Utilitalia: “Gestione dei rifiuti in plastica sull’orlo della paralisi, a rischio la raccolta differenziata”

Secondo la federazione delle utilities, siamo di fronte ad una “crisi strutturale della filiera del riciclo delle plastiche”, che richiede “interventi eccezionali, immediati, strutturati e di sistema” che includano il sostengo economico

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Redazione EconomiaCircolare.com

Il giorno dopo l’ennesimo infruttuoso incontro al ministero dell’ambiente sulla crisi del riciclo delle plastiche, arriva come un macigno l’allarme di Utilialia, la federazione nazionale delle utilities. “Il sistema nazionale di gestione e riciclo dei rifiuti di imballaggio in plastica è sull’orlo della paralisi”, afferma la nota diffusa nel pomeriggio di venerdì. C’è “il rischio imminente di compromettere la regolarità e la continuità del servizio in numerose aree del Paese”.

La gravità della crisi è stata denunciata ripetutamente a livello europeo e nazionale dalle imprese del riciclo, schiacciate tra alti costi dell’energia e plastica vergine a basso costo che fa concorrenza con quella riciclata, la cui domanda sul mercato soffre questa concorrenza e quella del riciclato (o presunto tale) che arriva dalla Cina. Anche i consorzi cui è affidata la gestione del fine vita degli imballaggi in plastica avevano scritto, in via riservata, al ministero denunciano rischi per la raccolta differenziata.

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“Stoccaggi raddoppiati: rischio incendi e disservizi per la raccolta”

Utilitalia scrive di un recente monitoraggio che “fotografa una situazione preoccupante: a fine aprile, i quantitativi di materiale plastico stoccati presso i centri di raccolta risultavano quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Un quadro ancora più allarmante, sottolinea la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia, se si considera che siamo alla vigilia della stagione estiva, col rischio “di generare non solo disservizi per i cittadini ma anche il rischio di incendi all’interno dei siti di stoccaggio”.

Mancanza di sbocchi per la plastica riciclata

A generare la crisi e a mettere a rischio la raccolta nei comuni secondo Utilitalia non sono inefficienze del servizio. “Già da diversi mesi i gestori della raccolta stanno mettendo in campo ogni sforzo straordinario possibile per garantire la continuità dei servizi nelle città”. Le attuali criticità derivano invece “esclusivamente dalla progressiva saturazione degli sbocchi di recupero e riciclo a valle”: coi prezzi bassi della plastica vergine e in mancanza di iniziative rilevanti a sostengo di quella riciclata sono sempre meno le imprese che scelgono quest’ultima. “Siamo di fronte a una crisi strutturale della filiera del riciclo delle plastiche che non può essere in alcun modo imputata a presunte inefficienze dei soggetti della raccolta”.

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“Necessari interventi eccezionali, immediati e di sistema, incluso il sostengo economico”

Vista l’assenza di iniziative, Utilitalia “evidenzia la necessità di attuare interventi eccezionali per decongestionare le giacenze accumulate presso i centri di stoccaggio: queste misure devono prevedere un supporto economico tempestivo per coprire i costi della gestione straordinaria di questi flussi in sovraccarico”. Servono “interventi immediati, strutturati e di sistema”, conclude Utilitalia, altrimenti “la qualità dei servizi di igiene urbana e gli stessi standard di raccolta differenziata raggiunti in questi anni dal nostro Paese rischiano di essere vanificati dal blocco degli impianti di riciclo”.

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