Dopo la conclusione della Conferenza Annuale sui Cambiamenti climatici, tenutasi a Belém, e i suoi esiti deludenti, non si respira un’aria di festa tra chi si occupa di crisi climatica, e di tutto l’ecosistema che gira intorno a questo a macro-problema. Per coloro che hanno a cuore il futuro del Pianeta e il presente di molte popolazioni, non è facile aprirsi con spirito positivo alle notizie sempre più, giustamente, allarmanti che si leggono in report autorevoli redatti da scienziate e scienziati di tutto il mondo.
Eppure una narrativa positiva e costruttiva è necessaria: ce lo ha ricordato Eline Boon, EU Policy Lead di Ellen MacArthur Foundation, uno dei soggetti più accreditati al mondo sui temi dell’economia circolare, in un’intervista esclusiva registrata nel corso di Intelligenza Circolare, l’evento internazionale organizzato lo scorso ottobre a Roma da ISIA Roma Design e dal magazine EconomiaCircolare.com.
L’importanza della formazione per i più piccoli
Al netto di ispirazioni e ragionamenti ben più complessi, la nota che rimane più impressa di quanto raccontato dall’esperta di politiche pubbliche volte all’accelerazione dell’economia circolare è il suo primo approccio con la sostenibilità. Tutto nasce da un libro per bambini letto a sei anni che parlava dell’inquinamento industriale e di una piccola creatura preoccupata per la sorte del Pianeta e dei bei quartieri della città dove viveva. “A sei ho deciso che avrei fatto qualcosa in proposito quando sarei cresciuta”, ha detto Boon.
Un aneddoto che non è solo una curiosità, ma ci spinge a guardare oltre i piccoli gesti di sostenibilità, le buone pratiche e l’approccio che usiamo con bambine e bambini rispetto ai temi ambientali.
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Una realtà distopica e il coinvolgimento di cittadine e cittadini
Su un racconto della realtà che non sia solo narrazione passiva ma anche veicolo di possibili soluzioni, nello spirito del giornalismo costruttivo, EconomiaCircolare.com insiste da anni. Sulla stessa lunghezza d’onda, Boon spiega come sia necessario fare un passo in più verso narrative differenti per far sì che tutti si sentano coinvolti nel cambiamento.
“Penso sia molto importante spostare la narrativa – afferma – perché le persone sono così spaventate che tutto sia pessimismo e oscurità: tutto è molto distopico. Considerando che possiamo invertire la tendenza, perché possiamo davvero lavorare insieme, penso sia importante diffondere le news per combattere la polarizzazione”.
“Quando le persone hanno paura, – conclude Boon – finiranno per votare per cose che capiscono, perché hanno paura delle cose nuove ma se possiamo diffondere la positività, e come ho detto sì, possiamo, speriamo che la gente voterà anche per politici diversi e forse questo potrebbe guidare il cambiamento”.
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