Stabilimenti balneari, la sostenibilità si misura: la spiaggia come sistema di servizi

La spiaggia è anche un luogo dove misurare la sostenibilità. Attraverso l’ausilio della normazione tecnica, che definisce requisiti condivisi e verificabili. “Il valore della certificazione consiste nell’utilizzare i riferimenti descritti nelle norme come strumenti di crescita organizzativa, e non come una semplice lista di requisiti da soddisfare” spiega Elena Battellino, responsabile di Accredia

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Redazione EconomiaCircolare.com

*Una spiaggia non è soltanto un luogo di vacanza, ma un sistema articolato di servizi, infrastrutture e processi organizzativi. Pulizia dell’arenile, gestione dei rifiuti, uso efficiente delle risorse, sicurezza, accessibilità, manutenzione, informazione agli utenti e formazione del personale incidono sulla qualità dell’esperienza turistica e sulla sostenibilità della gestione

Nel settore balneare, la normazione tecnica traduce questi obiettivi in requisiti condivisi e verificabili, capaci di orientare gli operatori e rendere più trasparente la qualità dell’offerta.

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Due norme complementari: dalla gestione della spiaggia a quella degli stabilimenti

I riferimenti principali sono la UNI ISO 13009 e la UNI 11911. La prima, recepimento nazionale di uno standard internazionale, riguarda la gestione delle spiagge nel loro complesso, considerando sia l’arenile sia l’area di balneazione. Definisce requisiti e raccomandazioni per pianificare ed erogare i servizi, con particolare attenzione a sostenibilità, sicurezza, accessibilità, pulizia, manutenzione, informazione e gestione delle emergenze.

La UNI 11911, norma nazionale dedicata agli stabilimenti balneari, entra invece nel merito delle strutture e dei servizi messi a disposizione degli utenti. Non considera soltanto le dotazioni materiali, ma anche le responsabilità organizzative, le competenze del personale, la manutenzione, la gestione dei rischi, il controllo delle attività, la comunicazione e il miglioramento del servizio.

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fonte: Canva

Le due norme sono quindi complementari: la UNI ISO 13009 considera la spiaggia come sistema territoriale e gestionale, mentre la UNI 11911 si concentra sul singolo stabilimento e sulla sua capacità di offrire servizi coerenti, accessibili e affidabili. Entrambe sono volontarie e non sostituiscono leggi, autorizzazioni o controlli pubblici, ma forniscono un modello tecnico attraverso il quale organizzare le attività e misurarne nel tempo l’efficacia.

La certificazione UNI 11911 può inoltre rappresentare un riferimento utile anche per le amministrazioni pubbliche, per esempio nei bandi o nelle procedure legate alle concessioni, purché sia individuato correttamente l’oggetto della valutazione. Il certificato riguarda infatti uno specifico stabilimento e i servizi effettivamente presenti: non costituisce una valutazione generale dell’impresa e non sostituisce i controlli previsti dalla normativa, ma può offrire criteri chiari e confrontabili per valorizzare qualità, sicurezza, accessibilità e sostenibilità dell’offerta turistica.

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La certificazione accreditata nella gestione quotidiana dello stabilimento

L’adozione di una norma rappresenta un impegno da parte dell’operatore. È la certificazione accreditata a renderne verificabile l’applicazione, attraverso la valutazione svolta da un organismo terzo, competente e imparziale.

«L’obiettivo è qualificare l’offerta dello stabilimento attraverso requisiti che non riguardano soltanto le infrastrutture, ma anche gli aspetti organizzativi e gestionali che concorrono alla qualità complessiva del servizio», spiega Elena Battellino, Responsabile Area Sostenibilità e Funzionario Tecnico del Dipartimento Certificazione e Ispezione di Accredia. «La certificazione accreditata secondo entrambe le norme consente di verificare che questi principi trovino concreta applicazione nella gestione della struttura. La valutazione va quindi oltre gli elementi direttamente percepibili dall’utente e riguarda anche la capacità dell’organizzazione di pianificare le attività, gestire i rischi, formare il personale, mantenere efficienti le strutture e migliorare nel tempo la qualità dei servizi offerti».

Il valore della certificazione emerge così nella gestione quotidiana dello stabilimento: dalla manutenzione delle strutture alla preparazione del personale, dall’accessibilità dei servizi alla corretta informazione degli utenti, fino alla gestione dei rifiuti, delle emergenze e delle eventuali criticità. La conformità non si esaurisce nella presenza di procedure o documenti, ma richiede che quanto previsto sia effettivamente applicato, controllato e aggiornato.

«Per gli operatori, il valore della certificazione consiste nell’utilizzare i riferimenti descritti nelle norme come strumenti di crescita organizzativa, e non come una semplice lista di requisiti da soddisfare», osserva Battellino. «Quanto più tali requisiti vengono integrati nella gestione quotidiana dello stabilimento, tanto più la certificazione diventa uno strumento capace di generare benefici concreti: maggiore chiarezza nelle responsabilità, migliore controllo delle attività, prevenzione dei rischi e capacità di intervenire in modo strutturato sulle aree di miglioramento».

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fonte: Canva

Il ruolo degli organismi di certificazione

L’accreditamento garantisce che gli organismi di certificazione operino con competenza, imparzialità e criteri coerenti. La verifica non aggiunge nuovi obblighi rispetto a quelli stabiliti dalle norme, ma ne rende l’applicazione oggettiva, trasparente e confrontabile, contribuendo a rafforzare l’affidabilità del certificato.

«Anche per gli organismi di certificazione la sfida è contribuire a una corretta applicazione delle norme, mantenendo un approccio coerente e omogeneo con le loro finalità e concentrando la valutazione sugli aspetti che incidono realmente sulla qualità dei servizi e sulla tutela degli utenti», aggiunge Battellino. «Il valore dei requisiti sta proprio nella loro capacità di accompagnare gli stabilimenti in un percorso di miglioramento continuo, contribuendo a elevare la qualità complessiva dell’offerta balneare».

È nella continuità tra organizzazione, controllo indipendente e miglioramento che la sostenibilità diventa concreta e riconoscibile. Le norme tecniche definiscono criteri condivisi; gli operatori li traducono nella gestione quotidiana; la certificazione accreditata verifica che siano applicati e mantenuti nel tempo. Un percorso che consente di qualificare non soltanto ciò che lo stabilimento offre, ma anche il modo in cui è in grado di progettare, gestire e migliorare i propri servizi.

*articolo realizzato in collaborazione con Accredia

 

Il tema è al centro anche della puntata di luglio del podcast Dentro La Qualità di Accredia, che approfondisce il valore delle norme e della certificazione accreditata per il settore balneare con Elena Battellino, Stefania Frandi, responsabile legale nazionale di SIB-FIPE-Confcommercio, e Gabriele Lami, collaboratore del Demanio marittimo di ANCI Toscana. Ascoltalo qui:

https://www.accredia.it/comunicazione/podcast/dentro-la-qualita/

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