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giovedì, Maggio 30, 2024
RUBRICA

SPECIALE | Acqua negata
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L’acqua è il filo conduttore della vita sul nostro Pianeta, un elemento complesso che segna l’equilibrio di sistemi naturali e delle attività antropiche che ne necessitano.

L’Italia assiste da anni ad una situazione complessa: da una parte le forti alluvioni dall’altra precipitazioni nevose scarse e prolungati periodi caratterizzati dall’assenza di piogge che, unite all’aumento delle temperature, lasciano i sistemi fluviali impoveriti. A giugno 2023, a seguito di un periodo di siccità, nel nostro Paese è divenuto legge il cosiddetto decreto siccità che prevede “disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche”, un piano acqua straordinario d’intesa con Regioni ed enti territoriali, e risorse da 7,8 miliardi.

Nonostante gli innegabili effetti della crisi climatica sull’acqua, una delle cause di molte delle problematiche che attanagliano questa risorsa sono legate ad una cattiva gestione. Sono noti i problemi relativi alla dispersione idrica del nostro Paese: secondo l’Istat, il volume di acqua disperso nel 2020 soddisferebbe le esigenze idriche di oltre 43 milioni di persone per un intero anno. E mentre alcune località d’Italia sono sottoposte a razionamenti, in altre i corsi dei fiumi, ma anche le falde acquifere, subiscono le conseguenze delle attività umane.

Una sottovalutazione del settore strategico delle infrastrutture idriche si affianca dunque ad una mancanza di visione, e anche laddove si impiegano risorse in grandi progetti, il confine tra ripristino naturale e interessi legati alle attività umane è sempre labile.

In questo Speciale, vi portiamo in viaggio nell’Italia dell’acqua: l’acqua che viene inquinata dalle attività estrattive, l’acqua e i suoi delicati ecosistemi nel fiume più lungo d’Italia, la complessa gestione dell’acqua che scorre sotto macro-infrastrutture sino all’acqua dei bacini di accumulo per l’innevamento, per una neve che non c’è.

Lo Speciale è stato possibile anche grazie al contributo di corsiste e corsisti del workshop conclusivo del “Corso di giornalismo d’inchiesta ambientale“, organizzato da A Sud, CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali ed EconomiaCircolare.com, in collaborazione con IRPI MEDIA, Fandango e Centro di Giornalismo Permanente. Buona lettura.

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