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Di Criteri Ambientali Minimi, noti anche con la sigla CAM, abbiamo parlato sin dalla fondazione del nostro giornale nel 2020, dedicando al tema dei cosiddetti acquisti verdi nella pubblica amministrazione la nostra prima rubrica In Circolo. Nella definizione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica i CAM sono i “requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato”. Introdotti ufficialmente con l’art.57 del nuovo Codice degli Appalti (il decreto legislativo n°36 del 2023), da quel momento la loro applicazione è diventata obbligatoria. E da allora la loro estensione si è allargata sempre di più.
Ora, con il decreto ministeriale del febbraio 2026, la Direzione Generale “Sostenibilità dei prodotti e dei consumi” del MASE ha approvato la programmazione 2026 delle attività finalizzate alla definizione e all’aggiornamento dei CAM. Vale la pena ricordare che i criteri ambientali minimi sono contenuti minimi da inserire almeno come specifiche tecniche e clausole contrattuali nella documentazione di gara.
“Questo obbligo – ricorda il MASE nella pagina del ministero dedicata ai CAM – garantisce che la politica nazionale in materia di appalti pubblici verdi sia incisiva non solo nell’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali, ma nell’obiettivo di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili, circolari e nell’aumento del numero di occupati nei diversi settori delle filiere più sostenibili. Oltre alla valorizzazione della qualità ambientale e al rispetto dei criteri sociali, l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi risponde anche all’esigenza della pubblica amministrazione di razionalizzare i propri consumi, ottimizzando la spesa in un’ottica di medio-lungo periodo”.
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Cosa cambia con l’applicazione dei CAM
Il documento del MASE anticipa dove si concentreranno gli aggiornamenti CAM e, quindi, quali capitolati, specifiche tecniche e clausole contrattuali potrebbero essere oggetto di revisione nel breve periodo. Si tratta di indicazioni fondamentali per gli appalti pubblici perché i CAM impattano non solo sulla gara, ma anche su progettazione, esecuzione, direzione lavori, gestione forniture, contabilità e controlli, in quanto molte clausole CAM richiedono verifiche, prove, documentazione e procedure.
Sempre a febbraio 2026, inoltre, sono entrati in vigore i nuovi CAM sull’edilizia ,che sostituiscono i vecchi CAM (entrati in funzione nel 2022 con l’allora Ministero della Transizione Ecologica). Le nuove indicazioni riguardano gli appalti pubblici per l’affidamento del servizio di progettazione e direzione lavori di interventi edilizi e opere di ingegneria civile, esecuzione di lavori, inclusi gli interventi di costruzione, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento.

Per comprendere l’entità del cambiamento che i due decreti sui CAM avvieranno, basti pensare a un dato citato dal portale Osservatorio Appalti Verdi, condotto da Legambiente e Fondazione Ecosistemi. Nel 2025 la spesa della pubblica amministrazione interessata è stata pari a 271,8 miliardi di euro (dati ANAC). Ecco perché Legambiente e Fondazione Ecosistemi scrivono di lavorare “insieme affinché questa obbligatorietà sia rispettata”, dato che si tratta di una “quota importante per orientare verso la sostenibilità ambientale il mercato, favorire i prodotti dell’economia circolare ed il Green Public Procurement (GPP)”
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CAM aggiornati, da proseguire e da definire
Per il 2026, dunque, i CAM in arrivo sono parecchi. Eccoli.
Per le seguenti categorie di affidamento sarà avviata l’istruttoria per l’aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi vigenti:
- CAM stampanti, che modificheranno il decreto dell’ottobre 2019 su servizio di noleggio di stampanti e di apparecchiature multifunzione per ufficio, acquisto e leasing di stampanti e di apparecchiature multifunzione per ufficio;
- CAM cartucce, che modificheranno il decreto dell’ottobre 2019 su fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro nuove e rigenerate, servizio integrato di ritiro di cartucce di toner e a getto di inchiostro esauste;
- CAM lavanolo, che modificheranno il decreto del dicembre 2020 su servizio di lavaggio industriale e noleggio di tessili e materasseria.
Ci sono poi altre categorie di affidamento, per le quali proseguirà l’istruttoria per l’aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi vigenti:
- CAM strade, che modificherà il decreto dell’agosto 2024 su servizio di progettazione ed esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali;
- CAM verde pubblico, che modificherà il decreto del marzo 2020 su servizio di gestione del verde pubblico e fornitura di prodotti per la cura del verde;
- CAM illuminazione pubblica, che modificherà i decreti di marzo 2017 e marzo 2018 su fornitura di sorgenti luminose e di apparecchi per illuminazione pubblica e servizio di illuminazione pubblica;
- CAM calzature, che modificherà il decreto del maggio 2018 su fornitura di calzature (dispositivi di protezione individuale e non) e di accessori in pelle.

Infine per le seguenti nuove categorie di affidamento proseguirà l’istruttoria per la definizione di nuovi Criteri Ambientali Minimi, tutti molto attesi:
- CAM disinfestazione, in particolare servizi di disinfestazione e derattizzazione;
- CAM TPL, in particolare servizio di trasporto pubblico locale su gomma, al servizio di trasporto scolastico e ai servizi complementari al trasporto pubblico locale.
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