Le materie prime critiche sono ormai uno dei punti di snodo delle twin transitions, la transizione ecologica e digitale europea. Batterie, veicoli elettrici, pannelli fotovoltaici, turbine eoliche, apparecchiature elettroniche e infrastrutture ad alta intensità tecnologica richiedono materiali indispensabili ma esposti a rischi di approvvigionamento, concentrazione geografica delle forniture e competizione industriale globale. Questo Speciale di EconomiaCircolare.com nasce da qui: dalla necessità di spostare lo sguardo dalle sole miniere tradizionali alle “miniere urbane”, cioè ai flussi di rifiuti, prodotti a fine vita, componenti e materiali già presenti nell’economia europea, che possono diventare una fonte strategica di materie prime seconde.
Il progetto europeo “FutuRaM – Future Availability of Secondary Raw Materials” offre una base conoscitiva fondamentale per leggere questa trasformazione. Finanziato da Horizon Europe, FutuRaM ha sviluppato una knowledge base europea sulla disponibilità e recuperabilità delle materie prime seconde, con un’attenzione specifica alle materie prime critiche, nell’Unione europea più Islanda, Norvegia, Svizzera e Regno Unito (UE27+4). Il progetto analizza sei grandi flussi: batterie a fine vita, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, veicoli fuori uso, rifiuti estrattivi, scorie e ceneri, rifiuti da costruzione e demolizione, includendo anche il caso delle turbine eoliche dismesse. L’obiettivo non è soltanto stimare quanta materia sia contenuta nei rifiuti, ma capire dove si trova, in quali prodotti e componenti, con quali livelli di qualità, quali perdite si generano lungo raccolta e trattamento e quali condizioni tecniche, economiche, normative e industriali ne rendono possibile il recupero.
Questo Speciale racconta come questo progetto crei i presupposti per definire un’infrastruttura di politica industriale. I suoi modelli di stock and flow, le analisi di composizione, gli scenari al 2050 e la Urban Mine Platform permettono di individuare hotspot di materiali, stimare la disponibilità teorica di materie prime seconde e supportare decisioni pubbliche e industriali basate su evidenze. In questa prospettiva, il recupero diventa una leva per ridurre al contempo il sovrasfruttamento di risorse naturale e le dipendenze strategiche, per trattenere valore nelle filiere europee, migliorare la qualità dei flussi in ingresso agli impianti e orientare ecodesign, raccolta selettiva, tecnologie di trattamento e investimenti.
Gli articoli di questo Speciale seguono questo percorso partendo dal contesto europeo sulle materie prime critiche e approfondendo il caso dei RAEE e delle filiere mancanti, illustrando gli scenari al 2050 e la situazione italiana. Attraverso la lente del progetto FutuRaM, EconomiaCircolare.com compie un ponte tra ricerca, industria e policy, mostrando che la disponibilità futura di materie prime critiche dipenderà anche da quanto l’Europa saprà misurare, raccogliere, separare e recuperare. Ma soprattutto da quanto saprà mettere in campo una strategia industriale coordinata tra i diversi Paesi.
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Speciale di Economiacircolare.com in collaborazione con FutuRaM. A cura di Daniele Di Stefano, Raffaele Lupoli, Alessandro Coltrè. Traduzioni di Maria Cristina Leone. Cover, visual e infografica: Chiara Arnone
I partner del progetto FutuRaM: WEEE Forum, UNITAR, Erion WEEE, Empa, Universiteit Leiden, Technische Universität Berlin, Ludwig-Maximilians-Universität München, BRGM, Sociedade Portuguesa de Inovação, Chalmers Tekniska Hoegskola AB, University College London, VITO, Geološki Zavod Slovenije, Sveriges Geologiska Undersökning, Geological Survey of Finland, Bundesanstalt für Geowissenschaften und Rohstoffe, Boliden Mineral AB, ecosystem, Ecogenesys, WEEECycling, Lovisagruvan, University of Belgrade Faculty of Mining & Geology, Duncan Kushnir, RECHARGE, Stiftung GRS Batterien, European Metals Recycling, Mace, Otanmäki Mine Oy.