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SPECIALE | Passaporto digitale del prodotto
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Introdotto dal Regolamento Ecodesign (ESPR, Ecodesign for sustainable products regulation), entrato in vigore il 18 luglio 2024, il passaporto digitale del prodotto è uno degli strumenti più innovativi e più discussi dell’Unione Europea. Probabilmente lo avrete anche incontrato con la dicitura inglese – Digital product passport – o col suo relativo acronimo – DPP – e di sicuro lo avrete trovato citato in qualche altra normativa europea, come ad esempio il regolamento sui prodotti da costruzione, il nuovo regolamento sulla sicurezza dei giocattoli, il nuovo regolamento sui detergenti. Riferimenti all’uso dei Dpp sono poi presenti nel Critical Raw Materials Act o nel cosiddetto Regolamento Imballaggi (PPWR).

La Commissione Europea lo descrive come un’innovazione fondamentale “per conservare e condividere dati relativi alla sostenibilità, alla durabilità e ad altre caratteristiche ambientali del prodotto. Il passaporto sarà disponibile per i consumatori, le imprese e le autorità pubbliche competenti, aiuterà a prendere decisioni consapevoli e aumenterà la domanda di prodotti sostenibili. Il passaporto digitale dei prodotti potrebbe inoltre contenere informazioni supplementari, ad esempio le istruzioni del prodotto o la documentazione di conformità”.

Proprio per questa sua estensione e per la sua importanza, abbiamo perciò scelto di dedicare uno Speciale al Passaporto digitale del prodotto. Qui trovate le informazioni su come funziona, gli studi a riguardo, i fattori di successo e le barriere che potrebbero ostacolarne una diffusione ancora più ampia. 

Mai come in questo caso, dunque, lo Speciale sarà in costante aggiornamento. Ecco perché vi rimandiamo alla lettura e, come ogni volta, rinnoviamo l’invito a inoltrarci spunti, critiche e contributi. Buona lettura.

 

Andrea Turco

© Riproduzione riservata

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