“Sono un fatto positivo. Siamo contenti delle proposte di legge per istituire anche in Italia un sistema di deposito su cauzione. Sistema che sarebbe finalmente il modo di valorizzare quello chttps://economiacircolare.com/deposito-su-cauzione-drs-come-funziona-vantaggi/he oggi viene considerato un rifiuto”. A parlare del deposito cauzionale di imballaggi monoso per bevande (DRS – Deposit Return System) è Luca Cheri, amministratore delegato di Acqua Sant’Anna, grande player del settore delle bevande che ha aderito alla campagna “A buon rendere – Molto più di un vuoto”, nata proprio per fare informazione e advocacy sul DRS.
EconomiaCircolare.com lo ha Intervistato in occasione del convegno “Il sistema di deposito cauzionale in Italia: prospettive legislative e attuazione” organizzato da due vicepresidenti della Camera dei deputati (Fabio Rampelli, FdI e Sergio Costa, M5S) firmatari di due delle tre proposte di legge depositate sull’argomento .
Luca Cheri, durante il suo intervento al convegno ha sollevato il tema della cauzione (la piccola somma aggiuntiva da versare al momento dell’acquisto della bevanda, per poi riceverla indietro al momento della restituzione): può avere effetti negativi sugli acquisti?
Può rallentare il mercato, perché presuppone da parte dei consumatori una maggiore spesa all’atto di acquisto, anche se poi la cauzione viene restituita. Si sa che nel momento in cui si aumenta il prezzo c’è sempre un calo dell’acquisto. Ma l’importante è comunicare bene, partendo anche dalla comunicazione a scaffale: in altri paesi viene evidenziato qual è il valore della cauzione, in modo da far sapere che poi mi verrà restituita.
Acqua Sant’Ana sta lavorando in vista della possibile entrata in vigore del sistema di deposito su cauzione al quale puntano le tre proposte di legge depositate alla Camera?
Partendo dalle intuizioni di Alberto Bertone, il nostro presidente che è mancato nel novembre dello scorso anno, in passato abbiamo già provato a fare passi muoverci verso una maggiore sostenibilità, ad esempio con l’utilizzo di materiali diversi. Già dal 2008 abbiamo provato ad utilizzare la bioplastica biodegradabile e compostabile. Purtroppo abbiamo visto che questo tema chiama in causa anche la sensibilizzazione dei consumatori, che spesso sono più disponibili a spendere per sé stessi, meno per l’ambiente.
Pensiamo quindi che sia essenziale il dialogo tra istituzioni e aziende, per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo comune di eliminare i rifiuti di plastica dalle strade, dalle spiagge, dai parchi. Infatti nel momento in cui gli dai un valore, come col DRS, un rifiuto non è più tale.
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