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“La semplificazione delle normative e la riduzione degli oneri amministrativi sono essenziali per raggiungere gli obiettivi ambientali e rafforzare la competitività dell’UE”. Così la Commissione ha annunciato ieri la pubblicazione dell’ottavo pacchetto Omnibus di semplificazioni, dedicato espressamente alla normativa ambientale. Rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), batterie, imballaggi, plastica monouso, valutazioni ambientali e autorizzazioni sono le materie affrontate delle sei proposte legislative che compongono il pacchetto. Si tratta, sottolinea la Commissione, di “modifiche legislative mirate” che “riflettono i contributi delle parti interessate” (le oltre 190 000 risposte ricevute dalla call for evidence lanciata a luglio 2025). E grazie alle quali “le imprese risparmieranno circa 1 miliardo di euro all’anno, portando i risparmi amministrativi annuali derivanti dai pacchetti omnibus e da altre iniziative di semplificazione già presentate dalla Commissione a quasi 11 miliardi di euro all’anno”. Nessuna deregolamentazione che indebolisce le tutele ambientale, secondo i Commissari: “Questa semplificazione legislativa garantisce un equilibrio accurato, consentendo alle imprese di operare in modo più efficiente e preservando al contempo i nostri obiettivi fondamentali in materia di ambiente e salute”, ha detto Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione.
Questi gli architravi dell’Omnibus Ambiente.
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Autorizzazioni più veloci grazie a Valutazioni ambientali semplificate
Procedure semplificate e accelerate. Chi presenta e promuove progetti industriali beneficerà di “procedure semplificate e accelerate, tra cui sportelli unici, digitalizzazione e procedure più rapide”. Misure che accelereranno “i progetti chiave necessari per l’economia dell’UE”;
Valutazioni combinate. La Commissione prevede “valutazioni combinate e procedure rapide con scadenze definite e accelerate, al fine di garantire la prevedibilità e la certezza del diritto”. Questo, sottolinea l’esecutivo, “consentirà di mantenere solide garanzie ambientali”;
Digitalizzazione. “Un’ulteriore accelerazione – spiga la Commissione – sarà possibile grazie alla digitalizzazione delle valutazioni ambientali nell’ambito dei processi complessivi di rilascio delle autorizzazioni. Ciò garantirà l’accesso alle valutazioni ambientali e al loro trattamento, nonché a dati riutilizzabili di qualità”;
Strumenti per i progetti strategici. La Commissione propone una serie di strumenti supplementari per i progetti strategici. “Le energie rinnovabili, le reti elettriche, i progetti di stoccaggio e le stazioni di ricarica, i centri dati e le fabbriche o gigafactory di IA, i progetti legati all’economia circolare, la decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica o le infrastrutture portuali sono alcuni dei settori strategici per l’Unione europea. Questo elenco non è esaustivo e altri settori potrebbero essere identificati come strategici”, si legge nelle Q&A. Gli strumenti mirano ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni “a condizione che tali progetti contribuiscano alla resilienza dell’UE, alla decarbonizzazione o all’efficienza delle risorse”.
Silenzio assenso. Nel pacchetto anche “disposizioni e condizioni per l’approvazione tacita delle fasi intermedie del processo decisionale”.
Norme semplificate per industria e agricoltura
Sistemi di gestione ambientale. Le aziende, spiega la Commissione, “avranno maggiore flessibilità nell’attuazione dei sistemi di gestione ambientale (SGA)” ai sensi della direttiva sulle emissioni industriali (IED).
In che modo? Spiega l’esecutivo:
- verrà eliminato l’obbligo di includere “piani di trasformazione” (Direttiva UE 2024/1785 che modifica la direttiva relativa alle emissioni industriali);
- verrà concesso più tempo per la preparazione dei sistemi di gestione ambientale (SGA);
- non saranno necessari audit indipendenti per i SGA;
- sarà consentita la predisposizione dei sistemi di gestione ambientale a livello aziendale anziché per singolo impianto;
- il contenuto dei sistemi di gestione sarà semplificato.
Meno obblighi di rendicontazione. Agricoltori, allevatori e operatori dell’acquacoltura saranno esentati da alcuni obblighi di rendicontazione, come la segnalazione dell’uso di acqua, energia e materie prime “ai sensi del regolamento sul portale delle emissioni industriali”;
Soglie per allevamenti. L’Omnibus apporterà una “semplificazione mirata al calcolo della soglia per gli allevamenti di suini e, escludendo gli allevamenti avicoli biologici dal campo di applicazione, eviterà la duplicazione dei requisiti”. Gli allevatori saranno esentati così da specifici obblighi.
Soluzioni digitali più efficaci per le sostanze pericolose nei prodotti
Grazie all’Omnibus Ambiente le imprese dovranno sobbarcare “meno obblighi amministrativi nell’ambito dell’economia circolare“, scrive la Commissione. “L’obbligo di comunicare i dati SCIP (Substances of Concern In articles as such or in complex objects – Products, ndr) relativi alle sostanze pericolose presenti nei prodotti sarà abrogato” spiega la Commissione. La legislazione dell’UE in materia di sostanze chimiche, in particolare il pacchetto “One Substance One Assessment” e il passaporto digitale dei prodotti, “svolgeranno progressivamente il ruolo previsto dalla banca dati, evitando duplicazioni”.
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Responsabilità estesa del produttore semplificata (EPR)
Attualmente la legislazione in materia di batterie, imballaggi, apparecchiature elettroniche, plastica monouso e rifiuti impone alle aziende con sede nell’UE di nominare un rappresentante autorizzato negli altri paesi per adempiere agli obblighi relativi alla loro responsabilità estesa del produttore (EPR). Questo obbligo sarà sospeso per i produttori europei “in attesa di un’ulteriore semplificazione dei sistemi EPR ai sensi del Circular Economy Act”.
Accesso facilitato ai dati geospaziali
La direttiva che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (direttiva INSPIRE) mira a creare un’infrastruttura di dati territoriali armonizzata e interoperabile in tutti gli Stati membri. Tuttavia, afferma la Commissione, il sistema “è attualmente meno efficace e più costoso del previsto, poiché i requisiti tecnici per l’armonizzazione dei set di dati si sono rivelati complessi e costosi da attuare”. La proposta mira ad “allineare il quadro dell’UE per la condivisione dei dati ambientali alla più recente legislazione orizzontale dell’UE in materia di dati, come la direttiva sui dati aperti, la legge sulla governance dei dati e la legge sull’Europa interoperabile”.
Le modifiche principali comprendono:
- la sostituzione dei complessi requisiti di armonizzazione con approcci più flessibili e basati su standard;
- l’eliminazione dei requisiti tecnici obsoleti;
- il consolidamento dell’accesso ai dati attraverso un unico portale aperto dell’UE.
Un pacchetto a “impatto ambientale zero”
La Commissione sottolinea a più riprese che l’Omnibus Ambiente “mira a ridurre gli oneri amministrativi mantenendo gli obiettivi e gli standard ambientali esistenti”. Le misure proposte non comportano rischi significativi per l’ambiente “poiché riguardano gli obblighi amministrativi senza ridurre gli standard ambientali. Dato che gli obiettivi ambientali rimangono invariati, l’impatto ambientale complessivo del pacchetto è neutro”.
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Regolamento imballaggi, Circular Economy Act, Direttiva acque, REACH
La Commissione europea fa sapere che la semplificazione normativa non si fermerà. L’esecutivo “continuerà a lavorare alla semplificazione della legislazione esistente al di là del pacchetto di misure odierno, sulla base dei suggerimenti ricevuti durante la call for evidence”. Spiega nelle Q&A dedicate: “Ad esempio, all’inizio del prossimo anno la Commissione presenterà orientamenti sull’applicazione dei principali atti legislativi, a partire dal PPWR (Regolamento imballaggi, ndr) e dalla legislazione in materia di acqua e natura. La semplificazione sarà un elemento chiave della legge sull’economia circolare (Circular Economy Act) e della revisione del REACH”. La Commissione intende anche “sottoporrà a stress test le norme ambientali e riesaminare la direttiva quadro sulle acque, sulla base dei contributi delle parti interessate e delle esperienze degli Stati membri, prestando particolare attenzione alla semplificazione e alla necessità di affrontare potenziali strozzature, al fine di promuovere la circolarità e l’accesso alle materie prime critiche nell’UE, proteggendo al contempo l’ambiente e la salute umana”.
Dure le critiche degli ambientalisti
Secondo lo Europea Environmental Bureau (EEB), il pacchetto “indebolisce leggi fondamentali dell’UE che tutelano la salute delle persone, la natura e la prosperità a lungo termine”. Le norme che la Commissione ha tagliato “proteggono le persone e la società riducendo l’inquinamento, ripristinando i nostri ecosistemi e fornendo la certezza normativa di cui l’industria ha bisogno per innovare e investire”. Faustine Bas-Defossez, direttrice per la natura, la salute e l’ambiente diEEB, ha detto che “la Commissione sta violando le proprie regole per abolire le leggi che garantiscono la nostra sicurezza. Non si tratta di semplificazione, ma di autosabotaggio. Ciò mette a rischio la nostra salute e l’ambiente, indebolisce la competitività dell’Europa e crea caos per le imprese che fanno affidamento sulla certezza del diritto. Per chi lo stanno facendo esattamente?»
Per il WWF, l’ottavo Omnibus “conferma ciò che la società civile, gli scienziati e i cittadini preoccupati denunciano da mesi: la Commissione Von der Leyen sta smantellando decenni di protezioni ambientali conquistate a fatica, mettendo a rischio l’aria, l’acqua e la salute pubblica in nome della competitività”. Non si tratta di “modifiche isolate o tecniche”, ma di misure che fanno parte “di un quadro più ampio di attacchi, dall’indebolimento del regolamento UE sulla deforestazione alla riduzione delle protezioni contro sostanze chimiche e pesticidi, aprendo la porta a un aumento dell’inquinamento. Questo smantellamento va oltre la politica ambientale, minando la responsabilità democratica”.
“L’Europa aspira a diventare leader mondiale nella circolarità, ma la Commissione europea sembra intenzionata ad aprire le porte a un indebolimento dei dossier chiave che costituiscono la spina dorsale dell’economia circolare europea”, afferma Aline Maigret, responsabile delle politiche di Zero Waste Europe.
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