cambiamento insieme a tante altre persone è sicuramente più stimolante e ti fa sentire parte di qualcosa di grande.

Se nella prima edizione le persone che hanno partecipato erano più di 3 mila, nel 2025 i ci sono stati circa 25,8 milioni di persone coinvolte in oltre 200 paesi e territori, con capitoli ufficiali o partner e organizzazioni attive in nazioni come Stati Uniti, Germania, Cile, India, Italia e Sud Africa (qui tutti i dati). 

A rendere questa campagna davvero grande è proprio la partecipazione attiva della community mondiale e il supporto di VIP del calibro di Billie Eilish, Joaquin Phoenix e Paul McCartney. Anzi, un piccolo incentivo in più: tra i kit che riceverete al momento dell’iscrizione, c’è anche un esclusivo ricettario firmato proprio dalle celebrità.

Un altro tassello del successo di Veganuary è sicuramente il coinvolgimento delle aziende e dei marchi di cibo. Ristoranti, catene di food ma anche supermercati lanciano piatti o sconti a gennaio per spingere l’iniziativa. Insomma, a gennaio troviamo un sacco di cose interessanti in giro proprio grazie a Veganuary.

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foto: Canva

L’impatto di Veganuary

Le motivazioni che l’iniziativa Veganuary porta avanti riguardano diversi aspetti. In primis ridurre la sofferenza dei milioni di animali che vivono negli allevamenti intensivi: l’alimentazione vegetale infatti prevede l’eliminazione di carne, pesce, derivati animali come uova, formaggi e miele. E circa il 47% delle persone che partecipa lo fa proprio per questo.
C’è poi la scelta ambientale (il 14%), per cui un’alimentazione vegetale è più sostenibile per l’ambiente. E l’altra principale motivazione è scegliere un’alimentazione più vegetale è la salute (circa il 20%). Di tutte queste cose potete approfondire sia sul sito di Veganuary che in questo articolo.

Ed è interessante vedere come Veganuary abbia poi un impatto concreto. Nel 2020, Joseph Poore, ricercatore ambientale dell’Università di Oxford, ha stimato che grazie ai 350.000 partecipanti ufficiali di quell’anno, le emissioni globali di CO2 sono state ridotte di circa 45.000 tonnellate. Per intenderci, è come se avessimo tolto dalle strade quasi 8.600 auto per un intero anno. Se guardiamo invece al singolo individuo, i dati sono ancora più sorprendenti. Scegliere un’alimentazione vegetale per un solo mese permette di risparmiare circa:

  • 125.000 litri d’acqua
  • 540 kg di cereali (usati solitamente per i mangimi negli allevamenti)
  • 80 metri quadrati di alberi dalla deforestazione 
  • 270 kg di CO2
  • 30 vite animali.


E, ad ascoltare chi partecipa, sembra che fare Veganuary faccia bene alla salute. A voi come è andata quest’anno? Secondo il sondaggio fatto alle persone che hanno partecipato circa il 45% ha notato miglioramenti nella propria salute generale durante il mese di gennaio. 

Insomma, sembra che i presupposti per un cambiamento di alimentazioni ci siano tutti. Quindi, se cercate un buon proposito facilitato e che sia concreto e utile, Veganuary ci dice che non serve essere perfetti, basta buttarsi. Nel migliore dei casi non tornerete più indietro, nel peggiore potreste aver scoperto qualche ricetta nuova – che comunque non guasta mai.

© Riproduzione riservata

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