Informazione ambientale, EconomiaCircolare.com vince il Premio Pentapolis nella categoria Web

Presentato a Roma il Rapporto Eco Media 2025: innovazione sociale, crisi climatica ed economia circolare dominano il dibattito sui media, trainato dall'informazione online, sempre più centrale. Durante gli Stati Generali dell'Informazione Ambientale, la nostra testata riceve il Premio Pentapolis nella categoria Web

Silvia Santucci
Silvia Santucci
Giornalista pubblicista, dal 2011 ha collaborato con diverse testate online della città dell’Aquila, seguendone le vicende post-sisma. Ha frequentato il Corso EuroMediterraneo di Giornalismo ambientale “Laura Conti”. Ha lavorato come ufficio stampa e social media manager di diversi progetti, tra cui il progetto “Foresta Modello” dell’International Model Forest Network. Nel 2019 le viene assegnata una menzione speciale dalla giuria del premio giornalistico “Guido Polidoro”. Dal 2021 lavora all'interno della squadra di EconomiaCircolare.com come redattrice. Da gennaio 2025 è socia della cooperativa Editrice Circolare

Mentre imperversano guerre e crisi energetiche, qual è lo sguardo dei media sui temi ambientali? A rispondere sono i dati del Rapporto Eco Media 2025, giunto alla sua dodicesima edizione, presentati a Roma nella sede italiana del Parlamento Europeo durante gli Stati Generali dell’Informazione Ambientale lo scorso 28 maggio. L’evento, organizzato da Pentapolis Institute ETS e dal web magazine Eco in Città, ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Un appuntamento che per la nostra testata ha assunto un significato speciale: durante la manifestazione è stato infatti assegnato il Premio Pentapolis “Giornalisti per la Sostenibilità” 2026, nella categoria Web, proprio ad Economiacircolare.com. Il premio è stato ritirato da Alessandra De Santis, presidente della cooperativa Editrice Circolare, che edita il giornale. 

EconomiaCircolare.com – ha commentato De Santis – è frutto dell’impegno collettivo di tutte le persone che la immaginano e ne realizzano i diversi contenuti. Non è un mistero che dar vita a un giornale indipendente oggi è un’impresa molto difficile e complessa: senza la passione di questo gruppo e della community che lo accompagna e lo stimola, sarebbe un’impresa impossibile. Ringraziamo la nostra comunità e la giuria del premio per aver riconosciuto questa passione e dedizione, che cerchiamo quotidianamente di trasformare in qualità, approfondimento e stimolo, nell’ottica del giornalismo costruttivo”. 

La classifica dei temi ambientali più discussi 

L’analisi approfondita dei palinsesti mediatici italiani nel corso del 2025 mostra una chiara gerarchia dei temi ambientali più discussi. Al vertice della classifica si posizionano, a pari merito con oltre 1 milione di citazioni ciascuna, l’innovazione sociale (che analizza il ruolo di imprese sociali, aziende e terzo settore) e la crisi climatica e ambientale.

Per citazione si intende “la comparsa di una o più parole chiave che identificano la categoria tematica all’interno degli articoli, dei servizi o delle trasmissioni radiofoniche italiane”.

Subito dietro, a confermare l’interconnessione tra ecologia e modelli produttivi, si piazza la macro-area dell’economia (che include l’economia circolare) con più di 900mila citazioni.

Guadagnano posizioni rispetto al passato i temi legati all’energia (oltre 780mila) e alle risorse (775mila), che superano la biodiversità (sesta con 724mila). Chiudono la classifica le istituzioni e la società (412mila), la finanza sostenibile (350mila) e i trasporti (217mila).

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Dati e elaborazione grafica: Rapporto Eco Media 2025

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Chi parla d’ambiente, e come

I dati del monitoraggio svelano, inoltre, una netta polarizzazione della diffusione delle notizie a seconda del canale utilizzato.

Il Web è il re assoluto della comunicazione ambientale, catalizzando il 66,21% delle citazioni complessive con oltre 4 milioni di articoli. Le fonti più prolifiche sono risultate Agenparl, Ansa, Repubblica e Corriere.

Segue la carta stampata, che copre il 15,07% (più di 990mila uscite), trainata da testate come La Gazzetta del Mezzogiorno, Sole 24 Ore, Resto del Carlino e Nazione. Su questo media il tema della “crisi” è il più trattato.

Al terzo posto troviamo la televisione, che si attesta al 14,65% (965mila citazioni). Qui, insieme al web, domina il tema dell’innovazione sociale. Le emittenti più attive sono Gruppo Norba, TRC/TRC BO, ClassCNBC e Telefriuli.

Infine, all’ultimo posto abbiamo la radio: rappresenta il 4,07% (267mila citazioni), con Radio24, Radio Radicale, Giornale Radio e Radio1 in prima linea.

Il rapporto evidenzia inoltre un dettaglio interessante: sulla carta stampata e in TV sono soprattutto le fonti locali a capillarizzare e diffondere l’informazione legata ai territori. Un focus specifico sulla COP30 di Belèm (Brasile) ha mostrato infine l’intenso attività sui social (in particolare della piattaforma X), dove si sono registrati oltre 17mila contenuti e ben 800mila interazioni incentrati su ecologia, sostenibilità e inquinamento.

I contenuti rilevati dal monitoraggio sono prevalentemente neutri (94%). L’analisi ha tuttavia mostrato la presenza di conversazioni e post critici (4%), mentre il 2% è positivo. Le critiche riguardano principalmente la percezione di ipocrisia attorno alla Conferenza sul Clima, complice le operazioni infrastrutturali attuate nel Paese che hanno provocato impatti ambientali e la sensazione di sforzi insufficienti, soprattutto economici.

L’esempio più centrale è forse quello del tema crisi climatica (grafico a seguire), la cui distribuzione nei media è 54% sul Web, 18% sulla carta stampata, 13% in TV e solo il 3% in radio.

Che si dice sull’economia?

Il racconto mediatico della tematica economia in relazione ai temi ambientali nel 2025 mostra tendenze analoghe a quelle rilevate nell’anno precedente. Dall’analisi di Eco Media delle parole più utilizzate infatti, sviluppo sostenibile emerge come il termine più frequente (224.856). Segue transizione ecologica con 178.326 occorrenze. Altri micro-temi di rilievo sono economia circolare (172.541) e riciclo (151.655) che riflettono l’importanza attribuita al riutilizzo dei materiali e alla riduzione degli sprechi.

Comparando i dati emersi dalla classifica delle tematiche con i dati presenti nello scorso rapporto si evince come le fonti online abbiano mantenuto l’attenzione verso i temi legati alla sostenibilità e all’economia verde. Il termine che emerge con maggiore frequenza è ancora una volta sviluppo sostenibile (175.689 occorrenze), seguito da economia circolare (135.928) e transizione ecologica (135.743). Fuori dal podio della classifica troviamo riciclo con 103.463. Altri termini rilevanti sono transizione digitale (62.157), riflette la crescente intersezione tra tecnologia e sostenibilità, blue economy (25.362) e filiera corta (18.050), questi ultimi termini fra i meno frequenti nel 2024. Fra le parole meno utilizzate all’interno degli articoli (dalle 20mila a circa 2mila citazioni) troviamo chilometro zero (e le sue declinazioni), gestione rifiuti, ecoturismo e certificazioni ambientali.

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Dati ed elaborazione grafica: Rapporto Eco Media 2026

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Verso l’Agenda 2030: il ruolo cruciale del giornalismo

Il Forum ha visto l’alternarsi di oltre 40 speaker tra istituzioni, accademici ed esperti, confrontarsi su cinque tavoli tematici su energia, mobilità, innovazione digitale, economia circolare e agroalimentare. “L’Agenda 2030 non è solo una tabella di marcia istituzionale, – ha ricordato Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis Institute ETS – ma è un patto globale che richiede una metamorfosi del nostro tessuto sociale, economico e politico. Ma per non smarrire la strada, abbiamo bisogno di una luce nitida. L’informazione ambientale non deve solo ‘dire cosa succede0, ma deve spiegare perché è fondamentale. Solo attraverso la verità dei dati e la chiarezza del racconto potremo costruire quella fiducia necessaria a trasformare la transizione ecologica da una sfida anche tecnologica a un trionfo della civiltà umana”.

Tutti i vincitori del Premio Pentapolis 2026

Oltre al premio assegnato a EconomiaCircolare.com, sono stati assegnati altri riconscimenti al giornalismo ambientale, in tutte le sue declinazioni. Riportiamo di seguito l’elenco completo dei premiati:

  • WEB: Premio Assoluto a Raffaele Lupoli (EconomiaCircolare.com); Menzione Speciale ad Alessandro Farruggia (Ultima Bozza).
  • TV: Premio Assoluto a Emanuele Biggi (Rai 3 – Geo); Menzione Speciale a Ertilia Giordano (TeleAmbiente – EcoAgenda).
  • CARTA STAMPATA: Premio Assoluto a Maria Chiara Voci (Casa Naturale); Menzione Speciale a Claudio Sisto (Mondo Sommerso).
  • RADIO: Premio Assoluto a Cecilia Di Lieto (Radio Popolare – Considera l’armadillo); Menzione Speciale a Marianna Usuelli (Radio Popolare – Il giusto clima) e a Lucia Lo Palo (Giornale Radio – GreenPop).
  • AGENZIE STAMPA: Premio Assoluto a Stefano Secondino (Ansa); Menzione Speciale a Sara Dellabella (Agi).
  • PODCAST: Premio Assoluto a Ferdinando Cotugno (Areale ed Ecotoni); Menzione Speciale a Stefania Mangiapane (Felicità sostenibile).
  • PREMIO SPECIALE (Saggistica ambientale): Stefano Martello (giornalista e scrittore).

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