Come evidenziato dalla Gender Equality Strategy 2020-2025, tutte le sfide attuali dell’Unione Europea, tra le quali la transizione verde, hanno una dimensione di genere. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha rappresentato un’occasione senza precedenti per orientare la transizione energetica verso criteri di giustizia sociale ed equità di genere. Una quota rilevante delle risorse (almeno il 37,43%), è stata destinata a misure a sostegno della transizione energetica offrendo un potenziale spazio di integrazione tra politiche energetiche e obiettivi di equità (Regolamento UE 2021/241).
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È stata colta l’opportunità fornita dai PNRR per ottenere una transizione giusta?
Per rispondere a questa domanda, una ricerca condotta nell’ambito del progetto gEneSys dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR ha analizzato la versione originale dei PNRR dei 27 Paesi europei adottando il quadro analitico della giustizia energetica.
La ricerca, pubblicata in questo articolo scientifico, ha rivelato un panorama europeo eterogeneo. I risultati aggregati nell’Indice NRRPs’ Gender-Energy Nexus, riportano che i PNRR di dieci Paesi (Francia, Germania, Bulgaria, Finlandia, Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Malta, Polonia e Romania) non hanno integrato la dimensione di genere in nessuna delle misure in campo energetico. Questo risultato suggerisce che, in questi Paesi, il genere e l’energia siano affrontati come ambiti di policy completamente separati. In contrasto, il punteggio più alto dell’Indice è attribuito alla Spagna, seguita da Austria e Croazia, Belgio, Slovenia, e Portogallo. In questo quadro frammentato, l’Italia occupa una posizione intermedia insieme a Cipro, Repubblica Ceca, Estonia e Slovacchia.

Giustizia energetica riconoscitiva nei PNRR
Anche rispetto alle singole dimensioni della giustizia energetica, i risultati dello studio mostrano un quadro frammentato. La giustizia energetica riconoscitiva misura il grado di riconoscimento di bisogni e comportamenti differenziati per genere rispetto al consumo di energia, includendo la dimensione di genere della povertà energetica.
Rispetto a questa dimensione, 18 Paesi, tra cui l’Italia ottengono un punteggio pari a zero. Il Paese che ha ottenuto il punteggio più alto è la Spagna, seguita da Austria, Belgio e Croazia. L’analisi rivela l’assenza di dati disaggregati per genere sui bisogni energetici nella stragrande maggioranza dei PNRR (presenti solo in Belgio e Spagna) e una pressoché assenza di prospettiva intersezionale (rilevata esclusivamente in Spagna). I risultati evidenziano inoltre che il PNRR italiano, come la maggior parte dei Piani, non riconosce esplicitamente la dimensione di genere della vulnerabilità energetica.

Giustizia energetica distributiva nei PNRR
Rispetto alla giustizia energetica distributiva, che misura come sono distribuite le risorse, gli incentivi e le opportunità della transizione energetica, lo studio mostra un quadro diverso. Sebbene quasi la metà dei Paesi (13 su 27) non abbia incluso alcun elemento di giustizia energetica distributiva, in questo gruppo non rientra l’Italia, che invece rientra nel gruppo di Paesi che ha ottenuto il punteggio più elevato (60/100), insieme a Croazia, Repubblica Ceca, Slovenia e Spagna.
In particolare, il PNRR italiano è uno dei Piani che includono misure per aumentare la partecipazione femminile nei percorsi di studio tecnico scientifici, fondamentali per molti settori professionali in tema energetico. Inoltre, il PNRR italiano, insieme ai piani di altri 8 Paesi, prevede misure per ridurre il divario occupazionale nel settore energetico. Tuttavia, nessun PNRR, Italia inclusa, introduce misure di accesso ai servizi energetici o di protezione dei consumatori più vulnerabili in un ottica gender-sensitive.

Giustizia energetica procedurale nei PNRR
Rispetto alla dimensione della giustizia energetica procedurale, il contributo mostra in che misura i PNRR abbiano descritto nel processo di consultazione il coinvolgimento di attori chiave specializzati nei temi dell’equità di genere e del gender mainstreaming. I risultati mostrano che soltanto i PNRR di 7 Paesi (Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi e Portogallo) abbiano riportato questo aspetto, mentre l’Italia rientra nel gruppo maggioritario (20 PNRR) che non fa riferimento a questo indicatore della giustizia energetica procedurale.

I temi della giustizia energetica alla conferenza finale di gEneSys
Lo studio mostra che i PNRR non hanno integrato pienamente i principi della parità di genere nelle misure a supporto della transizione energetica. Le disuguaglianze di genere nei sistemi energetici non scompariranno in maniera spontanea, al contrario, in assenza di misure disegnate ad hoc, dati disaggregati, processi decisionali inclusivi e strumenti di gender budgeting, la transizione energetica rischia di esacerbare le disuguaglianze di genere esistenti e produrre nuove ingiustizie energetiche.
Di queste tematiche si parlerà il 27 e 28 aprile 2026 presso Industrie Fluviali a Roma, dove si terrà l’evento di chiusura del progetto Horizon gEneSys. La conferenza, dal titolo “Transforming power relations in energy transition – Policies, research, citizenship behaviour and education”, sarà l’occasione per presentare i risultati del progetto, ma soprattutto per coinvolgere una pluralità di attori in un dialogo su come pensare percorsi verso sistemi energetici che producano e riproducano le disuguaglianze di genere. Tra i temi della conferenza, oltre alle politiche europee, si affronteranno diversi temi riguardanti il nesso tra genere e transizione energetica, come le disuguaglianze nelle comunità scientifiche nei settori energetici, i modelli e comportamenti di consumo energetico, gli ostacoli e le opportunità nei percorsi educativi e di carriera per la piena partecipazione delle donne alle attività di transizione energetica in qualità di ricercatrici, innovatrici, imprenditrici e responsabili delle decisioni.
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