Il granchio blu nelle reti dei pescatori tunisini, il Mar Mediterraneo incandescente, la terra che diventa sempre più arida, le piogge che devastano intere città. Capire questi fenomeni vuol dire diventare sentinelle climatiche; cittadine e cittadini che si interrogano sul clima che cambia. Sono sempre di più le persone interessate a comprendere i cambiamenti e le conseguenze, a volte feroci, del riscaldamento globale. A dircelo sono le indagini Istat e i sondaggi europei: il clima è in cima alla lista delle preoccupazioni, soprattutto di ragazze e ragazzi.
Questo cambio di percezione spinge a indagare gli effetti della crisi climatica nei territori, aumenta la cultura del rischio e mette in moto percorsi comunitari che puntano a ridisegnare città e paesi adattandoli al clima che verrà. Il riscaldamento globale diventa un tema di discussione nelle assemblee, a scuola e negli spazi sociali. Così l’attivismo prova a sconfiggere l’eco-ansia e il disorientamento generato dagli eventi estremi e da una politica che sembra essersi dimenticata di dover affrontare gli allarmi lanciati dalla Terra.
Con queste premesse vi invitiamo a leggere il corposo Speciale di questo mese, lanciato proprio durante una delle estati più afose che la storia italiana, europea e mondiale ricordino. Uno Speciale che, come sempre, sarà in costante aggiornamento e a cui speriamo vogliate contribuire anche voi che ci leggete, coi vostri contributi, le vostre domande e i vostri spunti.
Buona lettura.
Alessandro Coltrè
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