La storia di Echo Labs: la falegnameria sociale che a Roma dà lavoro a persone rifugiate

Nata per creare un'area relax per camionisti, Echo Labs è oggi un'impresa sociale che recupera tonnellate di legno, un modello di business dove vincono tutti: l'ambiente, le persone e le aziende che scelgono la sostenibilità. Vi spieghiamo come funziona

Letizia Palmisano
Letizia Palmisanohttps://www.letiziapalmisano.it/
Giornalista ambientale 2.0, spazia dal giornalismo alla consulenza nella comunicazione social. Vincitrice nel 2018 ai Macchianera Internet Awards del Premio Speciale ENEL per l'impegno nella divulgazione dei temi legati all’economia circolare. Co-ideatrice, con Pressplay e Triboo-GreenStyle del premio Top Green Influencer. Co-fondatrice della FIMA, è nel comitato del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra del cinema di Venezia. Moderatrice e speaker in molteplici eventi, svolge, inoltre, attività di formazione sulle materie legate al web 2.0 e sulla comunicazione ambientale.

Un pallet abbandonato in un magazzino e una cassa di legno usata per trasportare un’opera d’arte: oggetti destinati a diventare scarto, un costo per le aziende e un peso per l’ambiente. A Roma, però, c’è chi ha dimostrato che questo legno non va considerato a fine vita e che, invece di essere smaltito, può rinascere diventando un tavolo di design, una fioriera urbana, un’area relax e tanto altro.

Grazie a questa attività, viene offerta una seconda possibilità non solo al materiale, ma anche alle persone. Questa è la storia di Echo Labs, un’impresa sociale che ha trasformato uno scarto della logistica in un motore di economia circolare e inclusione, dimostrando che un modello di business diverso, e più giusto, è possibile.

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Foto: Echo Labs

Un’area relax per autisti: l’idea inattesa che ha dato vita a Echo Labs

Tutto comincia non da un grande piano strategico, ma da quello che doveva rimanere un bel gesto di cura. Come noto, i magazzini della logistica sono spesso spazi essenziali, grigi, situati in zone industriali anonime. Dino Menichetti, da trent’anni opera nel mondo della logistica e, nel 2021, si era dato l’obiettivo di creare un’area relax più accogliente per i dipendenti e gli autisti nella filiale di FERCAM di Roma.

L’incontro con l’architetta Michela Pasquali di Linaria, che già realizzava progetti di riqualificazione urbana usando legno di pallet e coinvolgendo persone rifugiate, accende la scintilla. “A Roma smaltivamo 240 tonnellate di pallet all’anno“, ha pensato Menichetti. “La materia prima non ci mancava”.

Il primo progetto prende forma utilizzando due vecchi container da trasporto e il legno recuperato. La risposta è straordinaria: i colleghi offrono ore del proprio tempo, l’azienda che fornisce i distributori automatici regala le consumazioni ai ragazzi rifugiati che lavorano al progetto. Persino Prologis – ci racconta Menichetti – la multinazionale proprietaria dell’immobile, non solo concede il permesso per questa attività, ma addirittura, colpita dal suo valore, decide di finanziare l’iniziativa. Visto l’entusiasmo, la proposta di fare un passo in più diventa quasi naturale: dare una struttura stabile a quell’esperimento. Nel dicembre 2021 nasce ufficialmente Echo Labs, un’impresa sociale senza scopo di lucro partecipata al 50% FERCAM e al 50% DACHSER e FERCAM Italia.

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Foto: Echo Labs

Economia circolare, inclusione e rete: i tre pilastri della falegnameria

Il modello di Echo Labs,  coordinato dalla project manager Claudia Coscarella, si fonda su tre impatti delineati con l’obiettivo di essere chiari e misurabili. Il primo è l’economia circolare, l’upcycling del legno a fine vita donato dai soci. Non solo i pallet, ma anche le pregiate casse usate dalla Business Unit FERCAM Fine Art per trasportare opere d’arte da milioni di euro che prima venivano smaltite mentre oggi sono recuperate.

Una filiera che si allarga grazie a partnership, come quella con Ecomuvi, per recuperare il legno ricavato dalle scenografie cinematografiche dismesse.

Il secondo pilastro è l’inclusione sociale: Echo Labs non “assume anche” persone rifugiate, ma nasce per assumerli. Il personale viene selezionato tramite centri come lo SPRAR o il Centro Astalli, offrendo contratti stabili e un percorso di dignità lavorativa. “Siamo stati premiati per il quarto anno consecutivo da UNHCR con il premio Welcome. Working for Refugee Integration”, racconta Menichetti, “perché il progetto nasce proprio con questo obiettivo”.

Il terzo è la creazione di una rete virtuosa: Echo Labs collabora con università come Bocconi e La Sapienza per contestualizzare il valore generato e con partner tecnologici come Regusto, la piattaforma che calcola e certifica in blockchain l’impatto ambientale risparmiato. Nel 2025 sono stati stoccati circa 52.000 kg di CO2, l’equivalente della crescita di 1.036 alberi.

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Foto: Echo Labs

Non solo legno: Samake e le storie di rinascita tra pialla e design

Dietro ogni mobile c’è una storia. Come si può leggere dal portale Welcome dell’UNHCR, una delle più toccanti è quella di Samake Fanto. Fuggito dalla guerra in Mali dopo aver visto uccidere suo padre e aver perso la sorella nel terribile viaggio verso la Libia, Samake è arrivato in Italia portando con sé un dolore immenso. Qui, grazie a una casa famiglia e all’incontro con Echo Labs, ha ottenuto molto più di un impiego: ha trovato un’opportunità. Assunto con un contratto a tempo indeterminato nella falegnameria sociale, oggi Samake vive a Roma con altri giovani rifugiati e, nonostante le cicatrici del passato, guarda al futuro con una speranza che credeva perduta.

La sua storia, raccontata anche dalla Rai in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, è l’emblema del valore umano generato da Echo Labs: “restituire valore a ciò che nella società è considerato marginale, che sia il nostro legno o queste persone”, come ci sottolinea Claudia Coscarella.

A guidare la formazione dei nuovi falegnami c’è Luigi Cuppone del Laboratorio LINFA, docente di ecodesign all’ISIA, un “integralista ambientale”, come lo definisce scherzosamente Menichetti. È lui ad insegnare la progettazione sostenibile, a far “sbattere la testa sul problema” e a garantire che ogni pezzo sia ecologico fino in fondo utilizzando, ad esempio, solo impregnanti naturali a base di caseina o cere profumate alla buccia d’arancia.

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Foto: Echo Labs

Misurare l’impatto: come la sostenibilità diventa un vantaggio competitivo

L’intuizione di Echo Labs è dimostrare che “si può passare da un’economia lineare a una circolare senza che sia un costo, ma ottenendo dei vantaggi“. La collaborazione con Regusto è fondamentale in questo. Quando, per esempio, FERCAM gestisce il trasloco per il rinnovo di una grande sede aziendale, anziché smaltire gli arredi dismessi – pensiamo a centinaia di postazioni di lavoro – propone al cliente di donarli. Regusto certifica il risparmio ambientale (CO2 non emessa, scarti evitati) e l’azienda cliente ottiene un certificato da inserire nel proprio bilancio di sostenibilità. Un modello dove vincono tutti: l’azienda cliente risparmia sui costi di smaltimento e migliora il suo profilo di sostenibilità e gli arredi trovano una nuova vita.

Allo stesso modo, i clienti di FERCAM Fine Art possono scegliere di affidare a Echo Labs anche la costruzione di casse nuove, garantendo gli stessi standard qualitativi e di sicurezza richiesti dal settore, con una finalità sociale concreta: generare nuove opportunità occupazionali all’interno della falegnameria.

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Il Tavolo di Tutti al Pigneto: quando il design unisce la comunità

L’impatto di Echo Labs non si ferma ai cancelli delle aziende, ma arriva nelle piazze. Un esempio recente è “Il Tavolo di Tutti”, un workshop collettivo realizzato con Amka e Sono Frankie in Piazza Copernico al Pigneto (Municipio V di Roma) durante Open House Roma 2026. Per due giorni, cittadini, famiglie e associazioni hanno lavorato insieme ai falegnami di Echo Labs per costruire un grande tavolo circolare con legno di recupero, dipinto con i 17 colori degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Un’opera è pensata non solo come arredo urbano, ma come “un presidio di incontro, dialogo e partecipazione” per restituire valore a uno spazio pubblico e rafforzare il tessuto sociale del quartiere.

 
 
 
 
 
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Verso l’autonomia: il futuro di Echo Labs tra crescita e nuovi progetti

Nata alla fine del 2021, Echo Labs sta crescendo velocemente. A breve si trasferirà nel quadrante di Roma Est, in una nuova sede di 300 mq che permetterà di installare macchinari più grandi e un sistema di disassemblaggio dei pallet per rendere il lavoro meno faticoso. L’obiettivo finale è l’autosufficienza economica. Sebbene il contributo dei soci sia stato fondamentale all’inizio, la quota di fatturato generata da clienti esterni è in costante crescita.

“Il ritorno d’immagine che i nostri soci hanno grazie a Echo Labs è comunque già più alto del contributo economico che ci danno”, spiega Dino Menichetti che guarda ancora più avanti “riuscire a dimostrare che questo progetto è autosostenibile sarebbe il coronamento di tutto”

Un traguardo sempre più vicino che dimostra come un’impresa sociale possa stare sul mercato portando avanti i propri valori, creando un impatto positivo che, dal legno di un pallet, si diffonde all’intera comunità.

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