Nel grande puzzle della transizione energetica, c’è un pezzo fondamentale del quale si parla ancora troppo poco anche se è assai rilevante poichè produce circa il 2% dell’energia nazionale: l’energia geotermica. È una fonte pulita, costante e disponibile 24 ore su 24, che sfrutta il calore naturale della Terra. Eppure, come per altre fonti rinnovabili (come vi abbiamo raccontato per l’eolico e il fotovoltaico), anche sulla geotermia circolano “mezze verità” e addirittura vere e proprie fake news che ne frenano la diffusione.
“Senza dimenticare che sulla geotermia l’Italia è stata pioniera nel mondo. Il primo impianto geotermico per la produzione di energia elettrica è entrato in produzione a Larderello (in provincia di Pisa) nel 1913“. Analizziamo insieme alcuni dei falsi miti più comuni e smontandoli con dati e fatti concreti, per capire perché la geotermia non è una tecnologia del futuro, ma una soluzione concreta e già oggi accessibile.
Per facilitare la lettura, riportiamo di seguito le domande ricorrenti con i link agli articoli di risposta:
- È vero che la geotermia è troppo costosa e non si ripaga?
- È vero che la geotermia richiede grandi spazi e si può realizzare solo in aree rurali?
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È vero che la geotermia serve solo per il riscaldamento invernale?
- È vero che la pompa di calore consuma troppa elettricità?
- È vero che la geotermia è pericolosa?
- È vero che la geotermia causa terremoti? Non facciamo confusione
- È vero che la geotermia è utilizzabile solo in aree vulcaniche?
- È vero che la geotermia non è rinnovabile, e prima o poi il calore si esaurisce?
- È vero che le centrali geotermiche occupano troppo terreno?
Letizia Palmisano
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