C’è una frase che i movimenti per il clima ripetono spesso: questa non è l’estate più calda della storia, è l’estate più mite dei prossimi anni. Un apparente paradosso che in realtà sintetizza bene l’apparente ineluttabilità del collasso climatico in atto.
Se mai ce ne fosse bisogno, la torrida estate del 2026 ha confermato quanto sia urgente un cambio di rotta. All’insegna di un cambio di paradigma, in cui la ricerca della sostenibilità passa anche per una trasformazione radicale di come finora abbiamo vissuto la stagione più calda dell’anno.
Che però, di questo passo, rischia di diventare la stagione più temuta e sofferente. Ecco perché abbiamo creato questo Speciale sull’estate che intendiamo insieme come una guida pratica di consigli e buone pratiche per avere un minore impatto e, allo stesso tempo, un modo per riflettere sul nostro modo di stare al mondo. Perché se è vero che come specie siamo in grado di adattarci a (quasi) tutto, senza una presa di consapevolezza finiremo per fare la fine della rana nella famosa metafora: ci abitueremo a temperature sempre più alte, a mari sempre più caldi, a siccità sempre più invasive, a rifiuti sempre più sparsi, a incendi sempre più devastanti, fino a quando ci accorgeremo che non c’è nulla da salvare.
Siamo ancora in tempo a salvare le prossime estati, e a salvarci noi. Ma bisogna agire ora.
Infine rinnoviamo l’invito a inoltrarci spunti, suggerimenti e, perché no, anche critiche. Buona lettura.
Andrea Turco
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